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“La gente rinuncia alle cure mediche per la spesa”, il triste volto del caro vita: la protesta arriva anche sulle Madonie

“La gente rinuncia alle cure mediche per la spesa”, il triste volto del caro vita: la protesta arriva anche sulle Madonie
Un trattore durante la manifestazione a Petralia Soprana (27 ottobre 2026)

Corteo di trattori a Petralia Soprana. Il popolo del comprensorio delle Madonie è stanco: “Vogliamo vivere dignitosamente, come prevede la Costituzione”

La protesta del caro vita è arrivata sulle Madonie. A Petralia Soprana, questa mattina si è tenuta una manifestazione di agricoltori, commercianti, artigiani, consumatori, studenti e cittadini protestano contro i rincari. Al loro fianco il Comitato spontaneo Madonie.

“La gente rinuncia a cure mediche per la spesa”

In queste settimane sono state tante le proteste sia di agricoltori, ma anche degli autotrasportatori. A Roma oggi è previsto un tavolo alla presenza del ministro Matteo Salvini, che incontrerà le sigle nazionali del settore autotrasporto; domani, invece, un confronto con i comitati del Sud Italia. Nonostante il decreto di qualche giorno fa, i lavoratori vogliono e continuano a chiedere maggiori garanzie e tutele.

Gli agricoltori sono fermi ormai da un mese, lavorare non conviene più con i costi del carburante e attendono aiuti immediati dalle istituzioni. “Da anni assistiamo al caro vita che colpisce tutti, non solo gli agricoltori – afferma una delle manifestanti -. In primis i consumatori. L’ultimo aumento è quello del gasolio, che comporterà gli aumenti piano piano di tutti i beni. La situazione non viene presa sul serio e il malessere ormai è diffuso. I governi chiudono gli occhi e non fanno nulla. C’è gente che rinuncia a curarsi per andare a fare la spesa, giovani che – nonostante abbiano un impiego – non riescono a permettersi un affitto o di vivere in autonomia. Una volta con 1.200-1500 euro di stipendio si potevano mettere dei risparmi da parte, ora invece siamo costretti a farci bene i conti prima di entrare al supermercato per fare la spesa”.

Il sindaco di Geraci Siculo: “Zone interne della Sicilia abbandonate”

Anche i sindaci del comprensorio delle Madonie sono scesi in piazza al fianco dei manifestanti. “Bisogna fare fronte comune contro il caro vita, caro bollette e i disagi che si vivono in Sicilia – dice Luigi Iuppa, sindaco di Geraci Siculo – . Tanti servizi dovrebbero essere potenziati e adesso col costo delle bollette e del caro vita arrivare a fine mese per cittadini e pensionati è diventato impossibile. Gli agricoltori sono schiacciati dal caro carburante, le piccole attività sono messe in difficoltà dalle vie di comunicazione per raggiungere la città. Stesso discorso vale per gli studenti che hanno difficoltà negli spostamenti”.

“Vogliamo gli stessi diritti di chi vive in città – conclude Iuppa – e vogliamo le stesse attenzioni. Le aree interne non sono soltanto da tutelare o salvaguardare, ma sono zone importanti per tutto il Paese. Spero che i legislatori nazionali e regionali se ne rendano conto perché se vivono bene le periferie vive bene anche il centro. Vogliamo vivere dignitosamente, così come prevede la nostra costituzione”.

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