“Non ignorate il Sud Italia”. L’appello sui social è diventato virale e – anche se la copertura mediatica mainstream nazionale appare agli occhi dei più ridotta ai minimi termini – ha raggiunto ogni angolo di mondo. Il riferimento chiaramente è all’ondata di proteste pacifiche contro il caro carburanti che sta bloccando le regioni meridionali – in particolare Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria e Sicilia, ma si starebbe spostando anche verso Roma – e allo sciopero degli autotrasportatori che va avanti dal 16 ottobre. Una serie di manifestazioni che, senza la violenza testimoniata in altre parti d’Italia e del mondo oppresse dal caro vita, hanno trovato il modo di fare parlare di sé anche oltre i confini nazionali.
Da Bari a Palermo, da Reggio Calabria a Roma: l’avanzata pacifica dei Tir, assieme agli appelli commoventi di chi ha perso tutto con la degenerazione del contesto geopolitico e geoeconomico internazionale, prosegue attirando anche l’attenzione internazionale. E a parlarne non sono solo gli altri Paesi europei travolti dalle proteste – come Francia, dove la crisi governativa è sotto gli occhi di tutti, e la Spagna, dove a tenere banco è la lotta contro l’emergenza abitativa – ma anche realtà apparentemente lontane ma non esenti dai danni provocati dalle guerre, dalla speculazione in campo energetico e da tutti i fenomeni annessi e connessi.
Sciopero degli autotrasportatori, distributori vuoti e proteste: le immagini anche sul NYT
Le rivendicazioni del Sud arrivano anche su uno dei quotidiani di maggior spicco a livello mondiale, il New York Times. Il quotidiano statunitense propone una doppia immagine, accostando la protesta giovanile di Milano e quelle – nate da un problema simile, ma assai diversa nelle modalità – degli autotrasportatori, degli agricoltori e dei pescatori dalla Campania alla Sicilia.
“Nel Sud Italia, gli agricoltori e gli autotrasportatori bloccano dallo scorso weekend porti e le principali autostrade per protestare contro il caro carburanti scatenato dalla guerra in Iran, provocando carenze nei supermercati e ai distributori di carburanti”. A corredo, una serie di immagini dei cortei dei trattori e di pompe della benzina vuote.

“Più attenzione alle proteste del Nord”
Un paragrafo a metà del lungo reportage del New York Times conferma e riporta delle considerazioni che si rincorrono sui social. Di fronte a una copertura importante – nei media mainstream italiani – delle vicende di Milano, che in parte hanno avuto anche dei risvolti violenti, la più silenziosa ma anche più lunga protesta del Sud sembra aver avuto un’attenzione decisamente minore. E questo nonostante, dati alla mano e al di là degli stereotipi imperanti, il Mezzogiorno d’Italia soffra palesemente di più gli effetti della crisi socioeconomica in atto. “La stampa mainstream italiana ha coperto le proteste nel settentrione considerevolmente di più rispetto a quelle iniziate prima nel più povero sud”. Un vero tasto dolente per gli agricoltori e gli autotrasportatori siciliani e di tutto il Sud, che – nonostante le manifestazioni di solidarietà e l’attenzione accesa da una parte della politica e dei media – lamentano la scarsa attenzione istituzionale a quanto sta accadendo e rischia di fermare il Paese.
Lo sguardo europeo e la visione francese e spagnola
L’Europa delle rivolte giovanili è naturalmente attentissima al caso italiano. E non c’è spazio – nelle narrazioni – solo per il Nord. La testata EUobserver parla dello sciopero degli autotrasportatori e degli agricoltori del Sud come delle “proteste dimenticate“. Quella dei camionisti e degli addetti del settore primario è definita come una “protesta più calma”, meno rumorosa ma spesso trascurata. Anche lì si fa riferimento alle immagini di scaffali vuoti e strade e porti bloccati che, complici i social, sono praticamente virali da diverse ore (o meglio, giorni).

La stampa francese e quella spagnola sono sicuramente prese dalle relative situazioni interne, dato che da questi due Paesi (e dall’Albania) è partita la “rivolta della generazione Z” per la forte componente giovanile dei manifestanti. Tuttavia, anche l’Italia trova un suo spazio negli articoli di importanti quotidiani. El Tiempo – nell’articolo “Italia enfrenta ola de protestas de transportistas y por el encarecimiento del costo de vida: Giorgia Meloni prepara imponer medidas” (“L’Italia affronta l’ondata di proteste degli autotrasportatori e contro il caro vita: Giorgia Meloni si prepara a prendere provvedimenti”, ndr) – parla sia delle scene di guerriglia urbana vissute al nord che del blocco del Sud e anche della vicenda dell’ex Ilva di Taranto, che si inserisce nell’ambito di questa ondata di proteste. Anche sulla stampa francese – da Le Monde a Le Figaro – le proteste italiane trovano un loro spazio.

Anche fuori Europa l’attenzione è alta
Lo sciopero degli autotrasportatori supera anche i confini tradizionalmente “occidentali”. Anche un articolo sul Saudi Gazette fa riferimento ai rifornimenti dei supermercati a rischio in Italia. Non passa inosservato un riferimento alla crisi del caro carburante scatenato dalla vicenda della guerra in Iran. Il legame con le vicende internazionali che, se non altro, può contribuire ad aumentare il peso e il valore della protesta pacifica del Sud che rischia di fermare l’Italia ma che – se riuscita – appare destinata a giocare un ruolo di rilievo nel prossimo futuro economico del Paese.

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