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La discussione, il raid punitivo e lo sparo: giovane in carcere a Catania

La discussione, il raid punitivo e lo sparo: giovane in carcere a Catania

Ricostruito l’episodio di violenza dello scorso 7 settembre. Provvedimento per un giovane incensurato

Su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica etnea, la Polizia di Stato di Catania ha eseguito una misura cautelare in carcere per un catanese di 23 anni, incensurato: le accuse sono di porto, detenzione di armi comuni da sparo e lesioni personali aggravate a seguito di una sparatoria avvenuta lo scorso 7 settembre.

L’indagato – per il quale vige il principio di presunzione d’innocenza fino a eventuale condanna definitiva – è stato condotto nel carcere di Piazza Lanza.

La sparatoria e le lesioni a Catania

Il provvedimento restrittivo nasce dalle indagini svolte dal personale della III Sezione Investigativa “Reati contro la persona, sessuali e in pregiudizio di minori” della locale Squadra Mobile, avviate dopo il ferimento di un catanese, colpito con un’arma da fuoco al piede sinistro lo scorso 7 settembre.

Il ferito – sottoposto alla detenzione domiciliare e con precedenti per reati contro il patrimonio – si sarebbe recato autonomamente all’ospedale San Marco di Catania. Lì i sanitari hanno accertato un “foro d’ingresso in regione dorsomediale piede sinistro, presente piccolo foro in regione mediale in prossimità della porzione plantare”: ne è seguita una prognosi di 25 giorni, più un intervento chirurgico per estrarre il proiettile.

Le indagini e il giovane finito in carcere

Delle attività di intercettazione hanno permesso agli inquirenti di ricostruire il contesto dell’accaduto: una controversia personale degenerata in un raid punitivo. Il destinatario del provvedimento avrebbe – secondo la prima ricostruzione della polizia – fatto accesso in casa della vittima, danneggiando anche la porta d’ingresso, e avrebbe esploso un colpo d’arma da fuoco colpendolo al piede sinistro. Erano presenti anche altri soggetti vicini alla persona offesa.

L’indagato è stato rintracciato e, dopo le formalità di rito, condotto in carcere con le accuse dei reati di porto, detenzione di armi comuni da sparo e lesioni personali aggravate.

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