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Regione Siciliana, 972 lavoratori bloccati: il Rendiconto diventa un mistero

Regione Siciliana, 972 lavoratori bloccati: il Rendiconto diventa un mistero
Il deputato Mario Giambona tra i lavoratori, foto di Mauro Seminara per QdS.it

“Sono in gioco il futuro di quasi mille persone e la credibilità di un’intera amministrazione”, dice Mario Giambona

“Sul sito istituzionale non c’è traccia della delibera di giunta che avrebbe approvato il Rendiconto”. Questa la sintesi ed il nocciolo della situazione, secondo il deputato regionale Mario Giambona, alla base del disguido occorso questa mattina.

“Oggi, a causa di questo documento – afferma il vice capogruppo del Partito Democratico all’Ars – che nessuno riesce a trovare, sono bloccati 972 lavoratori: 138 neoassunti che non possono firmare il contratto e 834 dipendenti in attesa della progressione di carriera. A questo punto il rendiconto diventa un mistero, e a rimetterci è la credibilità dell’amministrazione regionale”.

Problemi tecnici, la Banca dati non funziona

Secondo l’assessorato all’Economia, “la sospensione della firma dei contratti di assunzione del nuovo personale regionale è legata a un problema informatico nel caricamento dei dati del rendiconto regionale sulla Banca dati delle amministrazioni pubbliche, adempimento obbligatorio per la chiusura dell’iter e lo sblocco delle assunzioni”.

Con una nota diffusa da Palazzo d’Orleans, gli uffici dell’assessorato di via Notarbartolo fanno sapere che “gli uffici della Ragioneria generale della Regione sono al lavoro per risolvere la criticità e consentire la ripresa delle procedure nel più breve tempo possibile”.

Dubbi su rettifiche al Rendiconto approvato

Si è fatto strada intanto il dubbio che il Rendiconto 2025 del quale la Regione Siciliana aveva annunciato l’approvazione avesse qualcosa di rivedere e per questo non sarebbe stato pubblicato.

“Sono in gioco il futuro di quasi mille lavoratori e la credibilità di un’intera amministrazione”, dice Mario Giambona – sottolineando che “molti di loro hanno preso giorni di ferie per essere presenti alla firma e attendono da anni, in alcuni casi da decenni, una progressione di carriera” e che “non è accettabile che paghino le disfunzioni organizzative del Governo regionale”.

Giambona (Pd) e Figuccia (Lega): “Inaccettabile”

Oltre al deputato regionale del Partito Democratico, che ha raggiunto i circa 300 lavoratori rimasti a bocca asciutta e tanto nervosismo, anche il deputato regionale della Lega Vincenzo Figuccia ha alzato l’attenzione sul caso: “Non è accettabile che centinaia di lavoratori, arrivati a Palermo da ogni provincia siciliana per firmare il proprio contratto, siano stati costretti a tornare a casa a causa di un problema informatico”.

La questione tecnica spiega ma non giustifica, perché anche secondo Figuccia il disagio poteva essere prevenuto: “Comprendiamo le difficoltà tecniche legate al caricamento del rendiconto regionale sulla piattaforma Bdap, ma non possiamo accettare che a pagare il prezzo di un disservizio amministrativo siano sempre i cittadini. Sarebbe bastata una comunicazione tempestiva per evitare centinaia di viaggi inutili e momenti di comprensibile tensione”.

La scadenza del 31 ottobre

“Chiedo agli uffici competenti di intervenire con la massima rapidità per superare il blocco e garantire la sottoscrizione dei contratti entro il 31 ottobre”, afferma Figuccia che annuncia anche un proposito raccolto dagli uffici competenti: “Positiva la soluzione prospettata di consentire le firme nelle rispettive sedi provinciali, evitando ulteriori disagi”.

Se il deputato della maggioranza Vincenzo Figuccia pretende rispetto per i lavoratori, il deputato dell’opposizione Mario Giambona non ci sta al semplice disguido a carico dei lavoratori e punta un riflettore sul rischio che la Regione non riesca a far firmare i contratti entro il 31 ottobre.

Ex Pip a 36 ore dal prossimo anno

Se da un lato le progressioni e le nuove assunzioni sono state bloccate, dall’altro c’é chi esulta per un “risultato storico” raggiunto. Si tratta di Marianna Caronia che accoglie con grande soddisfazione la stabilizzazione full time degli ex Pip ed ex Keller.

Nel tardo pomeriggio, Palazzo d’Orleans ha annunciato che il presidente della Regione, Renato Schifani, ha incontrato i rappresentanti sindacali dei 1.836 lavoratori del bacino insieme all’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e al segretario generale Ignazio Tozzo.

Schifani: “Percorso iniziato”

“Questo governo, sin dall’inizio del suo insediamento, ha preso a cuore il tema del precariato, con la volontà di voler chiudere questa stagione per dare a tutti una stabilizzazione”, ha detto Renato Schifani.

“Il percorso è iniziato – prosegue il presidente della Regione – e adesso riteniamo di essere giunti a una svolta positiva per gli ex Pip che da 25 anni attendono una soluzione. L’obiettivo, quindi, è il passaggio a 36 ore ma anche un utilizzo più razionale all’interno dell’amministrazione regionale di questi lavoratori”. “Servivano la disponibilità finanziaria – spiega invece l’assessore Alessandro Dagnino – e il fabbisogno di risorse umane da parte della Regione.

L’impegno economico sarà davvero significativo, quantificabile in circa 39 milioni di euro all’anno, ma garantiremo un apporto importante di lavoratori soprattutto nel settore dei beni culturali”.

La battaglia storica

“Per noi questa è stata una vera e propria battaglia di giustizia sociale e di legalità, volta a restituire dignità e diritti negati a centinaia di lavoratori”, dice la deputata regionale di Noi Moderati Marianna Caronia.

“L’inserimento nella prossima manovra regionale della norma finalizzata alla stabilizzazione a 36 ore dei lavoratori ex Pip ed ex Keller – afferma Caronia – è l’avvio di un percorso necessario per dare dopo 30 anni risposte certe, serenità e stabilità economica a centinaia di famiglie siciliane. Si tratta di un passo storico per la Regione siciliana, che sono certa che il parlamento accoglierà positivamente che segnerà la fine di un lungo precariato e l’inizio di una nuova stagione di valorizzazione del personale e di efficienza dei servizi”.

Aut aut, poi la soluzione in manovra

Caronia aveva ottenuto la sospensione di Noi Moderati dalla maggioranza prima della discussione all’Ars della variazione di bilancio perché l’emendamento per la stabilizzazione non aveva trovato consenso in Commissione bilancio.

L’aut aut di Caronia, sostenuta dal partito, ha infine ottenuto la copertura finanziaria in variazione e l’approvazione a Sala d’Ercole della norma che consentirà, dal prossimo anno, la stabilizzazione dei lavoratori fermi a 25 ore con salario da poco più che part-time. Ci sono voluti decenni, quattro anni di legislatura, ma alla fine, e “prima della fine della legislatura” – dice Marianna Caronia – il bacino è stato stabilizzato a tempo pieno.

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