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Sanremo 2026, i voti della terza serata: le pagelle di ospiti, cantanti e conduttori

Sanremo 2026, i voti della terza serata: le pagelle di ospiti, cantanti e conduttori
Foto da Adnkronos

I voti dopo la terza serata per artisti, conduttori e ospiti.

Le pagelle di Sanremo 2026 per la terza serata del Festival: ecco i voti del QdS per ospiti, conduttori e artisti in gara (sia categoria big che Nuove Proposte).

Tra i momenti di ricordare: il premio a Mogol, l’appello (in musica e a parole) di Laura Pausini per la pace, la presenza e le esibizioni di Alicia Keys, il momento dedicato al (purtroppo breve) messaggio di Paolo Sarullo contro la violenza giovanile. Da sistemare? Alcune piccole pecche nella conduzione, che pure sono decisamente minori rispetto alle prime sere.

Pagelle Sanremo 2026, voti per i cantanti della terza serata

NUOVE PROPOSTE

  • Angelica Bove – 8.5: una sensibilità fuori dal comune, esibizione decisamente più centrata rispetto alla prima sul palco dell’Ariston. Emozionata ed emozionante, raffinata e letteralmente “angelica”. Due premi – dalla critica e dalla sala stampa – meritatissimi.
  • Nicolò Filippucci – 8.5: regge benissimo su un palco importante come quello di Sanremo. Testo chiaro, grande intensità, energia ed emotività in crescendo, vocalità raffinata e riconoscibile: questi i punti di forza dell’ex concorrente di Amici. Vittoria che lo ripaga per il tanto studio e la tanta passione e umiltà sempre dimostrata nel suo percorso artistico.

BIG

  • Maria Antonietta & Colombre – 5.5: la performance convince di più rispetto alla prima sul palco dell’Ariston e il brano è un tocco di allegria e felicità in questo Festival molto profondo. Tuttavia, manca qualcosa per rendere il brano una vera e propria hit sanremese all’altezza di quelle delle precedenti edizioni. C’è comunque tempo per cambiare il risultato finale…
  • Leo Gassmann – 7.5: conferma l’impressione iniziale. L’esibizione risulta più intensa ma meno precisa rispetto alla prima, pur rimanendo emotivamente soddisfacente. Testo e musica adatti al contesto sanremese. Look “naturale”, adeguato.
  • Malika Ayane – 9: grintosa, voce indimenticabile, brano che funziona. Un mix vincente per Malika Ayane in questo Festival di Sanremo. Look ben studiato, decisamente riconoscibile.
  • Sal Da Vinci – 6: le sonorità partenopee del brano fanno esplodere il pubblico e risultano comunque un punto di forza (almeno per gli amanti del genere). Non si possono negare il successo del brano o la competenza dell’artista, ma mancano l’intensità e la forza di altri brani in gara. Commuovono le lacrime di fronte alla standing ovation, che mostrano il lato straordinariamente umile dell’artista.
  • Tredici Pietro – 7+: l’artista risulta interessante, ma la seconda performance colpisce leggermente meno della prima. Rimane comunque un buon esordio sanremese, con un brano intenso e una presentazione adeguata. In questa sede si evitano i paragoni, che risulterebbero fuori luogo e inutili per molti fattori, con il padre Gianni Morandi.
  • RAF – 8: conferma l’impressione iniziale. Il brano è adatto all’artista, è sufficientemente sanremese e risulta gradevole. Seconda performance più incisiva della prima.
  • Francesco Renga – 7-: non sorprende particolarmente. Lo spessore dell’artista è innegabile, ma non è una delle migliori performance della serata.
  • Eddie Brock – 7: il brano ha dei punti di forza – soprattutto sul fronte musicale – ed è un debutto di tutto rispetto per l’artista, ma non ha la forza di altre canzoni in gara.
  • Serena Brancale – 9.5: ha bisogno di poco per brillare. Niente vestiti scintillanti, niente accessori vistosi. Solo voce, delicatezza e amore. Quello per l’amata madre, protagonista del brano, e per la sorella che dirige l’orchestra. Un brano toccante, che ha una marcia in più rispetto a gran parte degli altri pezzi in gara. Mix di voce, musica ed emozioni decisamente impeccabile.
  • Samurai Jay – 6: brano orecchiabile e allegro, ma non abbastanza da dire “wow”.
  • Arisa – 9.5: magica, nella voce come nella presenza sul palco. Il brano forse è meno potente rispetto a “La notte” o “Controvento”, ma l’aura di Arisa rimane ed è forte. La seconda performance colpisce anche più della prima. Dolcezza, personalità e simpatia dell’artista completano il quadro.
  • Michele Bravi – 7.5: sempre elegante e mai scontato. A Sanremo in passato ha portato brani complessivamente più forti e con meno “sbavature”, ma “Prima o poi” per l’artista è particolarmente importante e questo si evince dalla performance.
  • Luchè – 5.5: convince un po’ di più rispetto al primo ascolto, ma non ha l’impatto di altri brani in gara.
  • Mara Sattei – 7: più convincente la seconda performance de “Le cose che non sai di me” sul palco dell’Ariston. Il brano forse non valorizza al massimo la vocalità dell’artista, ma è sanremese e complessivamente gradevole.
  • Sayf – 7: il brano non è “spettacolare”, ma il ritornello rimane in mente. Una “canzonetta” (cit.) ma che funziona. Potrebbe essere uno dei brani sanremesi più passati in radio.

I voti per ospiti e conduttori

  • Carlo Conti – 7.5: va meglio rispetto alle prime due sere, ma c’è ancora del potenziale inespresso. Meno fretta e più intrattenimento, controllato e moderato: questa la strada da seguire.
  • Laura Pausini – 6: il voto è una media. Come conduttrice c’è ancora qualche pecca. La performance con il Piccolo Coro dell’Antoniano, però, è degna di lode (e non solo per l’appello alla pace). Con la musica e un messaggio forte, Laura trova il modo di far sentire in maniera più decisa la sua presenza al Festival.
  • Irina Shayk – 6: è una top model, parla poco italiano. Tenendo in considerazione questi elementi e le oggettive difficoltà del ruolo che è stata chiamata a svolgere, è andata discretamente. La bellezza e l’eleganza, poi, sono innegabili. Sarebbe stato bello sentirla parlare di più (naturalmente con traduttore), dando maggiore profondità alla sua partecipazione.
  • Ubaldo Pantani – 8: fare imitazioni è un’arte e Pantani la conosce e la porta piacevolmente sul palco dell’Ariston.
  • Vincenzo De Lucia – 7.5: simpatica l’imitazione di Maria De Filippi, anche più di quella di Laura Pausini. Un tocco di divertimento.
  • Mogol – 10: non si può negare il massimo voto a quello che lo stesso Carlo Conti ha definito “la storia della musica italiana”. Emozionante il tributo video con alcuni dei successi scritti dal celebre paroliere. Umile, sublime, grande artista. Peccato non avere il suo talento con le parole per trovare una definizione migliore.
  • Virginia Raffaele e Fabio De Luigi – 9.5: unica pecca? Non averli come co-conduttori. Virginia Raffaele, in particolare, si distingue sempre per eleganza, talento e originalità. Bella, divertente, simpatica, presente al 100%: riempie la scena!
  • Paolo Sarullo – 10: il suo messaggio è troppo importante per essere trascurato. Commovente la storia, che forse avrebbe meritato qualche minuto di attenzione in più.
  • Eros Ramazzotti – 8.5: da sempre amante del Festival, che tanto ha dato alla sua carriera, Eros porta sul palco dell’Ariston due suoi brani che hanno fatto la storia recente della musica italiana.
  • Alicia Keys – 10: superospite eccezionale. Il suo sorriso semplice e sincero, la sue dita delicate sul pianoforte e la sua voce incantevole sono una ricetta vincente. Se la sua versione de “L’Aurora” in duetto con Eros Ramazzotti è stata bellissima, la performance di “Empire State of Mind” è stata letteralmente da togliere il fiato.
  • The Kolors – 8: sempre energici, divertenti e allegri. Un punto a favore l’arrivo a sorpresa di Fru.
  • Max Pezzali – 8+: si conferma un grande artista, coinvolgente e sempre sul pezzo. “Hanno ucciso l’uomo ragno” fa ballare tutti.

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