PALERMO – Alla vigilia dell’impresa a cui i rosanero guidati da Filippo Inzaghi sono chiamati, per riequilibrare il ko contro il Catanzaro nell’andata delle semifinali dei playoff per la promozione in A, l’orizzonte sportivo di ogni tifoso palermitano è a brevissimo termine. La sconfitta di domenica in terra calabra – 3 a 0, con tutte le reti subite nel primo tempo – è stata tanto cocente quanto inaspettata, e rischia di pregiudicare il sogno di riuscire finalmente ad agguantare il ritorno nella massima serie. Dopo il triplice fischio, le critiche sono piovute per tutti: dal tecnico ai giocatori, fino alla società accusata dai più delusi di non volere realmente il salto di categoria.
Il Palermo FC deposita il progetto di restyling del Renzo Barbera alla Commissione tecnica regionale
Tuttavia, lontano dall’agone agonistico, negli uffici della Regione, proprio il Palermo Football Club – società che fa capo al City Group, proprietario anche del Manchester City – ha depositato ufficialmente i documenti relativi all’operazione di restyling dello stadio Renzo Barbera. L’istanza porta la firma dell’amministratore delegato Giovanni Gardini ed è stata inviata alla Commissione tecnica specialistica della Regione per la verifica di assoggettabilità alla Via. Di fatto si tratta di uno screening per stabilire se gli interventi di riqualificazione proposti dalla società per lo stadio dovranno essere sottoposti alla valutazione d’impatto ambientale.
“L’intervento riguarda l’ammodernamento dell’edificio esistente che costituisce il corpo attuale dello stadio – si legge in uno dei documenti allegati al fascicolo – sul quale vengono apportate modifiche, principalmente architettoniche, strutturali e impiantistiche, che garantiscono una migliore funzionalità e un ottimale inserimento nel territorio. Il progetto è concepito come intervento di rigenerazione urbana e prevede la riorganizzazione funzionale e morfologica dello stadio mediante la demolizione e ricostruzione di alcune porzioni dell’impianto esistente, compresa anche la copertura, e il mantenimento, con interventi di recupero, delle altre porzioni dello stadio. Si prevede anche la riqualificazione delle aree esterne con verde, superfici permeabili e soluzioni per l’accessibilità, senza consumo di nuovo suolo”.
Dal Renzo Barbera a luogo di aggregazione
Un po’ come accaduto in altre parti d’Italia, la scommessa del City Group è quella di trasformare il Renzo Barbera da struttura funzionale esclusivamente nei giorni delle partite a luogo di aggregazione, strizzando chiaramente un occhio alle operazioni di marketing e merchandising che si accompagnano ormai allo sport in tutti i luoghi in cui quest’ultimo è al centro di importanti investimenti. La questione stadi, e in particolar modo la loro inadeguatezza, è un tema di cui in Italia si parla da molti anni. C’è chi, in maniera un po’ avventata, lega a esso parte delle cause a monte degli insuccessi delle squadre italiane, a partire dalla nazionale, fresca dell’ennesima mancata qualificazione ai mondiali.
Il progetto del Palermo Football Club è stato presentato come un lavoro “capace di generare benefici sociali, ambientali ed economici per il quartiere e per l’intera città”, il tutto senza passare da un nuovo consumo di suolo. “L’intervento rafforza le connessioni urbane e ambientali, creando una soglia attiva tra città e natura, e promuove salute, benessere e inclusione, contribuendo a superare la frammentazione attuale del quartiere”, si legge.
Da 36mila a 38.200 posti: demolizione del primo anello e nuova copertura continua per il Barbera
Venendo al dettaglio delle trasformazioni a cui la società punta, si può dire che si tratterà di un mix di opere di recupero e altre di nuova fattura. In termini numerici la capienza passerebbe dagli attuali 36 mila posti a 38.200.
“La volontà è quella di sostituire la percezione frammentata dell’impianto esistente, risultato dei tanti interventi e stratificazioni succedutesi negli anni, con una nuova figura unitaria, una composizione chiara e riconoscibile”, viene spiegato. A questo risultato si arriverà tramite la demolizione e la ricostruzione del primo anello, mentre quelli superiori – il secondo e il terzo – costruiti negli anni Ottanta verranno recuperati insieme alla struttura in acciaio che li sostiene.
Il progetto interessa anche la copertura. Quella esistente, che protegge soltanto la tribuna Ovest, verrà demolita e rifatta. “La nuova copertura continua genera uno spazio esterno ampio e protetto, con aree porticate che ospitano percorsi, funzioni commerciali e di accoglienza, contribuendo anche alle prestazioni ambientali attraverso l’integrazione di sistemi per energia solare e gestione delle acque meteoriche”.
Fan zone, food & beverage e spazi retail
Attenzione poi agli spazi esterni al campo da gioco. “La strategia di attivazione degli spazi aperti è finalizzata a rendere l’area fruibile oltre gli eventi sportivi, attraverso l’inserimento di funzioni temporanee e permanenti quali aree food & beverage, fan zones, spazi retail e market. Tali dispositivi contribuiscono a prolungare il tempo di permanenza degli utenti e a distribuire i flussi nell’arco della giornata, migliorando l’esperienza complessiva e l’integrazione con il tessuto urbano. Nel complesso – concludono il team di progettisti coordinato dalla società Populous – lo stadio diventa una nuova centralità urbana, capace di connettere città, paesaggio e comunità”.

