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Vitale: “La prossima frontiera della lotta al cancro saranno i vaccini terapeutici antitumorali”

Vitale: “La prossima frontiera della lotta al cancro saranno i vaccini terapeutici antitumorali”
Francesco Vitale, direttore del Dai Oncologia e Sanità pubblica del Policlinico Giaccone di Palermo

Intervista a Francesco Vitale, direttore del Dai Oncologia e Sanità pubblica del Policlinico Giaccone di Palermo

PALERMO – Fornire ai pazienti servizi tempestivi ed efficaci, coniugando ricerca, innovazione ed empatia nei confronti dei malati. Sono questi gli obiettivi principali del Dipartimento assistenziale integrato (Dai) Oncologia e Sanità pubblica dell’Azienda Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, di cui abbiamo parlato con il direttore Francesco Vitale.

Di cosa si occupa il Dipartimento assistenziale integrato di Oncologia e Sanità pubblica e quali sono i servizi offerti all’utenza?
“I Dipartimenti assistenziali sono articolazioni funzionali di un Azienda sanitaria, composti da diverse Unità operative (Uo) che operano in funzione di obiettivi comuni. Al Policlinico Paolo Giaccone vi sono sette Dai assistenziali e tra questi, quello di Oncologia e Sanità pubblica che coniuga insieme due parti importanti dell’assistenza e della salute delle persone: quello di natura oncologica, con le Unità operative di Oncologia clinica, Ematologia, Anatomia patologica con la Diagnostica autoptica, Farmacia, l’Unità di Farmaci antiblastici (Ufa) e l’Epidemiologia clinica con il Registro tumori. L’altro aspetto riguarda invece i servizi di Sanità pubblica con le Unità operative di Medicina legale, Medicina del lavoro ed Epidemiologia clinica con l’Igiene Ospedaliera e i Laboratori di sorveglianza epidemiologica per le malattie infettive prevenibili con vaccinazione”.

Quali sono le patologie più diffuse che affrontate?
“Ogni Unità operativa del Dipartimento affronta le malattie di propria pertinenza, pertanto quelle cliniche (Oncologia ed Ematologia) si occupano di malattie oncologiche ed oncoematologiche, coadiuvate dalla Farmacia che fornisce le terapie a base di farmaci antiblastici, mentre il Registro tumori elabora i dati relativi alla quantità e distribuzione di tutte le patologie oncologiche che si manifestano nella popolazione residente nella provincia di Palermo (82 Comuni e 1.250.000 abitanti circa, nda). L’Anatomia patologica si occupa delle diagnosi istopatologiche e biomolecolari con particolare riguardo al campo oncologico, i laboratori di sorveglianza della Epidemiologia clinica coadiuvano l’assessorato regionale alla Salute nella misurazione ed identificazione biomolecolare di malattie infettive stagionali e non e con l’ambulatorio vaccinale presente nella stessa Unità operativa complessa offre le vaccinazioni a tutti gli operatori sanitari dell’Azienda Policlinico, ma affianca anche i centri vaccinali dell’Asp di Palermo per le vaccinazioni in ambiente protetto per i soggetti allergici o particolarmente fragili. Inoltre, la Medicina del lavoro e la Medicina legale offrono i servizi dedicati rispettivamente alla prevenzione delle malattie collegate con l’attività lavorativa e ai contenziosi medico-legali, così l’affiancamento all’Autorità giudiziaria per la diagnosi autoptica”.

Le risorse di cui disponete, sono sufficienti per svolgere i vostri compiti?
“Purtroppo no, perché nelle Aziende ospedaliere universitarie i protocolli d’intesa tra Università e Regione prevedono che il personale universitario che presta servizio assistenziale pesi nell’ambito dell’organigramma in un rapporto di 0,6 rispetto una unità di personale ospedaliero, perché deve dedicare parte del proprio tempo all’attività di didattica e ricerca che sono proprie del ruolo universitario. Questo accordo vigente, scritto e sottoscritto da Regione e Università, in realtà non viene considerato e fa sì che tutte le piante organiche del Policlinico siano sottostimate. Quindi, l’assessorato dovrebbe applicare quello che ha sottoscritto e trovare più risorse per i tutti Policlinici universitari siciliani”.

Quali sono le principali innovazioni che hanno interessato il campo dell’Oncologia?
“Negli ultimi vent’anni, le applicazioni di biologia e genetica molecolare hanno permesso di passare da un modello di studio istologico, in cui i tumori solidi venivano classificati in base alla morfologia cellulare presente in una biopsia, a un modello di studio mutazionale, in cui ci siamo resi conto che la maggior parte dei tumori ha origine e si evolve sulla base di alcune mutazioni presenti nei geni che regolano la crescita dei nostri organi o che sono già presenti alla nascita. Oggi, per la diagnosi e cura delle malattie oncologiche, si punta moltissimo sui marcatori genetici e sulle mutazioni. A questo proposito, dal 2023, in tutte le Regioni italiane è stata legiferata la costituzione dei Molecular tumor board (Mtb), organi tecnico-scientifici di concertazione multidisciplinare per l’avvio e l’interpretazione di valutazioni molecolari estese di tumori non rispondenti alle terapie tradizionali. Questo tavolo di esperti di varie discipline, dall’oncologia clinica e chirurgica, alla genetica oncologica e alla statistica, alla farmacologia, epidemiologia clinica, discute i casi che vengono proposti dai Gom, i Gruppi oncologici multidisciplinari, presenti nella maggior parte degli ospedali del territorio regionale che includono specialisti di varie discipline, anche non mediche come gli psicologi. La prossima frontiera sarà quella dei vaccini terapeutici antitumorali, basati su vettori virali che portano delle particelle di geni in grado di intercettare la mutazione e curarla direttamente”.