Torna in auge la questione relativa agli autovelox presenti lungo la circonvallazione di Catania, tema che avevamo già trattato con l’avvocato Andrea Carmanello in un approfondimento pubblicato su QdS.it negli scorsi mesi. L’annullamento di una sanzione comminata tramite l’autovelox di viale Ulisse decisa da un giudice di pace di Catania ha riaperto infatti il dibattito sulla regolarità dei rilevatori di velocità installati lungo la principale arteria viaria della città dell’Elefante.
Sulla vicenda sono intervenuti i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle (Gruppo Misto), Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio, richiamando un’interrogazione presentata sul tema già nel luglio 2025: i due ribadiscono ancora una volta come l’autorizzazione non equivalga all’omologazione dei dispositivi e ciò possa portare all’annullamento delle multe comminate agli automobilisti con conseguenti debiti a bilancio per Palazzo degli Elefanti.
Graziano Bonaccorsi al QdS.it: “Decreto legge non sostituisce la normativa vigente”
Per capirne di più sul caso su cui, da più di un anno, si dibatte in città, il QdS.it ha intervistato proprio il consigliere comunale pentastallato Graziano Bonaccorsi, il quale ha rimarcato come di fatto non sia cambiato nulla nonostante il decreto legge emanato dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini: “A Catania continuano a permanere autovelox autorizzati ma non omologati – dichiara Bonaccorsi -. L’autorizzazione infatti non equivale all’omologazione: stando a quest’ultimo requisito, infatti, i rilevatori di velocità devono essere perfettamente a norma ed essere tarati, garantendo la piena funzionalità. Se viene a mancare l’omologazione, le sanzioni diventano automaticamente nulle a seguito di ricorsi al Giudice di Pace. Se si sfora di qualche chilometro orario, ad esempio dai 2 ai 5, e l’autovelox non è omologato, il rischio è di emettere multe non corrette. Fermo restando che noi, come M5S, ribadiamo che se si va molto più forte rispetto ai limiti di velocità consentiti, le multe sono sacrosante e valide a prescindere. Il Comune si appiglia al nuovo Codice della Strada riformato dal Ministro Salvini, ma ricordo che si tratta in questo caso di un semplice decreto legge che soggiace alla normativa vigente”.
“Pronta una nuova interrogazione in Consiglio Comunale”
L’esponente in Consiglio Comunale del Movimento 5 Stelle, già protagonista di diverse interrogazioni nei confronti della giunta Trantino, annuncia ai nostri microfoni di essere pronto ad intervenire nuovamente proprio per cercare di capire come poter porre rimedio alla questione: “Ho già effettuato due interrogazioni al Consiglio Comunale da luglio 2025 ad oggi: il Giudice di Pace con l’ultima pronuncia ha confermato le impostazioni iniziali, annullando le multe per la mancata omologazione. Il Corpo di polizia ci aveva risposto che i 106 apparecchi installati erano stati autorizzati e approvati dall’Avvocatura dello Stato, ribadendo come tale provvedimento equivalesse ad omologazione. In realtà, però, Consiglio di Stato e Cassazione dicono ben altro. Il Comune si appella al decreto n.305 del 2025 ma mi chiedo: come può un decreto direttoriale modificare una legge di rango superiore? Impossibile. Sono pronto, quindi, ad una terza interrogazione in Consiglio in cui, come M5S, chiederemo quanti debiti fuori bilancio ha prodotto il Comune con l’annullamento delle multe e quante richieste di risarcimento sono tutt’ora pendenti. Ribadiamo, infatti, che il problema autovelox non è stato risolto con la riforma del decreto legge in quanto il decreto legge non può essere superiore alla normativa vigente”.
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