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Concessione spiaggia di Mondello, Cracolici: “Decisione Cga su Italo Belga molto discutibile”

Concessione spiaggia di Mondello, Cracolici: “Decisione Cga su Italo Belga molto discutibile”

Il presidente della commissione regionale Antimafia sottolinea: “I dubbi sono tanti, pronunciamento che ha pochi precedenti”. La Fondazione Giovanni Falcone esprime preoccupazione

Sorpreso e stupito. Il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici interviene sulla decisione del Consiglio di giustizia amministrativa siciliano che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso della società Italo Belga per la concessione della spiaggia di Mondello a Palermo. Decisione che ribalta tutto e rischia di gettare ulteriore caos in vista della sempre più imminente apertura della stagione balneare di cui la spiaggia della borgata del capoluogo siciliano è protagonista.

Cracolici sottolinea: “Un pronunciamento motivato con il rischio di minacciare l’ordine pubblico. Credo che neanche lo stesso privato – che agisce a tutela del proprio interesse – abbia utilizzato questo argomento per il suo ricorso. Un’ordinanza che così anticipa il giudizio nel merito, con una motivazione poco comprensibile e molto discutibile. I dubbi sono tanti, è una decisione che ha pochi precedenti”.

La preoccupazione della Fondazione Giovanni Falcone

La Fondazione Giovanni Falcone, inoltre, esprime profonda e preoccupazione per la decisione che, in via temporanea, ha sospeso la revoca della concessione della spiaggia di Mondello, rinviando al 14 maggio la decisione nel merito. “Una scelta – si legge nella nota – motivata da presunte esigenze di ordine pubblico legate all’imminente stagione estiva e all’afflusso di bagnanti. Ma è proprio qui che nasce una domanda inevitabile: davvero oggi l’ordine pubblico a Palermo può essere garantito solo attraverso il ritorno di una società già destinataria di gravi provvedimenti in materia di prevenzione antimafia?”.

La nota prosegue: “E ancora più sconcertante appare il fatto che, nel dibattito giudiziario sia stato evocato il rischio di situazioni che potrebbero dar luogo a concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Sono scenari che Palermo deve rifiutare con forza e che non possono essere assunti come presupposto per giustificare un arretramento sul piano della legalità. Davvero lo Stato, nelle sue articolazioni, non sarebbe in grado di assicurare sicurezza e gestione ordinata di un bene pubblico senza dover rinunciare a principi fondamentali della lotta alla mafia? La vicenda che riguarda la gestione della spiaggia di Mondello non è una questione amministrativa qualsiasi”.

“Credibilità dello Stato”

E aggiunge: “È una questione di credibilità dello Stato. Perché esiste un dato che non può essere ignorato: la concessione era stata revocata sulla base di valutazioni gravi, condivise anche da organi istituzionali deputati alla prevenzione antimafia. E allora appare incomprensibile oltre che profondamente preoccupante che oggi si ritenga prevalente il rischio di disordine rispetto alla necessità di tenere lontani interessi opachi e pericolosi da un bene simbolico della città”.

Infine: “L’idea che, senza quella gestione, si possano creare scenari tali da mettere a rischio la sicurezza pubblica è un messaggio pericoloso: Palermo non può accettare che il principio di legalità venga subordinato a valutazioni emergenziali. Non può accettare che strumenti fondamentali come l’interdittiva antimafia vengano svuotati nella loro efficacia. In attesa della decisione definitiva del 14 maggio, auspichiamo che venga ristabilita una linea chiara e coerente con i valori fondamentali dello Stato di diritto: lo Stato non arretra, Mai”.

Il pronunciamento del Cga, ribaltata la decisione della Regione

Pochissimi giorni fa, il Consiglio di giustizia amministrativo ha accolto l’appello della società Italo Belga ribaltando la decisione del Tar che aveva confermato la decisione della Regione Siciliana che aveva revocato la concessione

La partita sulla gestione della spiaggia si riapre. Nel provvedimento si legge che “l’imminenza della stagione estiva” e “l’enorme massa di persone» che si riversa ogni anno sulla spiaggia di Mondello possono creare problemi se non c’è una gestione organizzata. Senza un soggetto che si occupi dei servizi, il rischio è “un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Schifani: “Ci costituiremo in giudizio”

Nelle scorse ore, anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha parlato della situazione della spiaggia di Mondello. Queste le parole del governatore all’Ansa: “La Regione si costituirà tempestivamente in giudizio facendo valere le proprie ragioni, attendendo gli esiti del contenzioso ai quali si adeguerà”.

La Vardera: “Comune e Regione si prendano le proprie responsabilità”

E il deputato regionale e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera che la scorsa estate iniziò la sua battaglia portando sotto i riflettori la vicenda della gestione della spiaggia di Mondello ha sottolineato: “C’è poco da esultare perché il Cga non ha fatto altro che affermare l’incapacità di questa amministrazione regionale e comunale di gestire la spiaggia di Mondello. Se fossi in Schifani e Lagalla due domande me la farei. In più la magistratura amministrativa non è entrata nel merito della decadenza ed ha semplicemente rimarcato che siamo vicini all’estate e ancora Comune e Regione sono in alto mare. Che Lagalla e Schifani avrebbero fatto di tutto per far rimpiangere ai cittadini l’Italo-Belga, società in odor di mafia, era ovvio”.

E ha proseguito: “Ma ci tengo a tranquillizzare tutti che il Cga ha semplicemente rinviato il giudizio al 14 maggio, dove si deciderà in modo definitivo il futuro di quella spiaggia. Invito però sindaco e presidente della regione a muoversi perché al loro posto, dopo che la magistratura ha messo nero su bianco che sono incapaci di gestire a amministrare Mondello, avrei un mimino di sussulto d’orgoglio per provare quantomeno a dimostrare che l’ordinaria amministrazione possono gestirla”.

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