Emergenza rifiuti a Palermo, guazzabuglio sui fondi regionali per esportarli fuori città - QdS

Emergenza rifiuti a Palermo, guazzabuglio sui fondi regionali per esportarli fuori città

Gaspare Ingargiola

Emergenza rifiuti a Palermo, guazzabuglio sui fondi regionali per esportarli fuori città

giovedì 19 Dicembre 2019 - 00:00
Emergenza rifiuti a Palermo, guazzabuglio sui fondi regionali per esportarli fuori città

Dopo la chiusura temporanea di Bellolampo, è scoppiata una polemica tra Comune, Ars e Regione
Il ddl che prevede il trasferimento di 7 mln alla Rap sarebbe “privo del parere di conformità”

PALERMO – La Regione siciliana ha confermato la volontà di contribuire con 7 milioni di euro al trasporto dei rifiuti lontano da Palermo (e provincia) in seguito alla chiusura temporanea di Bellolampo. Sui tempi tecnici del finanziamento, però, vige ancora l’incertezza dopo che la scorsa settimana è scoppiata una polemica a tre fra l’Assemblea regionale, il Comune di Palermo e l’assessorato regionale ai Rifiuti.

A sollevare il caso era stata la deputata Marianna Caronia, che è anche consigliera comunale, dopo l’audizione in Commissione Bilancio del ragioniere generale Giovanni Bologna, secondo il quale, a detta di Caronia, “per un difetto di comunicazione fra la Giunta e gli Uffici del Dipartimento, non sarebbe mai stata trasmessa la versione finale dell’annunciato disegno di legge regionale. Se fosse confermato quanto comunicato dal Ragioniere generale della Regione all’Ars, saremmo di fronte ad una situazione gravissima.

“Si sta quindi concretizzando – avvertiva Caronia – la mancata finalizzazione della norma per anticipare al comune di Palermo la somma di 7 milioni per la gestione delle vasche esaurite di Bellolampo; una somma che come tutti sanno è indispensabile perché la Rap possa far fronte alle maggiori spese che sta sostenendo per il trasporto dei rifiuti fuori provincia. Siamo di fronte ad un grave pressappochismo da parte della Giunta regionale, che mette a rischio la tenuta dei conti della Rap e quindi migliaia di posti di lavoro e i servizi per la città”.

Vale la pena ricordare che il Consiglio comunale di Palermo è già intervenuto destinando alla Rap, durante l’approvazione della variazione di bilancio, una buona fetta del tesoretto ricavato dalla lotta all’evasione fiscale che invece la giunta Orlando avrebbe voluto destinare ad altri servizi. Caronia se l’è presa anche con l’esecutivo cittadino: “È evidente che siamo di fronte anche al pressappochismo della Giunta comunale e soprattutto dell’assessore Catania, che hanno sempre rassicurato sulla disponibilità di quei fondi, senza evidentemente avere alcunché di concreto fra le mani. Ora è urgentissimo che la Regione e il Comune trovino soluzione a questo papocchio che non può trasformarsi in un aumento della Tari pagata dai palermitani”.

Poco dopo però l’assessore regionale all’Energia e Servizi di Pubblica Utilità, Alberto Pierobon, provava a smontare il caso assicurando che “la norma per trasferire 7 milioni di euro al Comune di Palermo per Bellolampo è stata approvata in Giunta ed è stata inviata a Palazzo dei Normanni. Il ddl ha rispettato le indicazioni della Ragioneria generale sulla copertura finanziaria. In questo momento la legge si trova nella segreteria generale dell’Ars che di recente ha chiesto alcuni chiarimenti, ma ho avuto rassicurazioni dagli uffici del Bilancio sul fatto che il ddl esitato dalla giunta ha ricevuto la bollinatura di rito”.

Sulla scorta delle rassicurazioni di Pierobon, l’assessore comunale Giusto Catania ha replicato all’attacco di Caronia augurandosi innanzitutto “che l’iter della legge sia quanto più spedito possibile. Spiace che sull’argomento qualche deputato regionale che ricopre anche la carica di consigliere comunale abbia montato una polemica politica, additando quale responsabile il Comune di Palermo che invece non può che essere vittima di eventuali ritardi altrui”.

Tuttavia, poco dopo il vicepresidente vicario dell’Ars Roberto Di Mauro confermava alcuni problemi tecnici nell’iter burocratico. Almeno fino alla scorsa settimana, infatti, il disegno di legge risultava “privo del necessario parere di conformità da parte della Ragioneria generale della Regione. La Segreteria generale dell’Ars ha in tal senso chiesto all’assessore competente ed alla Segreteria generale della Regione la necessaria integrazione al fine di poter avviare l’iter parlamentare dello stesso ddl”. Tale richiesta di integrazione, del 6 dicembre, è ad oggi senza risposta.

Di Mauro, in buona sostanza, respingeva ogni addebito in merito al ritardo del contributo per la Rap: “Ad oggi l’attività svolta dall’Assemblea e dei suoi uffici è stata conforme a quanto previsto dal regolamento” e “nessun ritardo circa la discussione del ddl può quindi esser addebitato a questo Parlamento”.

Per far fronte alle spese extra per il trasporto dell’immondizia nelle discariche catanesi, l’anno prossimo il Comune di Palermo potrebbe essere costretto a ritoccare all’insù la Tari, la tassa sui rifiuti, dato che per legge il servizio di igiene ambientale dovrebbe essere coperto interamente da questo tributo.

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