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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | La riapertura di Hormuz e le violazioni del cessate il fuoco in Libano

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | La riapertura di Hormuz e le violazioni del cessate il fuoco in Libano
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 17 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime notizie del 17 aprile 2026 in diretta

Guerra in Iran – venerdì 17 aprile 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 17 aprile 2026.
Inizio diretta: 17/04/26 07:00
Fine diretta: 18/04/26 00:00
Passa da Hormuz prima nave da crociera da inizio guerra

La Celestyal Discovery è stata la prima nave da crociera a passare lo Stretto di Hormuz dall’inizio della guerra. Lo scrive su ‘X’ Marine Traffic. Con una capacità di 1.300 passeggeri, la nave era rimasta ormeggiata per 47 giorni dato che era impossibilitata a transitare per Hormuz. Battente bandiera maltese, l’imbarcazione è partita oggi da Dubai e si prevede arrivi domani a Muscat, nell’Oman.

Fontana: "Tregua e apertura Hormuz segnale di speranza per pace e commerci"

“La tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz rappresentano una boccata di ossigeno e un segnale di speranza per una pace duratura e per la ripresa dei commerci, offrendo un concreto segnale di distensione. Si tratta di un passaggio che alimenta la speranza in una stabilizzazione fondata su accordi e dialogo. Sosteniamo e apprezziamo gli sforzi di chi cerca la via della diplomazia per superare i conflitti”. Lo dice il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana.

Iran: Imam moschea Teheran, 'diffidare di Trump, è disonesto'

Il presidente americano Donald Trump ”è un disonesto” e bisognerebbe ”diffidare di lui” come anche ”dei sorrisi dei nemici”. Lo ha dichiarato l’Imam Ahmad Khatam che ha guidato la preghiera del venerdì nella moschea di Teheran. ”Nessuno oserà èpiù attaccare l’Iran”, ha aggiunto nel sermone, come riposta l’agenzia di stanoa Tasnim, affermando che anche se un simile attacco dovesse verificarsi, “non porterebbe a nulla”.

L’imam ha poi sottolineato l’importanza della “fiducia in Dio” e della “presenza pubblica” come due fattori chiave per affrontare le minacce esterne, in particolare nell’attuale contesto di cessate il fuoco.

Un raid israeliano in Libano causa un morto

Una persona è rimasta uccisa in un raid di un drone israeliano che ha preso di mira un’auto e una moto nel sud del Libano, tra le località di Kounine e Beit Yahoun. Lo riferisce il giornale libanese L’Orient Le Jour, dopo neanche 24 ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco. “Israele non bombarderà più il Libano. Gli Stati Uniti glielo hanno vietato”, si legge in un post di Trump su Truth. Nessuna conferma da parte delle forze militari israeliane.

 

Merz: "Hormuz resti aperto, la Germania farà la sua parte"

”Buone notizie dallo Stretto di Hormuz” da dove ”il passaggio deve rimanere permanente, affidabile e sicuro”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco Friedrich Merz sottolineando che ”su questo punto siamo in sintonia con i nostri partner qui a Parigi. La Germania è pronta a fare la sua parte per garantire la libertà di navigazione”.

 

Trump ad Axios: "Accordo entro un paio di giorni"

Trump avrebbe rivelato ad Axios che i negoziatori di Stati Uniti e Iran “si incontreranno probabilmente nel fine settimana” e che, quindi, si potrebbe arrivare all’accordo “entro un paio di giorni”. Il presidente sottolinea anche che un eventuale accordo “renderà sicuro Israele“.

 

Guterres su Hormuz: "Passo nella giusta direzione"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, accoglie con favore “gli annunci dell’Iran sulla completa apertura dello Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali per il periodo restante del cessate il fuoco”. Si tratta – commenta – di “un passo nella giusta direzione”, si legge in un post su X, con la precisazione che la posizione delle Nazioni Unite “resta chiara”.

Serve “il pieno ripristino dei diritti e delle libertà di navigazione internazionali nello Stretto di Hormuz, rispettati da tutti”. L’auspicio di Guterres è che “insieme alla tregua questa misura contribuisca a creare fiducia tra le parti e a rafforzare il dialogo in corso facilitato dal Pakistan”.

 

Trump sull'uranio iraniano

Il presidente statunitense Donald Trump dichiara in un’intervista a Reuters, citata da Sky News, che Washington e Teheran stanno lavorando insieme per rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz. Avrebbe anche ribadito che l’uranio arricchito iraniano sarà trasferito negli Stati Uniti. “Andremo in Iran senza fretta, con grandi macchinari, e inizieremo a scavare… la riporteremo negli Stati Uniti”, le sue parole.

Hezbollah, le nuove richieste per la tregua

Hezbollah sostiene che un eventuale cessate il fuoco dovrebbe includere il “pieno arresto delle ostilità israeliane” e delle restrizioni alla libertà di movimento di Israele in Libano.

In una dichiarazione citata da Haaretz, il gruppo sottolinea di rimanere “cautamente impegnato” in un cessate il fuoco, ma sostiene che qualsiasi accordo dovrà essere “completo”. Il blocco ha inoltre accusato il governo libanese di aver condotto il Paese in una “fase estremamente pericolosa” accettando colloqui diretti con Israele. Nel frattempo, lo Stato ebraico denuncia presunte violazioni degli accordi per lo stop di 10 giorni da parte di Hezbollah.

 

Secondo Israele, Hezbollah avrebbe violato il cessate il fuoco

Israele accusa Hezbollah di aver violato l’accordo di cessate il fuoco. Lo riferiscono fonti israeliane, secondo le quali sei soldati sono rimasti feriti, due dei quali in modo grave, nel sud del Libano a seguito dell’esplosione di un ordigno. Tutti i soldati sarebbero stati evacuati per ricevere cure mediche adeguate.

 

Macron e Starmer annunciano missione per "riapertura duratura di Hormuz"

Il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron hanno annunciato congiuntamente da Parigi l’avvio dei preparativi per una missione internazionale volta a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, sottolineando la necessità di una riapertura “duratura e praticabile” della via marittima, fondamentale per il commercio del petrolio.

Sarà – comunica Macron – una missione “neutrale, completamente separata da qualsiasi parte belligerante”. Si prevede in merito una riunione operativa a Londra per la prossima settimana. Prenderanno parte all’iniziativa una dozzina di Paesi e sarà una missione “strettamente pacifica e difensiva”. “Riaprire lo Stretto è una necessità e una responsabilità globale: dobbiamo far ripartire i flussi energetici e commerciali, ridurre i prezzi per i cittadini e ristabilire pace e stabilità”, le parole di Starmer.

 

Hormuz riapre "per navi commerciali", serve l'ok dei Pasdaran

Per attraversare lo Stretto di Hormuz servirà un coordinamento con i Guardiani della rivoluzione, i Pasdaran iraniani. Lo riferisce un ufficiale iraniano di alto grado alla tv iraniana, rilanciato da al-Jazeera. Tutto dopo che in un post su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha scritto che “in linea con il cessate il fuoco in Libano”, è “completamente aperto il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz per le navi commerciali per il restante periodo del cessate il fuoco, lungo la rotta coordinata che è stata già annunciata dall’Organizzazione marittima e dei porti” dell’Iran.

 

Meloni: "Riapertura di Hormuz fondamentale per la risoluzione del conflitto"

La riapertura dello Stretto di Hormuz “significa costruire un elemento che è essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto medio-orientale”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni nel corso di una conferenza stampa al termine del summit sulla nascente iniziativa multinazionale a garanzia della libertà di navigazione nella via d’acqua. “La centralità del tema della riapertura di Hormuz nel processo negoziale è particolarmente chiaro sulla base degli sviluppi di queste ore”, aggiunge, facendo riferimento all’annuncio sulla riapertura dello Stretto in risposta al cessate il fuoco in Libano per tutta la durata dello stop negoziato.

 

Ue, al prossimo summit a Cipro anche Egitto, Libano, Giordania, Siria e rappresentante del Golfo

I leader di Egitto, Libano, Giordania, Siria e il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo Jasem Mohamed al Budaiwi sono stati invitati a partecipare a una sessione allargata del Consiglio Europeo informale che si terrà a Cipro la settimana prossima. Lo ha confermato la vice ministra cipriota degli Affari Europei Marilena Raouna durante una conferenza stampa.

 

Russia sostiene la tregua

La Russia sostiene la tregua in Libano, sancita da Israele e Libano, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov auspicando che “entro qualche giorno sarà davvero possibile arrivare ad accordi che consentano di evitare in futuro la ripresa di scontri armati.

 

Iran riapre lo Stretto di Hormuz: "Via libera a tutte le navi"

L’Iran riapre lo Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, petroliere comprese, fino alla fine della tregua con gli Stati Uniti. Il cessate il fuoco dura fino al 21 aprile. “In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, sulla rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran”, annuncia il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. L’annuncio viene accolto con entusiasmo da Donald Trump. “L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto d’Iran è completamente aperto e pronto per” la ripresa del “traffico”, scrive il presidente degli Stati Uniti sul social Truth.

Stretto di Hormuz riapre a tutte le navi, il via libera dell’Iran

Iran: Meloni arriva a vertice Parigi

La premier Giorgia Meloni è arrivata al Palazzo dell’Eliseo per la riunione ospitata da Francia e Regno Unito, volta a organizzare una missione multinazionale a garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz a guerra conclusa. La leader italiana si unisce al presidente francese Emmanuel Macron, al premier britannico Keir Starmer e al cancelliere tedesco Friedrich Merz, che discuteranno della questione con diverse decine di leader globali connessi via videoconferenza.

Aoun: "Cruciali i negoziati diretti con Israele"

Il presidente libanese Joseph Aoun ritiene “cruciali” i negoziati diretti con Israele. “I negoziati diretti sono cruciali… e un cessate il fuoco è la porta d’accesso per procedere con i negoziati”, si legge in una nota stampa, in cui si ribadisce anche la necessità di consolidare il cessate il fuoco, garantendo il ritiro delle forze israeliane dai territori occupati, ottenendo il rilascio dei prigionieri e affrontando “le questioni di confine ancora irrisolte”.

 

Katz: "In Libano operazione non conclusa"

L’operazione militare in Libano “non è conclusa”. Lo annuncia il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, poche ore dopo l’inizio del cessate il fuoco di 10 giorni annunciato dal presidente statunitense Trump. “Le manovre sul campo in Libano e gli attacchi contro Hezbollah hanno permesso di raggiungere numerosi obiettivi, ma l’operazione non è conclusa”, sottolinea Katz.

 

L'allarme dell'UE: "Ci prepariamo a possibili carenze carburanti aerei"
Raid Idf su Tiro a pochi minuti dall'entrata in vigore della tregua

Almeno 13 morti e 35 feriti a Tiro, in Libano, a causa di un raid delle Idf israeliane a pochi minuti dall’entrata in vigore della tregua. Lo rendono noto fonti locali citate dall’Afp. I soccorritori sarebbero ancora alla ricerca di sopravvissuti fra le macerie: si contano circa 15 dispersi.

 

Israele non si ritira dal sud del Libano

Israele ferma gli attacchi ma, sottolinea il premier Netanyahu, non si ritirerà dalle posizioni nel sud del Libano. “Rimarremo in una zona di sicurezza di 10 chilometri, questo ci consentirà di evitare incursioni nelle comunità e prevenire il lancio di missili anticarro” da parte di Hezbollah. “Rimaniamo in Libano in una zona di sicurezza ampliata, non ce ne andiamo”, aggiunge.

 

I punti della tregua in Libano
Guerra Iran

Questi i 6 punti che hanno portato al cessate il fuoco tra Israele e il Libano:

  1. la tregua di 10 giorni è “un gesto di buona volontà da parte del governo di Israele, volto a consentire negoziati in buona fede per un accordo permanente di sicurezza e pace”;
  2. Israele potrà “adottare tutte le misure necessarie per autodifesa, in qualsiasi momento, contro attacchi pianificati, imminenti o in corso”;
  3. il cessate il fuoco “potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità”;
  4. l’impegno del Libano – con il sostegno internazionale – per adottare “misure concrete per impedire a Hezbollah e a tutti gli altri gruppi armati non statali presenti sul territorio libanese di compiere attacchi, operazioni o attività ostili contro obiettivi israeliani”;
  5. “Tutte le parti riconoscono alle forze di sicurezza libanesi la responsabilità esclusiva della sovranità e della difesa nazionale del Libano”;
  6. Israele e Libano chiedono agli USA “di agevolare ulteriori negoziati diretti” per risolvere le questioni aperte e arrivare a un “accordo globale che garantisca sicurezza, stabilità e pace durature”.
Hezbollah tiene gli occhi puntati su Israele

Hezbollah avverte Israele in caso di violazioni del cessate il fuoco in Libano: “I combattenti terranno il dito sul grilletto perché diffidano del tradimento del nemico”, si legge in una nota.

 

Tajani: "A Hormuz con missione europea coinvolgendo Onu"

L’Italia parteciperà a un’eventuale missione europea a Hormuz “coinvolgendo le Nazioni Unite e rivestendo lo stesso ruolo che ha interpretato con le missioni Aspides e Atalanta, salvaguardando il passaggio delle nostre navi cargo e proteggendo il commercio mondiale, che per la nostra economia, in quel tratto, è valutato del 10/20% di petrolio e gas”. Lo rivela in un’intervista a “Il Giornale” il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Bene che la Cina abbia dichiarato che lo Stretto di Hormuz debba riaprire alla libera navigazione e che nessuno può bloccarlo esigendo il pagamento di pedaggi”, aggiunge Tajani. Sul cessate il fuoco tra Libano e Israele, il ministro aggiunge: “Mi auguro che regga, a beneficio dell’incolumità di tanti civili innocenti e per un rilancio dell’economia su scala globale”.

 

Pahlavi pronto a guidare "Governo di transizione"? Le dichiarazioni

“Quello che mi mette nella posizione di svolgere il ruolo di leader per la transizione, in attesa che il popolo iraniano scelga il proprio futuro, è il sostegno di milioni di iraniani. Prima che interrompessero la connessione Internet, in tutte le province del paese veniva citato un solo nome: il mio. Non ho iniziato ora, lo faccio da 46 anni. Considerati la mia posizione e il mio passato, le persone mi chiamano a milioni per le strade dell’Iran, chiedendomi di prendere la guida. Una volta che ci si sveglierà al mattino con il regime crollato e si entrerà in una nuova fase, penso che il mio primo atto sarà un appello al popolo, alla calma, alla disciplina affinché il processo di transizione si possa verificare. La cosa più importante che chiederò ai miei connazionali è di fidarsi del processo e di non reagire duramente sulla base della necessità di trovare vendetta o ritorsione, ma consentire al processo di svolgersi”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato al Centro studi americani di Roma.

“Bisogna fermare un regime che minaccia il traffico via acqua e bisogna mostrare coraggio. Questo regime non cambierà. Basta ricatti, basta prendere ostaggi, basta negoziare con i terroristi. Immaginate che un Iran liberato si impegnerebbe immediatamente a riportare la stabilità regionale, a collaborare con i propri Paesi vicini, con gli israeliani e con i sauditi. Non dovrete più fare attività di polizia nel Medio Oriente perché a quel punto si apriranno le porte anche a opportunità economiche, a una prosperità. Qualcosa che porterà quindi a un mondo più stabile”, ha aggiunto.

Tregua, Libano annuncia violazioni da parte di Israele

Nello svolgimento del cessate il fuoco tra Israele e Libano, l’esercito libanese ha denunciato alcune violazioni da parte di Israele. Fonti locali hanno, infatti, segnalato bombardamenti di artiglieria in diversi villaggi. Resta da vedere, si apprende da Al Jazeera, se ciò costituisca una violazione tecnica del cessate il fuoco, poiché il dipartimento di Stato ha affermato che Usa e Israele, nell’ambito dell’accordo, hanno mantenuto la facoltà di colpire Hezbollah.

Wsj: "Iran pronto a consegnare il suo uranio arricchito"

L’Iran avrebbe accettato di consegnare il suo uranio arricchito. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. Il presidente si anche detto pronto a volare a Islamabad in caso in un accordo fra i due Paesi. “È molto probabile che raggiungeremo un accordo con l’Iran. Sarà un buon accordo”, ha osservato il presidente.

Trump attacca ancora l’Italia: “Non c’è stata per noi, noi non ci saremo per lei”

L’Italia non c’era per noi, noi non ci saremo per loro“. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth, postando un articolo del Guardian del 31 marzo, intitolato “L’Italia nega l’uso della base aerea in Sicilia agli aerei americani che trasportano armi per la guerra in Iran“.

Entrato in vigore, nella serata del 16 aprile, il cessate il fuoco in Libano

È scattata alle 23, ora italiana, la tregua di dieci giorni fra Israele e Libano. L’obiettivo è quello di favorire i negoziati tra Stati Uniti e Iran. La tregua, annunciata dal presidente Donald Trump dopo un’iniziativa diplomatica di Washington, è stata confermata dalle autoritè israeliane e libanesi. Hezbollah ha riconosciuto l’accordo senza dichiarare esplicitamente l’adesione, affermando che le proprie azioni dipenderanno dagli sviluppi sul campo. Nelle ore precedenti all’entrata in vigore del cessate il fuoco i combattimenti erano proseguiti senza attenuazioni nel sud del Libano. Secondo il dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Israele manterrà il diritto all’autodifesa ma sospenderà le operazioni offensive, mentre il governo libanese dovrà adottare misure per impedire attacchi contro obiettivi israeliani.

Iran – USA – Israele – Libano, cosa succede: le ultime news

Il 48esimo giorno di guerra nell’area del Golfo si è chiuso con una notizia che potrebbe rappresentare una svolta nel conflitto: il cessate il fuoco di 10 giorni in Libano. A dare la notizia è stato l’uomo che negli ultimi mesi è stato protagonista della geopolitica mondiale: il presidente statunitense Donald Trump. Su Truth Social, quella piattaforma diventata una sorta di “diario pubblico”, il tycoon ha annunciato il cessate il fuoco tra Israele e Libano e ipotizzato un possibile incontro storico tra il presidente libanese Joseph Aoun e il premier israeliano Bibi Netanyahu alla Casa Bianca. Poi – presentando la propria narrativa delle operazioni internazionali statunitensi – ha scritto con decisione: “È stato un onore per me aver risolto 9 guerre in tutto il mondo. Questa sarà la decima”.

Qualora venga rispettato, il cessate il fuoco in Libano potrebbe spianare la strada per nuovi negoziati tra Iran e USA. Su questi non ci sono date, solo ipotesi e speranze. Tanti i nodi da sciogliere, dalla riapertura dello Stretto di Hormuz all’accordo quasi impossibile sul nucleare iraniano.

Anche in Italia la questione della guerra in Iran rimane al centro del dibattito. E non si parla solo del caso Meloni-Trump, che pure ha alimentato le discussioni in politica, ma anche e soprattutto del caro carburanti. Un problema che mette a rischio i consumi, la tenuta economica globale e crea disagi nella quotidianità.

I prossimi giorni saranno decisivi per comprendere le sorti del conflitto: da ogni parte del mondo, gli sforzi diplomatici continuano per evitare il collasso economico e anche per porre fine alla strage umanitaria in atto.