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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Pericolosa escalation, Katz: “Israele pronto ad attaccare per la terza volta”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Pericolosa escalation, Katz: “Israele pronto ad attaccare per la terza volta”
Foto da Imagoeconomica, via US Central Command

Le notizie sulla guerra Iran-USA e sulla situazione in Libano: news in diretta su raid, negoziati, Stretto di Hormuz e la crisi geopolitica dell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di giovedì 9 luglio 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta del 9 luglio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 9 luglio 2026.
Inizio diretta: 09/07/26 07:00
Fine diretta: 10/07/26 00:00
Netanyahu sente Trump e parla delle frasi di Erdoğan contro Israele

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avuto un colloquio con il presidente statunitense Donald Trump. Tra gli argomenti di discussione le tensioni regionali ma anche le parole contro Israele del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan. Lo riferisco l’ufficio del Primo Ministro. Secondo la nota diffusa dall’ufficio di Netanyahu, Trump lo avrebbe aggiornato sulle operazioni statunitensi nel Golfo, mentre il leader israeliano avrebbe “sollevato la gravità delle dichiarazioni di Erdogan e dei suoi esponenti contro l’esistenza dello Stato di Israele”.

 

Iran, conclusa a Mashhad cerimonia funebre Khamenei
L'accusa: "Proiettile USA-Israele ha colpito sito militare a Bushner"

Un sito militare alla periferia della città portuale iraniana di Bushehr sarebbe stato colpito da un “proiettile Usa-israeliano”. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale iraniana Irna, citando un funzionario locale.

 

Iran smentisce esplosioni nel Sud

La televisione di Stato iraniana smentisce le notizie diffuse dall’agenzia semi-ufficiale Mehr su presunte esplosioni in alcune città del sud del Paese. Secondo l’emittente, “finora non è stata segnalata alcuna esplosione a Bandar Abbas, Qeshm, Sirik o Jask“. La smentita, al momento, non riguarda però le località di Konarak e Bushehr.

 

Cnn: "Esercito statunitense non sta conducendo attacchi al momento"

L’esercito statunitense “non sta conducendo attacchi in questo momento”. Lo riferisce alla Cnn un funzionario Usa, dopo che l’agenzia iraniana Mehr aveva riferito di tre esplosioni udite nella città portuale di Konarak, nel sud-est dell’Iran.

Libano, Axios: "Zona pilota" ritiro Idf dal sud al via prima di colloqui Roma

Sarà avviata “nel giro di pochi giorni” la prima “zona pilota” nel Libano meridionale dalla quale dovrebbero ritirarsi le Forze di difesa israeliane (Idf). Lo riferisce ad Axios un funzionario dell’amministrazione statunitense, secondo cui sono inoltre “in fase di definizione e pianificazione ulteriori zone pilota”. “Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) si sta coordinando con entrambi i Paesi per portare avanti il processo”, aggiunge.

Le dichiarazioni arrivano mentre il governo libanese si rifiuta di partecipare al nuovo round di negoziati con Israele previsto a Roma la prossima settimana, sostenendo che l’incontro non possa svolgersi prima che Israele dia attuazione all’impegno di avviare un primo ritiro. Secondo il funzionario americano, il vertice nella capitale italiana sarà “una discussione a porte chiuse” che consentirà ai principali negoziatori israeliani e libanesi di passare il testimone ai team tecnici, incaricati di lavorare su tutte le questioni previste dall’Accordo quadro tra i due Paesi. “Presto inizieremo a coinvolgere i partner internazionali per aiutare il governo libanese a ripristinare efficacemente la propria sovranità in queste zone e, più in generale, in tutto il Paese”, conclude.

Libano, presidenza: ambasciata Usa annuncia arrivo team americano, a breve per monitorare ritiro Israele

Una “delegazione militare” statunitense “arriverà a Beirut”, in Libano, “nei prossimi giorni per coordinare e definire le modalità di attuazione sul campo” di quanto relativo alle “zone pilota”, per supervisionare l’inizio dell’attuazione del ritiro israeliano da queste aree nel sud del Paese dei Cedri: è quanto ha riferito l’ambasciatore degli Stati Uniti a Beirut, Michel Issa, al capo di Stato libanese, Joseph Aoun, secondo una nota della presidenza libanese dopo l’accordo quadro concluso a Washington il 26 giugno tra Libano e Israele.

L’intesa prevede l’Esercito libanese inizi a schierarsi nelle zone da cui si ritireranno le forze israeliane, a condizione del disarmo di Hezbollah. All’agenzia Afp una fonte diplomatica al corrente degli sviluppi nei difficili negoziati ha spiegato ieri che Beirut chiede il ritiro delle forze israeliane prima di prendere parte a un nuovo round di colloqui, annunciati per il 15 e 16 luglio a Roma. Stando all’ambasciatore, durante “riunioni di coordinamento” verrà fissata la data di avvio dell’attuazione. Il diplomatico ha insistito sulla “necessità di evitare vuoti durante il ritiro delle forze israeliane”.

L’accordo quadro non stabilisce un calendario per il ritiro dal sud del Libano. Aoun, che ha in agenda per il 21 luglio una visita negli Stati Uniti, ha rinnovato l’appello agli Usa a “fare pressioni su Israele” e rimarcato “l’importanza di arrivare a porre fine allo stato di ostilità” con Israele. Hezbollah rifiuta il disarmo ed è contrario ai negoziati diretti tra Beirut e Israele.

Ue, Gramegna (Mes): "5% inflazione con guerra Iran e correzione asset Usa"

L’eurozona “potrebbe entrare in territorio leggermente negativo” e l’inflazione “potrebbe salire fino quasi al 5% entro la fine dell’anno” se si realizzassero contemporaneamente due rischi esterni, ossia la riacutizzazione della crisi in Medio Oriente e “una possibile brusca correzione dei prezzi degli asset statunitensi”. Lo afferma Pierre Gramegna, direttore del Meccanismo europeo di stabilità, nel corso della conferenza stampa al termine della riunione dell’Eurogruppo, citando uno “scenario grave” contenuto nella prima edizione del rapporto Euro Area Stability Watch recentemente pubblicato dall’ente che guida. “Ciò peserebbe sui bilanci, e un’inflazione più elevata spingerebbe al rialzo i tassi d’interesse e i costi di finanziamento, imponendo difficili scelte di bilancio”, aggiunge Gramegna.

Media, esplosioni in diverse regioni del sud

Udite diverse esplosioni nel sud dell’Iran. Lo riferisce l’agenzia Mehr, secondo cui sono stati registrati boati nella città portuale di Bandar Abbas, nella provincia di Hormozgan. La stessa agenzia ha riferito di tre esplosioni a Konarak, nella provincia sudorientale del Sistan e Baluchestan, e di altre esplosioni udite nei pressi della provincia di Bushehr.

Media Israele, Usa si preparano a escalation prolungata

La Casa Bianca si sta preparando all’eventualità di un’escalation prolungata del conflitto con l’Iran e il presidente americano Donald Trump ha convocato i principali consiglieri e responsabili della sicurezza nazionale per discutere le prossime mosse di Washington. Lo riferisce Channel 12, citando funzionari statunitensi, secondo i quali i combattimenti potrebbero protrarsi “da un paio di giorni fino a un mese”, a seconda che Teheran continui ad attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. “Gli daremo una lezione, così capiranno che facciamo sul serio”, ha dichiarato un funzionario Usa, citato dall’emittente israeliana.

Tra le opzioni allo studio vi sarebbe il ripristino del blocco navale statunitense dei porti iraniani, misura rievocata pubblicamente dallo stesso Trump, anche se non sarebbe stata ancora presa alcuna decisione. Secondo Channel 12, al momento a Washington vi sarebbe inoltre scarso interesse verso un coinvolgimento diretto di Israele nei combattimenti. Israele si prepara intanto all’eventualità di un ampliamento del conflitto, inclusa la possibilità che l’Iran prenda di mira basi israeliane utilizzate dagli aerei americani, come Nevatim e Ramon, mentre prosegue il coordinamento operativo tra le Forze di difesa israeliane (Idf) e il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom).

Libano, ambasciata USA annuncia l'arrivo del team statunitense per monitorare il ritiro di Israele

Una “delegazione militare” statunitense “arriverà a Beirut”, in Libano, “nei prossimi giorni per coordinare e definire le modalità di attuazione sul campo” di quanto relativo alle “zone pilota”, per supervisionare l’inizio dell’attuazione del ritiro israeliano da queste aree nel sud del Paese. Lo riferisce l’ambasciatore degli Stati Uniti a Beirut, Michel Issa, al capo di Stato libanese, Joseph Aoun, secondo una nota della presidenza libanese dopo l’accordo quadro concluso a Washington il 26 giugno tra Libano e Israele.

Un nuovo round di colloqui è atteso per il 15 e 16 luglio a Roma. Secondo l’ambasciatore, durante “riunioni di coordinamento” verrà fissata la data di avvio dell’attuazione degli accordi. Il diplomatico insiste anche sulla “necessità di evitare vuoti durante il ritiro delle forze israeliane”. L’accordo quadro non stabilisce un calendario per il ritiro dal sud del Libano, ma le autorità libanesi hanno chiesto agli USA di esercitare “pressioni” su Israele.

Usa: "Nessun ferito statunitense nei raid iraniani"

Non ci sarebbero feriti statunitensi o “danni significativi” per le forze degli USA dopo i raid iraniani degli ultimi giorni in Medio Oriente. Lo conferma un funzionario del Dipartimento della Difesa statunitense, rimasto anonimo. Lo riporta Adnkronos.

 

Netanyahu: "Asse Teheran mai così debole"

L’asse iraniano è più debole che mai, mentre Israele è più forte che mai“. Sono le parole di Benjamin Netanyahu intervenendo oggi in una cerimonia militare, riconoscendo comunque che il conflitto non è finito. “Abbiamo provato che il lungo braccio dell’Aeronautica israeliana può arrivare ovunque, dallo Yemen all’Iran, ma dobbiamo riconoscere che la campagna non è ancora finita”, dice il premier israeliano.

 

Katz: "Israele pronto ad attaccare per la terza volta"

Israele è pronto ad attaccare “per la terza volta” l’Iran se necessario, e a farlo “con una forza ancora maggiore”. La minaccia arriva dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz. “Le forze armate sono pronte e in allerta per riprendere i combattimenti, per riconquistare la superiorità nei cieli e colpire di nuovo in Iran, per eliminare minacce, anche per la terza volta, se necessario”, dichiara durante una cerimonia militare. “Se dobbiamo andare di nuovo, lo faremo, anche con una forza maggiore”, aggiunge.

 

Araghchi sente anche ministro degli Esteri dell'Oman. Focus su Hormuz

C’è stato anche un colloquio telefonico tra Abbas Araghchi, ministro degli Esteri dell’Iran, e il capo della diplomazia dell’Oman, Sayyid Badr bin Hamad bin Hamood Albusaidi. I due hanno discusso degli “ultimi sviluppi nella regione, in particolare degli eventi più recenti nello Stretto di Hormuz, e di altre questioni di interesse” per entrambi i Paesi, si legge sull’agenzia ufficiale iraniana Irna.

 

Araghchi mette in guardia gli Usa da "avventurismo" militare

L’Iran mette in guardia gli Stati Uniti da nuovo “avventurismo” militare nella regione. Nel corso di un colloquio telefonico con il capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi condanna gli attacchi statunitensi, che definisce “una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite” e del memorandum d’intesa che aveva posto fine al conflitto.

Secondo quanto riferito dai media di Stato iraniani, Araghchi sostiene anche che le recenti dichiarazioni di esponenti dell’amministrazione statunitense costituiscono “una violazione degli impegni assunti” e la prosecuzione di una politica “bellicista”. Il ministro ribadisce che gli iraniani sono “determinati a difendere la sovranità, l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale” del Paese.

 

Idf: "Coalizione post Unifil aiuti a sradicare Hezbollah"

L’eventuale missione post-Unifil “potrà essere coinvolta nello sradicamento di Hezbollah dal sud del Libano“. Se Italia e Francia “non vorranno farne parte, andrà bene lo stesso. Ma, a questo punto, mi chiedo cosa verranno a fare”. Lo dice un alto ufficiale militare del comando settentrionale dell’Idf nel corso di un briefing con la stampa italiana a Israele. Lo riporta l’inviato Lorenzo Capezzuoli Ranchi per Adnkronos.

Dombrovskis: "Economia dell'Ue resiliente di fronte allo shock"

La ripresa delle ostilità in Iran e i nuovi blocchi dello Stretto di Hormuz “hanno delle implicazioni. Ma nel complesso, vediamo che l’economia europea si sta dimostrando resiliente di fronte a questo shock dell’offerta di petrolio e gas”. Lo dichiara il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis entrando alla riunione dell’Eurogruppo in corso a Bruxelles. “Ovviamente fornirò anche l’aggiornamento periodico sugli sviluppi economici nell’Ue: quello che vediamo è che sono ancora offuscati da elevata incertezza e volatilità”, sottolinea.

 

Pasdaran rivendicano il lancio di 10 missili contro base militare in Giordania di Azraq

L’Iran rivendica il lancio di 10 missili balistici contro la base militare giordana di Azraq. Lo riferiscono i Pasdaran, citati dai media iraniani. Secondo una nota diffusa dall’agenzia iraniana Fars il corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha annunciato di aver sferrato l’attacco missilistico contro il “centro di comando statunitense”. I Pasdaran affermano che se gli attacchi dovessero continuare, le basi statunitensi in Medio Oriente sarebbero prese di mira. “Se l’esercito terroristico americano ripeterà la sua aggressione, le altre basi americane nella regione non saranno al sicuro dal nostro fuoco pesante”.

 

Funzionario USA ad Axios: "L'escalation potrebbe durare un giorno o due, una settimana o un mese"

L’attuale escalation tra Usa e Iran “potrebbe durare un giorno o due, una settimana o un mese”; dipenderà dalla decisione dell’Iran di continuare o meno ad attaccare le navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce all’Axios un funzionario statunitense, che aggiunge: “Daremo una piccola lezione all’Iran. Così capiranno che non stiamo scherzando”.

 

Centcom: "Oltre 170 obiettivi militari colpiti in due giorni"

Sarebbero più di 170 gli obiettivi militari iraniani colpiti dalle forze statunitensi negli ultimi due giorni. Lo riferisce il New York Times che cita informazioni del Centcom. Proseguono gli attacchi, mirati a intaccare ulteriormente le capacità dell’Iran di attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz.

 

Pasdaran: "Usa ostacolano seriamente la riapertura di Hormuz"

Gli attacchi militari statunitensi “ostacolano seriamente” la riapertura dello Stretto di Hormuz e qualsiasi tentativo degli USA di determinare le rotte marittime provocherà “una risposta schiacciante”. Lo afferma in una nota la Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, sostenendo di aver riportato il traffico nello stretto a circa il 50% dei livelli precedenti alla guerra e di stare aumentando la capacità per le navi autorizzate a utilizzare le rotte designate dall’Iran.

Nel comunicato, i Pasdaran affermano che “gli stranieri non hanno alcun posto in questa terra e nello Stretto di Hormuz” e accusano Washington di “avventurismo e interferenza” nelle rotte marittime, che l’Iran ritiene responsabile di qualsiasi blocco o ostacolo nella navigazione dello Stretto.

Pasdara: "Tre nostri uomini uccisi in attacchi statunitensi"

“Tre dei nostri uomini sono stati uccisi negli attacchi americani di questa mattina nella provincia del Khuzestan, nel sud-ovest dell’Iran”. Lo riferiscono le Guardie Rivoluzionarie iraniane, come riportato da Ynet News.

 

Intercettati missili in Giordania

In Giordania i sistemi di difesa aerea hanno “intercettato e abbattuto” otto missili lanciati dall’Iran verso il territorio del regno hashemita nel mezzo della nuova escalation tra Usa e Iran. Lo riferiscono i militari, come riporta l’agenzia Petra. Non vengono segnalati danni né vittime dopo l’attivazione delle sirene dell’allarme antiaereo. “Le valide Forze Armate della Giordania sono in stato di massima allerta, pronte ad affrontare qualsiasi minaccia – scrive su X il portavoce del governo di Amman, Mohammad al-Momani – dedicando ogni sforzo alla tutela della sicurezza e all’incolumità dei cittadini”.

 

Nuovi colloqui Qatar-Iran

Colloqui telefonici per il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, nel mezzo della nuova escalation del conflitto tra Usa e Iran. Al-Thani avrebbe sentito il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, il collega dell’Oman, Sayyid Badr bin Hamad bin Hamood Albusaidi e il saudita Faisal bin Farhan bin Abdullah Al Saud. Su iniziativa emiratina, c’è stata anche una telefonata con il ministro degli Esteri degli Emirati Arbai Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan, seguita da una con il capo della diplomazia turca, Hakan Fidan, su impulso di Ankara.

Al-Thani ribadisce la “condanna del Qatar per gli attacchi che hanno preso di mira navi commerciali nello Stretto di Hormuz” e ha insistito sulla necessità che “tutte le parti si impegnino su dialogo e diplomazia”. Confermato “il sostegno del Qatar”, che ha svolto un ruolo di mediatore in questo periodo, “a tutti gli sforzi volti a contenere l’escalation e a raggiungere un accordo complessivo che contribuisca a consolidare sicurezza e stabilità e a realizzare una pace sostenibile nella regione”.

 

Per la sepoltura di Khamenei solo i parenti

Ci saranno solo i parenti di Ali Khamenei alla cerimonia di sepoltura dell’ex Guida Suprema dell’Iran, ucciso a fine febbraio nel primo giorno di operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Lo confermano i media ufficiali iraniani, che non chiariscono al momento gli effettivi partecipanti alla cerimonia. Mistero sulla presenza del figlio Mojtaba. La nuova Guida Suprema aveva espresso – secondo il New York Times – il desiderio di prendere parte alla cerimonia, ma al momento non sarebbe stato visto.

Kuwait: "Intercettati missili e droni"

In Kuwait una persona è rimasta ferita per le conseguenze delle operazioni con cui sono stati intercettati missili e droni nel mezzo di una nuova escalation nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Lo rende noto il Ministero della Difesa del Kuwait, confermando di aver “intercettato con successo” all’alba di oggi tre missili balistici, un missile da crociera e dieci droni “nemici”. Confermati anche danni materiali.

 

Di Maio: "Accordo diplomatico per evitare che l'Iran abbia la bomba nucleare"

“Per evitare un Iran con la bomba nucleare serve un accordo diplomatico“. Lo sostiene il rappresentante speciale dell’Unione europea per la Regione del Golfo, Luigi Di Maio, ai microfoni di Rtl 102.5. “Dobbiamo trovare un accordo come abbiamo fatto dieci anni fa, per cui si mettono ispettori dell’Agenzia internazionale, telecamere per controllare che non venga arricchito l’uranio sopra una certa soglia e quindi l’Iran abbandoni la bomba nucleare. Il conflitto purtroppo ci sta dimostrando questo: che comunque serve un accordo”, dichiara Di Maio. E aggiunge: “Bisogna ritornare al tavolo del Memorandum of Understanding, che contiene il percorso per arrivare alla pace e arrivare anche a un Iran senza bomba nucleare”.

 

Iran: "Udite diverse esplosioni a Bushehr"

Diverse esplosioni sono state avvertite nella provincia iraniana di Bushehr, dove si trova una centrale nucleare iraniana. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr.

Tajani auspica una "soluzione diplomatica" e chiede la "libertà di navigazione" a Hormuz

Il tema legato agli attacchi Usa contro l’Iran “resta lo Stretto di Hormuz. L’Iran vuole che chi transita paghi un pedaggio, gli americani non vogliono. L’attacco alle due navi mercantili era finalizzato proprio a far capire che non si passa senza pagare dazio. Gli americani, giustamente, sono contrari perché diventerebbe un principio applicabile a tutti gli stretti, limitando la libertà di navigazione e i commerci a livello internazionale”. A dirlo è il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, a margine di un convegno a Roma sull’orientamento dei giovani alla professione medica.

“Mi auguro – sottolinea il ministro – che si possa trovare una soluzione a livello diplomatico e si possa far sì che Hormuz sia libero, non si paghi alcun dazio e venga così ripristinata la libertà di navigazione. L’Iran deve comprendere che un accordo non può non prevedere che Teheran non abbia l’arma atomica e non può imporre dazi alle navi che transitano per Hormuz. Sono due questioni fondamentali e auspico che tutto questo si possa risolvere per via diplomatica”.

Nuove esplosioni in Bahrein

A Manama, la capitale del Bahrein, si sono udite delle esplosioni e sono state attivate per la seconda volta le sirene di allarme aereo, poche ore dopo gli attacchi iraniani avvenuti durante la notte. Lo riferisce l’Afp. “Le sirene di allarme sono state attivate. I cittadini e i residenti sono invitati a mantenere la calma e a recarsi al luogo sicuro più vicino”, scrive il Ministero dell’Interno del Bahrein in un post su X.

 

Trump: "Non so se vale la pena fare un accordo, non lo rispetteranno"
Donald Trump - da Imagoeconomica

Donald Trump mette in dubbio la possibilità di rinnovare un accordo con l’Iran. “Non so se valga la pena fare un intesa. non so se la onoreranno”, commenta il presidente statunitense a bordo dell’Air force One di ritorno dopo il vertice NATO di Ankara.

“Gli Stati Uniti hanno già vinto a livello militare, sono rimasti con pochissimo”, aggiunge, sottolineando che l’Iran “gli ha appena chiesto di fare un accordo”. Ieri il tycoon aveva dichiarato “superata” la fase di cessate il fuoco dopo gli eventi degli ultimi giorni.

Iran attacca gli USA: "Grave crimine di guerra contro le infrastrutture civili"

Il Ministero degli esteri iraniano ha denunciato gli attacchi statunitensi parlando di un “grave crimine di guerra” contro infrastrutture civili, inclusi ponti ferroviari e condanna “con forza gli attacchi aggressivi dell’esercito terroristico statunitense in diversi punti delle province costiere meridionali e su due ponti nelle province orientali sulla linea ferroviaria verso la città santa di Mashhad”. Nella nota, l’amministrazione statunitense viene etichettata come “malvagia e psicopatica“.

 

Il feretro di Khamenei è a Mashhad

L’agenzia di stampa Irna riferisce che il feretro di Ali Khamenei, la defunta Guida Suprema iraniana, è giunto nella sua città natale – Mashhad – per la sepoltura.

I raid ostacolano i funerali di Ali Khamenei

Le autorità iraniane confermano che il servizio ferroviario passeggeri sulla linea Teheran-Mashhad è stato sospeso dopo che un tratto della linea è stato colpito da un attacco statunitense. Squadre tecniche e operative sul posto per ripristinare le ferrovie della Repubblica Islamica dell’Iran “nel più breve tempo possibile”. Sì cercano anche soluzioni per trasportare via terra i passeggeri bloccati a Mashhad, la città santa dove verrà sepolta la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei.

Iran: "Quattordici morti e 78 feriti in 2 giorni di attacchi Usa"

Due giorni di attacchi statunitensi contro l’Iran hanno causato 14 morti e 78 feriti. Lo riferisce il Ministero della Salute iraniano. “Dei feriti, 47 sono ancora ricoverati in ospedale, mentre gli altri sono stati dimessi dopo aver ricevuto le cure mediche”, ha dichiarato su X Hossein Kermanpour, responsabile delle pubbliche relazioni del Ministero.

Iran: "Droni lanciati in Bahrein, Kuwait e Qatar"

L’esercito iraniano reso noto di aver effettuato attacchi con droni contro basi statunitensi nel Golfo circa un’ora fa. Gli attacchi hanno preso di mira un sistema missilistico Patriot in Kuwait, un sito di antenne satellitari di l’allerta in Qatar e magazzini di carburante appartenenti all’esercito statunitense in Bahrein. I Pasdaran hanno dichiarato di aver utilizzato “un gran numero di droni di vario tipo” negli attacchi.

Il comunicato trasmesso dalla televisione di Stato afferma che le Forze Armate iraniane “non permetteranno in alcun caso che gli obiettivi e le aspirazioni dello sciocco presidente degli Stati Uniti si realizzino e difenderanno gli alti ideali della Rivoluzione Islamica fino alla vittoria finale”.

Libano, Katz a Trump: "Non abbiamo bisogno di permessi per restare"

“Non abbiamo chiesto il permesso a nessuna parte per entrare in Libano e non abbiamo bisogno del permesso per rimanervi”. Così il ministro della Difesa israeliano Israel Katz risponde alla dichiarazione del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Israele si ritirerà dal Libano nell’ambito degli accordi.

“È nostro diritto e nostro dovere – aggiunge Katz – proteggere gli abitanti della Galilea e i cittadini di Israele dalle minacce dell’organizzazione terroristica jihadista Hezbollah, che cerca di distruggere lo Stato di Israele. Come, sia io che il primo ministro Benjamin Netanyahu, abbiamo chiarito, continueremo a rimanere nella zona di sicurezza in Libano e a operare da lì, se necessario, finché Hezbollah non sarà disarmato in tutto il Libano e la minaccia per gli abitanti del nord non sarà eliminata”.

Usa: "Negli ultimi attacchi colpiti circa 90 obiettivi militari"

“L’8 luglio, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno completato un’ulteriore serie di attacchi contro l’Iran, al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi hanno colpito circa 90 obiettivi militari iraniani, tra cui sistemi di difesa aerea, infrastrutture di sorveglianza costiera, depositi di missili e droni, capacità navali e infrastrutture logistiche militari lungo la costa iraniana. Gli ultimi attacchi fanno seguito alla riuscita esecuzione di offensive in Iran la notte precedente”. Lo scrive su X il Centcom statunitense.

“Il 7 luglio, le forze del Centcom hanno colpito circa 80 obiettivi militari iraniani, tra cui oltre 60 imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, per infliggere pesanti sanzioni all’Iran per aver violato il cessate il fuoco attaccando tre navi mercantili che navigavano nello Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi rimangono vigili, letali e pronte a eseguire operazioni dirette dal Comandante in Capo”.

Ghalibaf su X: "Hormuz si apre solo con i nostri accordi, non con minacce USA"

“L’America non ha ancora imparato che il bullismo e la slealtà non sono più privi di costi. Lo dico chiaramente: colpite, e verrete colpiti. Non agitate inutilmente braccia e gambe, che affonderete ancora di più: lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli ‘accordi iraniani’, non con le minacce statunitensi“. Lo scrive su X il capo negoziatore iraniano, il presidente del parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf.

Iran: "Colpite basi Usa in Bahrain e Kuwait"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato in mattinata, poco dopo le 4 ora italiana, di aver colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta ai nuovi attacchi degli USA, secondo quanto riportato dalla televisione di stato Irib. Le Guardie hanno affermato di aver colpito “infrastrutture e impianti chiave” nelle basi statunitensi di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, con missili e droni. Hanno inoltre avvertito che la loro risposta si estenderà ad altre basi nella regione qualora gli attacchi statunitensi dovessero ripetersi.

Media: "Tre persone uccise e diversi feriti in raid Usa nell'ovest dell'Iran"

Un raid statunitense nell’Iran occidentale ha causato tre morti e diversi feriti. Lo riferisce l’agenzia di stampa governativa iraniana Irna, citando Valiollah Hayati, vicegovernatore della provincia del Khuzestan, che avrebbe dichiarato ai giornalisti che tre persone erano state uccise e diverse altre ferite durante un attacco USA alla periferia della città di Ahvaz. 

La sepoltura di Khamenei e la nuova escalation

Oggi è la giornata in cui è prevista la sepoltura di Ali Khamenei, l’ex Guida Suprema iraniana vittima dei primi raid USA-Israele dello scorso 28 febbraio. I giorni dedicati ai funerali sono stati segnati dalla retorica dell’odio e della violenza. E nello Stretto di Hormuz è nuovamente caos: gli USA hanno risposto agli attacchi iraniani contro delle petroliere e i nuovi raid rischiano di mandare in fumo i risultati raggiunti con il memorandum e con i colloqui Washington-Teheran.

Anche in Libano la situazione rimane difficile. Con i colloqui di Roma con Israele dietro l’angolo, quanto sta accadendo tra USA e Iran potrebbe incidere negativamente sull’evoluzione del conflitto.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Torna “calda” la situazione sullo Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense Donald Trump non ha perso tempo e, dopo gli attacchi iraniani ad alcune petroliere nella rotta dell’Oman dello Stretto, ha autorizzato nuovi raid contro Teheran direttamente dal vertice NATO di Ankara. Un gesto che naturalmente nel giro di poche ore ha dato vita a una nuova escalation, l’ennesima. L’Iran conferma che chiunque supporti gli Stati Uniti nelle operazioni sarà un “bersaglio legittimo”; il Centcom statunitense annuncia su X annuncia nuovi raid USA contro le forze iraniane “per degradare ulteriormente la loro capacità di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.

Anche se i colloqui non sarebbero sospesi, almeno per ora, regna la tensione. Non va diversamente sul fronte libanese. La prossima settimana si attendono nuovi colloqui Israele-Libano a Roma, ma quanto sta accadendo in Iran potrebbe cambiare le carte in tavola. Il Libano chiede il ritiro delle truppe israeliane dal Sud, per il presidente statunitense Trump Israele potrebbe autorizzarlo. Gli attacchi, però, continuano, e la tensione crescente nell’area del Golfo non aiuta di certo.

In migliaia hanno partecipato alle celebrazioni dei funerali dell’ex Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, tra Iran e Iraq. La salma è rientrata in Iran e in giornata è prevista la tumulazione nella città natale dell’Ayatollah, a Mashhad. Proprio in occasione dei funerali, con cartelli di minaccia contro USA e Israele, la rabbia è tornata a prevalere sul desiderio di dialogo. I prossimi giorni saranno fondamentali per determinare la portata e l’impatto della nuova escalation. Dalla Cina all’Onu, la voce della comunità internazionale è unita per chiedere la de-escalation. Molto, però, dipenderà dalle decisioni delle autorità statunitensi e iraniane.

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