La notte non ha portato… consiglio e i risultati sperati. La seduta del Consiglio Comunale, dopo lo stop poco prima di mezzanotte, è stata riaperta alle 4.30 con l’emendamento “conciliativo” che è arrivato in aula. Ma il tempo stringe: ora o mai più per far sì che Palermo possa presentare la sua candidatura per Euro 2032. Alle 18 di oggi scadono i tempi.
Punti chiave
In aula si discute, sul podio Giulia Argiroffi (gruppo Oso), sul nome dello stadio. Alla base la possibilità che l’impianto cambi denominazione. Argiroffi nell’emendamento chiede che venga lasciato il nome Renzo Barbera perché “identitario”. E sottolinea: “Nessun palermitano vorrebbe cancellare il nome del presidentissimo Barbera. Sarebbe invece felice di anticiparlo o posticiparlo al nome dell’eventuale sponsor ma Barbera deva rimanere”.
Il presidente del Consiglio Comunale, Giulio Tantillo, passa agli emendamenti. Sono 27.
Giulio Tantillo ha proclamato un minuto di silenzio per Alessandro Machì, vigile del fuoco morto nei giorni scorsi a San Cataldo mentre tentava di spegnere un incendio, Carmelo Scoma, ex sindaco di Palermo e per Franco Baresi, scomparso nelle scorse ore.
Sabrina Figuccia, Primia l’Italia, osserva: “Siamo all’atto finale, abbiamo fatto nottata. C’è stato anche un clima da stadio. Nessuno di noi, però, giocava una partita diversa nonostante tutto”.
Aggiunge: “Si parla di un atto che riguarda l’intera città e si è tentato di fare un lavoro nell’interesse comune che guarda a economie importanti con investimenti che soggetti privati faranno nella nostra città. Lo stadio è vetusto, spazi assenti per le persone con disabilità, tribune dove piove ed è certamente inadeguato per affrontare sfide importanti che la nostra città vuole affrontare”.
E conclude: “Ci avviciniamo a portare a casa un risultato che sarà nell’interesse dell’intera comunità. Mi sento di fare un appello a tutte le forze e credo che al di là del tifo da stadio che ora non ci possiamo permettere, l’interesse primario è dare uno stadio alla nostra città ei nostri tifosi”.
Giuseppe Milazzo, Fratelli d’Italia, sottolinea: “Siamo in dirittura d’arrivo, siamo fuori tempo massimo. L’ho detto nel primo intervento. Avevo proposto di stare zitti tutti, abbiamo già parlato due giorni spiegando le posizioni politiche. Ci hanno detto di tutto, che ci siamo calati i pantaloni. Ma se questo significa consegnare alla città e ai tifosi uno stadio moderno e degno, lo facciamo con piacere”.
Milazzo prosegue: “Questo è un atto che guarda al futuro. Ricordo una cosa simile col cimitero di Ciaculli. Non ci sono i presupposti ma abbiamo l’opportunità di essere più previdenti dei tifosi. Andiamo a votare. Abbiamo premura di consegnare ai tifosi questo stadio”.
E sottolinea: “Abbiamo un’occasione. L’atto è regolare e allineato. Siamo stati accusati di aver cambiato le carte”.
Cosa è accaduto in Consiglio Comunale
Tutto gira attorno al Pef (Piano economico finanziario): l’efficacia delle modifiche sarebbe subordinata alla presentazione, entro 60 giorni, di nuovo Pef aggiornato ed asseverato; alla verifica della completa conformità del Pef aggiornato alle prescrizioni, ai parametri e ai limiti inderogabili stabiliti dal Consiglio Comunale; all’approvazione del Pef aggiornato da parte del Consiglio Comunale. Il Pef non pregiudicherebbe la possibile approvazione della delibera, ma sarebbe incompleta per Euro 2032.
Dopo gli interventi dell’eurodeputato Milazzo, dell’assessore al Bilancio nonchè vicesindaco Alaimo, dei consiglieri comunali Controcorrente-Oso Argiroffi e Forello, e Progetto Civico Italia Carnelo Miceli la seduta è stata sospesa ed è ripresa alle 7.30 con lo scontro tra Milazzo e Forello, col primo che spingeva per la votazione della delibera. I lavori riprenderanno dopo le 9, ma i nervi sono molto accesi tra maggioranza e opposizione. Intanto davanti a Palazzo Comitini c’è servizio d’ordine, con presenti Digos, polizia e polizia municipale.

