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Messina, scontro sulle nomine dei vertici delle partecipate

Messina, scontro sulle nomine dei vertici delle partecipate
Palazzo Zanca, sede del Comune di Messina – foto da Imagoeconomica

Il sindaco Federico Basile ha ufficializzato i profili dei Cda, parlando di “un passaggio importante”. Dai banchi dell’opposizione, con il gruppo di Scurria e il Pd in prima fila, sono però arrivate critiche

MESSINA – “Faremo un’opposizione che non farà sconti”. Lo aveva promesso Marcello Scurria candidato a sindaco del centrodestra, all’indomani della sconfitta e che adesso in Consiglio comunale con il suo gruppo, mantenendo la sua promessa è partito con decisione ad assolvere al suo ruolo di controllo sugli atti dell’Amministrazione. Un intervento articolato firmato insieme a Pippo Capurro e Simona Contestabile lo ha dedicato alle nomine nelle partecipate comunali ufficializzate qualche giorno fa da Federico Basile.

Nomine partecipate comunali a Messina, i nuovi vertici

“Un passaggio importante – ha detto il primo cittadino – attraverso il quale rinnoviamo la guida delle aziende che svolgono un ruolo fondamentale nell’erogazione dei servizi. Un ulteriore tassello del nuovo mandato, che ci consente di dare continuità al lavoro avviato e di guardare avanti con rinnovata determinazione, sempre nell’interesse della città. Tra una settimana – ha infine annunciato – si terranno le assemblee dei soci, che completeranno il percorso di nomina”.

Alla presidenza dell’Amam è stato nominato Salvatore Saglimbeni tecnico e dirigente comunale, con lui in Cda ci sarà Maria Fernanda Gervasi e Giovanni Donato. L’Atm è affidata a Chiara Sterrantino, con Claudia Brudetto, presidente di Sicindustria giovani, e Salvatore Mangano. A MessinaServizi ci sarà Vincenzo Ciraolo, già presidente dell’Ordine degli avvocati, con consiglieri di amministrazione Giovanni Scopelliti e Giovanna Crifò. La “Patrimonio Messina Spa”, sarà presieduta da Francesco Romano e dai componenti del Cda, Claudia Lo Cascio e Vincenzo Calabrò. Il Consilgio d’Amministrazione della Messina Social City è composto da Francesco Giorgio ex esperto per lo Sport della precedente Amministrazione, Francesca Guadagna e Andrea Ipsaro Passione. ArisMe sarà guidata da Massimo Rizzo ex consigliere comunale, con Giovanna Sciuto e Domenico Quartarone.

Pd e centrodestra all’attacco sulle nomine delle partecipate

Anche il Pd è partito all’attacco e ha annunciato che presenterà un ordine del giorno da fare votare in Consiglio comunale, sulle nomine per chiedere al sindaco di adottare tutti i provvedimenti di sua pertinenza per modificare la governance delle società. Viene contestata la scelta di mantenere a capo delle partecipate un Cda, quando la legge Madia prevede un amministratore unico. Una critica che fa all’Amministrazione anche il gruppo di Scurria che evidenzia che optare per il Cda rispetto agli amministratori unici fa crescere in maniera consistente la spesa complessiva per gli organi societari, portandola da circa 288 mila euro a quasi 700 mila euro l’anno.

Messina, il nodo dei costi delle società partecipate

Un incremento particolarmente significativo in una città nella quale il Comune continua a muoversi dentro il percorso di riequilibrio finanziario e dove cittadini e imprese sono chiamati a sostenere una pressione fiscale elevata.

“Se si decide – hanno affermato Scurria, Contestabile e Capurro – di sostituire amministratori unici (nominati provvisoriamente dopo le dimissioni di febbraio) con un organo collegiale, determinando un aumento così rilevante dei costi, è legittimo chiedersi quale concreta esigenza amministrativa, organizzativa o gestionale giustifichi tale scelta”.

I consiglieri hanno richiamato le relazioni semestrali del Collegio dei revisori dei conti trasmesse alla Corte dei conti e sostengono che l’obiettivo della riduzione dei costi della politica previsto nell’ambito del piano di riequilibrio non sarebbe stato raggiunto. “Una scelta – hanno detto – che appare in netta contraddizione con il piano di riequilibrio, che prevedeva una drastica riduzione dei costi della politica”.

Il Pd contesta i criteri per le nomine a Messina

Nel merito del metodo utilizzato per le nomine si è rilevato, che dei 18 designati 15 erano candidati alle ultime elezioni amministrative nelle liste di Sud chiama Nord. Oltre 550 persone hanno presentato curricula con titoli ed esperienze professionali ma “quale comparazione – hanno chiesto i consiglieri del Pd Mariella Perrone, Antonella Russo e Alessandro Russo – è stata effettuata, con quali criteri sono stati individuati i profili migliori”.

Il Pd ha precisato di non voler mettere preventivamente in discussione le competenze dei singoli nominati, che dovranno essere valutati sulla base del lavoro che svolgeranno. Le società partecipate ricordano i democratici, gestiscono infatti una parte rilevante dei servizi comunali. La contestazione riguarda invece la procedura e, soprattutto, la sovrapposizione tra il percorso elettorale e quello delle successive nomine. “Diventa a questo punto difficile prendere sul serio – aggiungono i consiglieri del Pd – la retorica dell’anti-sistema con cui Cateno De Luca gira la Sicilia promettendo liberazioni e rivoluzioni. Il sistema esiste già, ed è quello costruito a Messina”. Nella sua nota, il gruppo di Scurria parla di un possibile “partito unico” delle nomine. “Quando, al di là delle appartenenze e delle sigle, le decisioni sulle nomine sembrano mettere tutti d’accordo, mentre a pagare sono sempre i cittadini, il rischio è che la città percepisca l’esistenza di un vero e proprio partito unico delle nomine e del potere. Non è in discussione il diritto di chi svolge un incarico pubblico a essere remunerato,- precisano i consiglieri- è in discussione la coerenza politica e amministrativa di una scelta “.