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Report, vicenda stomachevole

Report, vicenda stomachevole
Rai, foto Imagoeconomica

Ognuno faccia il proprio dovere

Report è una rubrica storica di grande importanza, la cui prima conduttrice fu Milena Gabanelli. Poi la tolda di comando passò a Sigfrido Ranucci, che ha condotto questa trasmissione con un buon successo in questi ultimi dieci anni.
Il successo è fondato sul giornalismo di inchiesta, che va a controllare documenti, che si serve di testimonianze buone (non fasulle), che verifica le circostanze; insomma, che segue i principi del Codice deontologico del giornalismo.
è ovvio che quando si va in profondità si “disturba il manovratore”, dal che le reazioni furibonde di tanti soggetti che si sono sentiti scoperti in relazione a diverse vicende che li riguardavano.
Dunque, ottimo giornalismo, con pecche inevitabili che le inchieste comportano. I cittadini che hanno seguito le trasmissioni non possono che confermare un’opinione positiva su chi cerca di scoprire nei meandri oscuri degli imbrogli coloro che vivono e si pasciano di tali imbrogli, cioé cittadine e cittadini disonesti.

Il caso Ranucci e la vicenda che ha coinvolto il conduttore

Fatta una diagnosi approssimativa, seppur reale, veniamo alla vicenda che nulla ha a che fare con la qualità della trasmissione e cioé l’attentato bombarolo fatto allo stesso Ranucci da un suo “fraterno amico”, tale faccendiere Valter Lavitola, il quale ha avuto nel passato molti guai con la giustizia.
Un rapporto che ha gettato molte ombre sullo stesso Ranucci, il quale, peraltro, si è sempre dichiarato estraneo alla combriccola e ai piani di quel suo supposto “fraterno amico”.
Cosicché, si è innestato un procedimento interno alla Rai, che, ricordiamo, è un editore con forma di società per azioni (privata) seppure di proprietà dello Stato attraverso il Ministero competente.
Ricordiamo, inoltre, che la Rai ha un contratto di servizio stipulato col Mef (Ministero Economia e Finanze) per cinque anni, mediante il quale ha assunto il tassativo impegno di contribuire a diradare l’enorme ignoranza che vi è fra i cittadini e diffondere cultura, in modo da far crescere la capacità degli stessi di ragionare con la propria testa e non con la testa degli altri.
La Rai è dunque al servizio del Popolo e non dei gruppi di potere e delle corporazioni. Neanche al servizio del Governo.

Il ruolo della Rai tra informazione e intrattenimento

Tutto ciò premesso, nella sua qualità di editore, la Rai deve decidere se è interesse dei cittadini mandare in onda determinati programmi oppure no. Insomma, gestire l’informazione oltre all’intrattenimento.
Il guaio è che l’informazione nel suo complesso gestita dalla Rai è inferiore nettamente rispetto all’intrattenimento, perché anch’essa, come editore, insegue l’audience. Mentre non dovrebbe farlo perché il suo compito principale è, ripetiamo, fare crescere il livello culturale degli italiani, non di cercare spettatori per i suo programmi di intrattenimento.
Ricordiamo ancora una volta che la Rai incassa per legge circa 1,8 miliardi per l’abbonamento e, invece, circa 500 milioni per i programmi “leggeri”. Dal che se ne desume che dovrebbe dedicare tre quarti della sua attività per l’obiettivo di crescita culturale degli italiani e solo un quarto per farli divertire.
Diciamo questo non per formulare critiche (ce ne guardiamo bene), ma per evidenziare un indirizzo che andrebbe modificato.

Giampaolo Rossi e la decisione su Ranucci

Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, ha la responsabilità, come capo azienda, di farla funzionare il meglio possibile. In questo senso, ha la facoltà (e il dovere) di prendere provvedimenti anche poco gradevoli e fra questi c’è stata la decisione di utilizzare Ranucci per altri incarichi. Si tratta di una decisione legittima sia sotto il profilo legale che sotto il profilo fattuale, contro cui minoranze si sono scagliate senza averne titolo.
L’informazione è un bene costituzionale (articolo 21), quindi va tutelata nel migliore dei modi e chi ha la responsabilità di produrla deve farlo nell’esclusivo interesse di cittadine e cittadini. Pertanto ha il dovere di prendere decisioni anche impopolari, ma che vadano in questa direzione. Cosicché, Rossi ha assunto la decisione prima accennata, seppure non sia riuscito a evitare le stomachevoli proteste, che ormai hanno fatto il loro tempo.
Ognuno deve compiere il proprio dovere, che è quello di attuarlo senza esitazioni, anche ricevendo eventuali critiche.