Anni di investimenti sulla rete elettrica, poi bastano alcune giornate di caldo estremo e tutto va in tilt: è quello che è successo negli ultimi giorni a Belpasso e, più in generale, nell’hinterland etneo, ma anche in provincia di Palermo e in diverse aree della Sicilia, dove le alte temperature e gli incendi hanno provocato blackout e conseguenti disagi per la popolazione. A denunciare la situazione, dando voce ai cittadini esasperati dalle prolungate assenze di corrente, è il sindaco di Belpasso Carlo Caputo, che si chiede: “Qual è il futuro e soprattutto chi se ne sta occupando?”.
Dopo i blackout, a Belpasso le domande sul futuro della rete elettrica
La preoccupazione del primo cittadino belpassese è chiara: “Mesi, anni per ristrutturare la nostra rete elettrica, con disagi su disagi. Poi arrivano i 40 gradi in Sicilia e salta tutto”. Il problema? Il sopraccarico dei cavi elettrici, che in una situazione di caldo estremo come quello dei giorni scorsi non riesce a reggere il calore generato dal passaggio della corrente (ne abbiamo parlato qui, riportando le spiegazioni dell’Enel). Situazione sicuramente non aiutata dai consumi elevati tra condizionatori e funzionamento di impianti e mezzi vari.

Caputo sottolinea come in Sicilia si parli spesso di futuro sostenibile. Un futuro fatto di auto elettriche, pannelli fotovoltaici, meno consumi di carburante e maggiore ricorso all’energia pulita. Ideale e auspicabile, sulla carta. Ma chi se ne sta occupando? Chi sta progettando gli investimenti e come li sta adattando ai bisogni del territorio? Questa è la domanda del sindaco, che ribadisce: “Fino a qualche anno fa blackout così lunghi erano sconosciuti. Oggi… Qual è il futuro e chi se ne sta occupando?”. “Sembriamo un Paese sottosviluppato”, conclude, chiedendo una rivoluzione del sistema attuale.
L’appello da Misterbianco
Sempre sul QdS negli scorsi giorni abbiamo riportato le parole del sindaco di Misterbianco, Marco Corsaro. Anche questo Comune ha subìto gli effetti dell’emergenza blackout, con diverse interruzioni di corrente in più quartieri. La sua posizione non differisce molto da quella del collega Caputo: “I Comuni non hanno gli strumenti per difendere i propri cittadini quando queste emergenze si presentano tutte assieme – le sue parole – (…). Occorrono soluzioni strutturali per le linee elettriche e investimenti che mettano in sicurezza le reti. Questo è ciò che abbiamo chiesto alla governance di Enel e che chiederemo anche come Anci”.
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