Tempo libero: si può (e si deve) fare di più. Ancora scintille opposizione-maggioranza - QdS

Tempo libero: si può (e si deve) fare di più. Ancora scintille opposizione-maggioranza

Pietro Vultaggio

Tempo libero: si può (e si deve) fare di più. Ancora scintille opposizione-maggioranza

sabato 07 Settembre 2019 - 05:00
Tempo libero: si può (e si deve) fare di più. Ancora scintille opposizione-maggioranza

Gelarda (Lega): “Altro bluff dell’Amministrazione”. Chinnici (Mov 139): “Evitare strumentalizzazioni”. Un report del Sole 24 Ore ha piazzato Palermo al 78° posto su 107 a livello nazionale

PALERMO – Il Sole 24 Ore ha stilato una classifica sulle città italiane in cui trascorrere il tempo libero è più appagante grazie a un’offerta ampia e adatta ai gusti diversi. Il territorio siciliano non è riuscito a piazzarsi in posizioni lusinghiere della classifica, visto che è arrivato al 78° posto su 107.

Nella fattispecie, la fotografia scattata dal quotidiano economico nasce dall’incrocio di dodici indicatori, ciascuno dei quali registra un diverso aspetto del tempo speso da turisti e residenti: l’attrattività, la diffusione di bar e ristoranti, di librerie e agriturismi, l’offerta in termini di spettacoli, ma anche la spesa al cinema o a teatro. La classifica generale ha premiato Rimini, al primo posto, seguita da Firenze e Venezia.

Per quanto riguarda Palermo, il risultato peggiore riguarda la voce “Ristoranti e bar” (esercizi ogni 100 mila abitanti). Negativa anche la sezione “Ricettività e natura”, cioè il numero di agriturismi ogni mille chilometri quadrati, che posiziona il territorio al 104° posto. Non va meglio per lo “Sport” (eventi ogni mille abitanti) che posiziona la comunità al 103° posto. Risultato felice invece per il settore “Mostre ed esposizioni” che pone Palermo al 14° posto, d’altronde la città è stata per un anno Capitale italiana della Cultura.

I risultati dell’analisi del Sole, ha in ogni caso dato vita all’ennesimo botta e risposta fra opposizione e maggioranza, con la Lega che non ha perso occasione per attaccare il sindaco Leoluca Orlando. “Tutte le volte – ha affermato il capogruppo in Consiglio comunale, Igor Gelarda – che le favole raccontate da Orlando sulla città si scontrano con la realtà dei fatti, il primo cittadino subisce grossi smacchi. La cosa grave è che questa classifica si riferisce anche a un periodo in cui Palermo è stata Capitale della Cultura. L’evento è costato tanti milioni di euro ai cittadini, ma nessuno ormai più se ne ricorda”.

Siamo al 62° posto – ha concluso – come densità turistica e 103° per quanto riguarda lo sport. Questo è l’ennesimo bluff di questa Amministrazione, che non ha portato nulla di positivo per i cittadini. Parole, tagli di nastro e dichiarazioni roboanti cui non segue nulla. Questa è l’eredità che ci lascerà il sindaco Orlando”.

Non si è fatta attendere la replica della maggioranza, arrivata per bocca di Valentina Chinnici, consigliere del Movimento 139. “L’indagine statistica del Sole 24 ore – ha commentato – è certamente importante, ma i dati vanno maneggiati con cura, evitando le strumentalizzazioni politiche a cui i numeri, usati spesso per propaganda, si possono prestare. Innanzitutto, l’indagine riguarda le province, dunque gli 82 Comuni che compongono la Città metropolitana di Palermo, con i suoi oltre un milione e 200 mila abitanti, in un territorio estremamente variegato e insulare, che viene paragonato, per esempio, ai 25 comuni della provincia di Gorizia con i suoi circa 140 mila abitanti. In una simile classifica la stessa Gorizia risulta prima per offerta culturale, mentre Milano è solo ventesima”.

“Al di là di tutto – ha concluso – è ovvio che la provincia di Palermo sconti l’atavica arretratezza di tutto il Meridione d’Italia, con l’aggravante dell’insularità e della mancanza di infrastrutture che incidono su vari indicatori scelti nell’indagine. È doveroso, tuttavia, analizzare bene questi indicatori, per scoprire per esempio che Palermo fa registrare una più che confortante posizione (34 su 107) per le start-up innovative, segno di una bella vivacità della cultura d’impresa che la politica locale e nazionale dovrebbe incoraggiare in modo concreto”.

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