Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di mercoledì 15 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 15 luglio 2026
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) annuncia di aver completato un’ulteriore serie di attacchi contro l’Iran, colpendo decine di obiettivi militari vicino allo Stretto di Hormuz e nelle aree costiere iraniane.
“Aerei da combattimento, droni e navi militari statunitensi hanno lanciato munizioni di precisione contro siti missilistici e di droni iraniani, capacità navali e sistemi di difesa costiera durante l’ondata di sette ore, al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare il traffico marittimo commerciale e gli equipaggi civili. Gli attacchi sono avvenuti lo stesso giorno in cui le forze statunitensi hanno ripreso il blocco navale contro le navi in transito da o verso i porti e le aree costiere iraniane”, si legge in un comunicato su X. Lo riporta Adnkronos
A Roma si attende la seconda e ultima giornata di colloqui diretti Israele-Libano, mediati dagli Stati Uniti. La prima giornata sembra essere stata “produttiva”, ma si sa ancora molto poco di quanto accaduto a porte chiuse.
Nel frattempo tra Iran e Stati Uniti la tensione è massima, tra i nuovi raid e l’annuncio di un nuovo blocco navale statunitense solo nei confronti del traffico iraniano. Una mossa che rischia di distruggere i progressi fatti con il memorandum d’intesa di poche settimane fa e che potrebbe far degenerare ulteriormente la situazione geopolitica nel Golfo.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
A Roma è la giornata conclusiva dei colloqui Israele-Libano iniziati il 14 luglio. Secondo il Dipartimento di Stato israeliano, i colloqui della prima giornata sarebbero stati “produttivi”. Tra i temi discussi il graduale ritiro israeliano dal Sud del Libano. Israele si dice pronto a “portare avanti l’attuazione di due zone pilota”. La speranza di tutti i mediatori – dagli Stati Uniti all’Italia che ospita il sesto round di colloqui – è quello che le due parti questa volta vadano oltre le parole e le fragili tregue.
Non arrivano buone notizie sul fronte della guerra Iran-USA. Il CENTCOM statunitense ha annunciato il ripristino del blocco navale sullo Stretto di Hormuz e nel Golfo, ma “solo per il traffico navale iraniano”. E anche una serie di nuovi raid degli USA per “continuare a degradare le capacità iraniane di attaccare navi commerciali”. E non solo questo. Preoccupa che tra gli obiettivi statunitensi appaiano anche infrastrutture strategice per l’Iran come il sito nucleare di Pickaxe Mountain, un impianto capace – sulla carta – di resistere anche ai “bunker buster” statunitensi e più volte etichettato come centro strategico per il deposito di uranio arricchito. Con il memorandum ormai appeso a un filo, il cessate il fuoco finito e la ripresa dei raid, il timore internazionale è legittimo.
Preoccupa anche lo Yemen, che potrebbe diventare un “nuovo” fronte – ammesso che si possa definire tale – del conflitto. L’escalation di violenza tra gli Houthi sostenuti dall’Iran e l’Arabia Saudita potrebbe essere l’ennesima crisi geopolitica dell’area. Nuove tensioni anche tra Cina e Stati Uniti. Il vice rappresentante permanente della Repubblica Popolare alle Nazioni Unite, Sun Lei, ha lanciato pesanti accuse contro gli USA di Donald Trump, accusati di aver “trascinato il Medio Oriente nel baratro“.
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