Ecco come la burocrazia ha soffocato il turismo, a fine estate ancora in attesa del voucher “2x3” - QdS

Ecco come la burocrazia ha soffocato il turismo, a fine estate ancora in attesa del voucher “2×3”

redazione

Ecco come la burocrazia ha soffocato il turismo, a fine estate ancora in attesa del voucher “2×3”

giovedì 10 Settembre 2020 - 00:00
Ecco come la burocrazia ha soffocato il turismo, a fine estate ancora in attesa del voucher “2×3”

La riprogrammazione dei fondi europei non spesi per il turismo è stata inviata alla Commissione Ue solo il 2 settembre. Borghi più solerti, molti comuni siciliani (soprattutto borghi) si sono dimostrati più efficienti della Regione attivando una identica misura all’interno del proprio territorio

di Adriano Agatino Zuccaro e Roberto Pelos

Ad aprile Manlio Messina, assessore al turismo della Regione, dichiarava al QdS: “I voucher per implementare il turismo sono stati approvati dalla Giunta. Siamo in sede di Finanziaria e quindi aspettiamo l’approvazione dall’Aula (avvenuta il 2 maggio)”. La speranza di operatori e turisti era quella di poter fruire in estate dell’iniziativa che, lo ricordiamo, avrebbe dovuto fare in modo che “la Regione contribuisse – dichiarava l’Assessore – in maniera concreta al sostegno del settore tramite le agenzie di viaggio e i tour operator. Si acquistano, ad esempio, tre giorni di vacanza al prezzo di due e la Regione interviene per il gap restante”. Il progetto, finanziato per 75 milioni con la Finanziaria, giunti a settembre, deve ancora essere sbloccato dall’intesa con Roma e l’Europa sui fondi europei.

L’iter per la rimodulazione dei fondi Fesr, infatti, risulta essere abbastanza farraginoso e ha visto già diverse fasi che l’assessore ha esplicitato al nostro giornale:

1) Passaggio dell’atto in giunta regionale (ad aprile e il 2 maggio approvata la finanziaria all’Ars).

2) Subito dopo approvazione da parte della commissione parlamentare all’Ars.

3) Atto tornato in giunta regionale.

4) Invio (attivata procedura scritta il 18 agosto) al Comitato di sorveglianza che sovrintende al programma dei fondi che lo ha approvato.

5) Ultimo passaggio: invio dell’atto alla Commissione europea (2 settembre), prima della sua definitiva approvazione.

A Ferragosto, dunque, si era ancora nel bel mezzo dell’iter. L’attivazione da parte della Regione della procedura scritta al Comitato di sorveglianza che sovrintende al programma dei fondi è datata 18 agosto! L’assessore non si è espresso sulla data di spendibilità dei voucher e ha dichiarato: “Nelle more dell’approvazione da parte della Commissione europea il Dipartimento Programmazione della Regione Siciliana sta avviando tutte le procedure contabili per dotare i capitoli della disponibilità prevista dalla rimodulazione in corso di approvazione. Non appena avremo la dotazione finanziaria potremo finalmente approvare l’intervento e successivamente pubblicare gli avvisi. Se tutto va bene entro settembre”.

Entro fine settembre, dunque, potrebbero vedere la luce gli avvisi ma l’iter burocratico prevede “alcune verifiche – prosegue Messina – relative alla documentazione delle aziende e degli operatori interessati (Durc, casellario giudiziale, ecc.) per procedere alla stipula dei contratti con tutti gli operatori interessati, fare l’impegno di spesa che ci consentirà di acquistare questi famosi servizi che potranno essere messi a disposizione dei turisti. I tempi di verifica dei documenti dipendono anche dagli stessi operatori se li presentano tutti, se non servono integrazioni e così via”.

Un’iniziativa pensata per dare manforte al settore nei mesi più gettonati nell’Isola finisce, dunque, per essere un miraggio di fine anno. “Io – diceva qualche giorno fa il presidente di Federalberghi Nico Torrisi a La Repubblica – mi auguro che i voucher possano servire a salvare una stagione fallimentare, che a luglio ha visto presenze al 50 per cento e in agosto poco sopra. Ma sarebbero serviti in periodo estivo”. Che la tempistica dell’avvio dell’iniziativa promozionale vedrà tempi lunghi trova conferma da quanto riportato dal comunicato della regione che recita “l’iniziativa promozionale potrà essere prorogata di un altro anno ma non oltre il 31 dicembre 2022”.

Alle lungaggini della Regione, fortunatamente, ha risposto con tempistiche ben più ragionevoli il Governo nazionale col “Bonus vacanze 2020, la domanda per richiedere fino a 500 euro che si può inoltrare fino al 31 dicembre e con l’Agenzia delle Entrate che ha pubblicato il provvedimento attuativo il 17 giugno. Il tax credit vacanze consiste in un contributo per i nuclei familiari, composti anche da una sola persona, che decidono di trascorrere le proprie vacanze presso una struttura ricettiva italiana. Il contributo arriva a un massimo di 500 euro, ma viene modulato in base al numero di componenti del nucleo familiare. Per poter usufruire del bonus, però, c’è un requisito preciso: il limite di reddito è fissato a 40.000 euro.

Efficiente anche la risposta di alcuni piccoli comuni isolani che provano a resistere alla crisi innestata dall’emergenza Covid. Quella di Montalbano Elicona, al fine di far ripartire il turismo, ha pubblicizzato l’iniziativa “voucher 2020 – Vieni a Montalbano fra arte – cultura – natura e Medioevo” (vedi inchiesta del 19 giugno scorso). L’azione, prevista dall’atto deliberativo, si concretizza nell’assegnazione al turista che trascorrerà una breve vacanza nel borgo (almeno 2 giorni) di un “voucher Vacanza” dell’entità di 50 euro per una persona, 100 euro per due persone e 150 euro per un nucleo familiare, spendibile esclusivamente all’interno del territorio comunale.

Iniziative simili, per fare alcuni esempi, sono attive a Militello Val di Catania, Castiglione di Sicilia (Ct), Geraci Siculo, Palazzolo Acreide (Sr).

Intanto, però, scrive Confcommercio: “I turisti stranieri sono quasi assenti in tutto il territorio nazionale e la nostra Isola non ha un registro differente. Una mancata spesa di circa 13 miliardi di euro per il Belpaese, solo nei mesi di luglio-agosto e settembre, precisamente conti alla mano 13 miliardi e 734 milioni di euro”.

laneri-e-ruggieri

Giovanni Ruggieri, docente di Economia delle industrie turistiche presso l’Università di Palermo, traccia un bilancio dell’estate ormai agli sgoccioli
Anche Ornella Laneri, presidente di Confindustria Turismo Catania, conferma un calo del 45% per i pernottamenti

PALERMO – Quanto sono apprezzate le strutture siciliane che ospitano i turisti? Com’è andata l’estate che sta per concludersi? Cosa ci aspetta per il futuro? Ne abbiamo parlato con Giovanni Ruggieri, docente di Economia delle industrie turistiche presso l’Ateneo palermitano.

Professore, secondo un’indagine Demoskopika la Sicilia è decima per quel che riguarda il sistema ricettivo più apprezzato…
“Negli altri ambiti che riguardano ad esempio la strategia del web e i motori di ricerca, la Sicilia risulta tra le prime, mentre sull’Indicatore qualità delle strutture dell’ospitalità, l’isola è tra le prime dieci. Sicuramente le regioni che la precedono, come Toscana, Basilicata, Trentino, Lazio, Emilia-Romagna, hanno sistemi ricettivi polarizzati e meta di un turismo organizzato con forme industriali. Questo viene confermato dall’Osservatorio turistico dell’economia delle isole (Otie), che in un recente studio mostra che la Sicilia ha un sistema ospitale composto in gran parte dal comparto extra-alberghiero, prevalentemente costituito da soggetti che vi orbitano da poco tempo”.

Ci può fare un bilancio dell’estate 2020?
“E’ un bilancio ovviamente negativo, di fermo del turismo internazionale e del viaggio e ciò dipende in maggior misura dallo stop dei collegamenti aerei, ragione rilevante per le isole. Uno stop che ha comportato comunque un mantenimento, a luglio e ad agosto, del turismo domestico ovvero dei siciliani in Sicilia. L’isola è la prima regione in Italia per turismo regionale e questo ha tenuto grazie alla drastica riduzione del turismo outgoing, ovvero in uscita.
Interessante è rilevare come chi ospita abbia timore di non essere in regola con le nuove procedure e questo ha spinto ancora di più il mercato a preferire forme di ospitalità autonome in case ed alloggi in affitto. Tuttavia la voglia di andare in vacanza persiste comunque, soprattutto per le località balneari, anche se quest’estate la crisi è evidente, con dei risvolti diversi a seconda delle strutture ospitanti”.

Quali prospettive per il futuro?
“Quello che ci aspetta sarà la conseguenza di decisioni da parte delle compagnie aeree e degli aeroporti; ovvero le previsioni sui voli aerei e la tenuta delle compagnie aeree e dei grandi operatori. Guardiamo soprattutto ai Paesi che generano i grandi flussi turistici da noi in Sicilia: se ci saranno delle prenotazioni da quelle realtà per il 2021, entro fine anno, sapremo se avremo un segnale di ripresa.
Le stime dicono che il ritorno della domanda turistica ai valori iniziali, sarà lentissima e si prevede un recupero in tre anni, però sappiamo che operatori e compagnie di crociera hanno già aperto le prenotazioni per il prossimo triennio.
In Germania il Governo sta operando per salvare le grandi compagnie aeree ed i tour operator; in generale sono proprio le big company a preoccuparci perché in alcune parti del mondo hanno chiesto aiuti di stato o hanno dichiarato il fallimento”.

“Il 30 di agosto di ogni anno è normalmente il momento in cui gli imprenditori del settore analizzano i numeri per individuare il tasso di crescita rispetto all’anno precedente. Quest’anno invece si è fatto il contrario, contando quanto si fosse in negativo – ci dice Ornella Laneri, presidente di Confindustria Turismo Catania -. Non è un problema esclusivamente provinciale o regionale, bensì nazionale. Quest’estate non abbiamo registrato i flussi degli anni precedenti, ma solo delle piccole boccate d’ossigeno. Posso confermare un calo del 45% dei pernottamenti e dell’80% sul fatturato medio annuo”.

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