Le città si trasformano per diventare più verdi - QdS

Le città si trasformano per diventare più verdi

redazione

Le città si trasformano per diventare più verdi

martedì 15 Giugno 2021 - 00:00

Un progetto itinerante Mipaaf e Crea per promuovere la cultura green

Un’alberatura abbassa di almeno 20°C la temperatura dell’asfalto delle strade e di almeno 5°C la temperatura dell’aria in città, riducendo quindi il consumo energetico per il condizionamento delle abitazioni in estate.

Informazioni come queste sono alla base di una vera e propria “cultura del verde” come quella che intende promuovere il progetto Mipaaf Crea Verdecittà. “Città più verdi, più belle, più intelligenti” può essere l’auspicio e lo slogan del Crea di questo bel progetto, per le città italiane del futuro”, ha affermato Carlo Gaudio, presidente del Crea, in occasione del webinar “Verdecittà si presenta”.

Il progetto prevede che cinque piazze, in cinque città italiane, Bologna (protagonista della prima tappa che si è svolta dall’11 al 13 giugno), Palermo (25-27 giugno), Roma (16-18 luglio), Torino (3-5 settembre) e Padova (17-19 settembre), siano trasformate dagli esperti agronomi del Conaf, in collaborazione con i Comuni, all’insegna del verde: vere e proprie installazioni, progettate e realizzate su misura della città che le ospita, coniugando la bellezza della natura, i colori e i profumi con le ultime evidenze scientifiche da cui è emerso che i più rilevanti benefici in termini di ambiente e di benessere psico-fisico siano legati ad una scelta mirata delle piante più idonee.

L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici derivanti dall’inserimento di piante nei contesti urbani e dalla loro cura attenta e valorizzare il florovivaismo made in Italy, una eccellenza ancora poco conosciuta. Il progetto ha preso il via venerdì a Bologna ed è finanziato dal Mipaaf, coordinato dal Crea e organizzato da Padova Hall con il supporto scientifico del Conaf (Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali).

“Serve più verde nelle città e lungo le strade, perché dove c’è verde c’è vita e ci sono anche un ambiente qualitativamente migliore nonché maggior benessere. Quando una città è più verde cresce anche il tenore di vita”, ha detto GianPaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura del Senato. “Bisogna scegliere le specie giuste, adatte al contesto. Ma serve anche un piano di gestione che includa una rotazione continua programmata dei cambiamenti, perché un albero senescente non è più idoneo alla funzione per cui era stato piantato, ovvero l’ombra e l’assorbimento di Co2, ma rappresenta anche un pericolo e un dispendio di risorse”, ha aggiunto Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera.

Le città coprono solo il 3% della superficie terrestre, ma sono responsabili di oltre il 70% di tutte le emissioni di anidride carbonica (principalmente da edifici, energie e trasporti) e consumano il 78% dell’energia primaria mondiale. Su poco meno di 62 milioni di abitanti, oltre 51 vivono in centri urbani, mentre il 20% della popolazione italiana è concentrato in 4 grandi città. Inserire, quindi, il verde nei contesti urbani, pubblici o privati, è fondamentale in un’ottica di salvaguardia ambientale e di benessere collettivo.

Il verde urbano contrasta l’inquinamento, gli effetti dei cambiamenti climatici e gli eventi climatici estremi, rappresentando un filtro naturale contro agenti inquinanti e le polveri sottili: un singolo albero di medie dimensioni, in maturità, nel nostro clima e in contesto urbano, assimila in media tra i 10 e i 20 kg di anidride carbonica all’anno. Non solo. Abbassa di almeno 20°C la temperatura dell’asfalto delle strade e di almeno 5°C la temperatura dell’aria in città e gli edifici dotati di tetti verdi e di pareti verdi, hanno, rispetto agli altri, una temperatura interna di -4°C in estate e +5°C in inverno, riducendo i consumi energetici per il condizionamento e il riscaldamento. Aumenta, in aggiunta, la presenza di biodiversità in città e il benessere psico-sociale e la salute dei cittadini, oltre a migliorare l’immagine delle nostre città.

Infine, genera un incremento del valore degli immobili del +10-20% in presenza di aree verdi, rispetto a immobili analoghi in zone prive di verde.

PRIZZI
Borghi, Prizzi vince il bando per la rigenerazione dei territori

Il piccolo centro del Palermitano premiato dal Mic

Sono 8 i progetti vincitori dell’avviso pubblico “Borghi in Festival. Comunità, cultura, impresa per la rigenerazione dei territori”, 7 dei quali presentati da Comuni in rete e 1 singolarmente, per un totale di 52 Comuni coinvolti su tutto il territorio nazionale.

I progetti selezionati sono stati presentati dai seguenti Comuni capofila: • Comunanza, provincia di Ascoli Piceno (Marche) Puoun F.F. Festival – Filiere Futuro Festival del Piceno • Prizzi, provincia di Palermo (Sicilia) Sicani Creative Festival • Orani, provincia di Nuoro (Sardegna) Abitare Connessioni • Stregna, provincia di Udine (Friuli Venezia-Giulia) Ikarus – Integrazione, cultura, ambiente, rurale, sostenibile • Valloriate, provincia di Cuneo (Piemonte) Nuove visioni per nuovi mondi • Mulazzo, provincia di Massa e Carrara (Toscana) Lunigiana Land Art • Revine Lago, provincia di Treviso (Veneto) Sssch Festival • Roghudi, provincia di Reggio Calabria (Calabria) Arcadia – Progetto per la valorizzazione dell’area grecanica.

I borghi italiani costituiscono la spina dorsale del nostro Paese, dove si è formata parte considerevole della nostra identità – afferma il ministro della Cultura, Dario Franceschini -. Per questo il governo ha fortemente voluto un piano nazionale per il recupero di queste realtà, finanziandolo con un miliardo di euro nel contesto del Pnrr. Queste risorse verranno utilizzate per restaurarne gli spazi pubblici e gli edifici storici, migliorare i collegamenti fisici e digitali alle reti infrastrutturali nazionali, incentivare le iniziative imprenditoriali e commerciali nelle aree interne del Paese, incoraggiandone il ripopolamento già in atto”.

La direzione generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura – spiega una nota dello stesso Mic – ha potuto reperire ulteriori risorse per incrementare di 563.000 euro il budget inizialmente previsto di 750.000 euro, per un totale complessivo di 1.313.000 euro, in modo da permettere a tante differenti realtà, distribuite sul territorio italiano, di intraprendere progetti che puntino alla rigenerazione dei territori e che siano allo stesso tempo fortemente connessi alle comunità. Un ulteriore stimolo ai Comuni ad agire come una filiera, unendosi in rete e avviando partnership con enti istituzionali, privati, associazioni e cittadinanza attiva. Obiettivi strategici principali dell’avviso pubblico sono: la promozione e il sostegno della qualità e delle eccellenze dei territori dei borghi italiani; la costruzione di opportunità per il miglioramento socio-economico delle aree individuate, anche prevedendo l’incubazione di imprese culturali e creative innovative di comunità e promuovendo attività di rigenerazione urbana a medio e lungo termine; la promozione e il sostegno di contenuti innovativi nelle attività di educazione, formazione e sviluppo; il rafforzamento e l’integrazione dell’offerta turistica e culturale dei territori; lo sviluppo di un approccio progettuale integrato e pratiche innovative ed inclusive; l’incentivo di progettualità orientate alla sostenibilità, anche attraverso l’impiego delle nuove tecnologie.


Un progetto tra Catania e Malta per proteggere il nostro mare

Partnership tra gli Atenei per tutelare l’ambiente

Mitigare l’erosione della biodiversità marina dell’area transfrontaliera mantenendo e ripristinando gli ecosistemi e le aree protette. È l’obiettivo di un progetto, il ‘Sea Marvel – Save, Enhance, Admire MARine VErsatile Life’, che il dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’università di Catania, ente capofila, sta sviluppando in collaborazione con il Department of Biology/Conservation Biology Research Group dell’università di Malta nell’ambito del Programma Interreg V-A Italia-Malta.

Il progetto mira ad aumentare la consapevolezza dei rischi e mitigare gli effetti dell’inquinamento dalle plastiche, del declino delle popolazioni di specie marine, dell’invasione di specie aliene e degli effetti dei cambiamenti climatici per sostenere la protezione dei siti marini della Rete Natura 2000 con la collaborazione delle istituzioni e degli utenti del mare.

Nell’ambito del progetto gli esperti valuteranno da un punto di vista scientifico lo stato attuale delle specie vulnerabili e indicatrici come i cetacei e le tartarughe marine presenti nel canale siculo-maltese e promuoveranno gli interventi per identificare e ridurre le specie esotiche e la plastica nei Siti marini Natura 2000. Verranno inoltre utilizzati strumenti innovativi per formare giovani e dirigenti a un monitoraggio efficiente della biodiversità marina e alla raccolta dei rifiuti di plastica e per valutare le pressioni e i bisogni ambientali e socio-economici dell’area del Mediterraneo tra la Sicilia e Malta.

Attraverso Sea Marvel si punterà alla partecipazione delle nuove generazioni e delle comunità costiere per favorire l’adozione di stili di vita ecocompatibili e, attraverso il servizio ‘Sentinella del Mare”, rendere i pescatori e naviganti protagonisti dello sviluppo di piani di gestione sostenibili per affrontare in maniera integrata le tematiche come lo sfruttamento delle risorse ittiche e l’aumento delle pressioni antropiche nei nostri mari, i rischi legati ai rifiuti marini, e la sconosciuta resilienza della biodiversità.

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