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Scuole “clandestine” per i figli dei No Vax, fenomeno in aumento

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Scuole “clandestine” per i figli dei No Vax, fenomeno in aumento

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martedì 23 Novembre 2021

Decine di famiglie no Vax hanno deciso di ritirare i propri figli dagli istituti per provvedere da sole alla loro istruzione, creando scuole non ufficializzate senza regole anti-Covid

In Alto Adige è boom di scuole “clandestine” no vax.

La magistratura ha individuato 10 “scuole nel bosco”: bambini, sottratti all’insegnamento pubblico dalle famiglie, frequentano le lezioni nei boschi della val Aurina, alta val Venosta e Passiria.

Secondo l’indagine sono in tutto sono 629 gli alunni attualmente in home shooling, contro i 30 del periodo pre-pandemico.

La procura dei minori di Bolzano ha aperto un fascicolo sul boom dell’istruzione parentale. Decine di famiglie no Vax hanno deciso di ritirare i propri figli dagli istituti per provvedere da sole alla loro istruzione, creando scuole parentali non ufficializzate dove mascherine, distanziamento anti-Covid e vaccinazioni sono banditi.

Con una lettera alla sovrintendenza scolastica, la procura ha infatti chiesto di segnalare i casi in cui c’è il rischio di una “lesione allo studio”. Invito subito recepito dalla responsabile della scuola di lingua tedesca, Sigrun Falkensteiner, che ha avviato ispezioni mirate nei confronti delle famiglie che hanno ritirato i figli dal sistema scolastico per evitare mascherine in classe e aggirare le misure anti contagio. Al vaglio della procura ci sarebbe anche un video girato da un insegnante no vax sospeso che avrebbe ripreso la sua classe durante le lezioni all’aria aperta.

Il fenomeno “home schooling”, una tradizione in Alto Adige, pericolo emulazione per i No vax in altre parti d’Italia

In Alto Adige quasi 600 i bambini
fanno “homeschooling” per non doversi sottoporre alle misure
anti-contagio nelle scuole.

Prima della pandemia, tra i 30 e
i 50 bambini non sentivano mai la campanella e studiavano sul tavolo di cucina.
I motivi all’epoca erano particolari esigenze familiari oppure di
apprendimento. Nell’anno scolastico 2020/21, con i primi provvedimenti
anti-Covid, il numero è salito a 130, quest’anno il numero è letteralmente
“esploso”. Alcune di queste famiglie si sono organizzate in gruppi
per seguire, oppure far seguire assieme i loro figli, anche se di età diversa.

Non esistono dati ufficiali sulle
scuole ‘clandestine’, come sono state battezzate dalla stampa. Nessuno vuole
parlare con la stampa. “Abbiamo paura”, si giustifica un padre
interpellato dall’ANSA. “Dobbiamo tutelare i nostri figli, abbiamo visto
che le nostre parole vengono distorte a piacimento della politica”,
aggiunge e mette giù. Anche in paese nessuno vuole “fare la spia”.
“E’ vero, alcuni bambini, anche di paesi vicini, di certo meno di dieci,
si trovano in una casa per studiare assieme”, taglia corto un vicino. Si
mormora che li segua un insegnante no-vax sospeso dall’insegnamento, ma in
questo caso nessuna conferma e prova.

“I Comuni sono stati invitati a non mettere a disposizione dei locali, inoltre i sindaci e l’ispettorato del lavoro seguono la questione con molta attenzione”, spiega la direttrice della scuola di lingua tedesca in Provincia di Bolzano, Sigrun Falkensteiner.

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