Covid, Bonaccini agli scienziati, "Per un po' state zitti" - QdS

Covid, Bonaccini agli scienziati, “Per un po’ state zitti”

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Covid, Bonaccini agli scienziati, “Per un po’ state zitti”

lunedì 15 Febbraio 2021 - 06:23

Polemiche sulla mancata riapertura degli impianti di sci. Il presidente della Conferenza delle Regioni, "discutiamo di più tra di noi, nei luoghi dove bisogna discutere e poi la politica prende le decisioni"

“Io dico anche agli epidemiologi, agli esperti, ai virologi, un po’ meno interviste: discutiamo di più tra di noi, nei luoghi dove bisogna discutere e poi la politica prende le decisioni”.

E’ l’appello del governatore dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini dopo la delusione seguita alla mancata riapertura degli impianti di sci, con gli imprenditori del settore che considerano la stagione invernale ormai finita e chiedono ristori immediati, altrimenti “tutto il comparto andrà in fallimento”.

“Ci sentiamo presi in giro di fronte a tutto quello che abbiamo speso in vista di un’apertura che non ci sarà – dice l’Anef, che rappresenta gli esercenti delle funivie – e ormai la stagione è saltata. Siamo il settore più penalizzato: da dodici mesi senza un euro di incasso ma con spese e stipendi da pagare”.

Ma il problema, secondo Bonaccini, riguarda anche il metodo con cui la decisione di non riaprire è stata comunicata.

“Io non faccio riferimento a questo o a quell’esperto – ha dichiarato stamattina il Governatore – non mi permetterei mai. Io dico, in generale, un po’ meno interviste e un po’ più di lavoro laddove si deve discutere. Se no le persone non capiscono più nulla e questo non è accettabile Le persone sono in difficoltà ci sono categorie economiche che rischiano”.

“Ci vuole cautela – ha concluso Bonaccini -: non succeda mai più che si prendano decisioni poche ore prima di qualcosa che era stato detto che si poteva essere. C’è rabbia. Spero sia l’ultima volta, non è più tollerabile. Apprenderlo poche ore prima, oltre al danno c’è la beffa. E’ inaccettabile”.

In realtà gli scienziati si muovono sulla base di dati che cambiano spesso di ora in ora. Ma Ricciardi, che parlando ieri in tv ha sottolineato la necessità che la politica dica “la verità”, ha affermato: “Che non avremmo riaperto lo diciamo da ottobre”.

Il presidente dell’Emilia-Romagna c’è rimasto male per aver appreso “dalle agenzie di stampa cosa sia successo”, sottolineando “i cittadini non capiscono più nulla”.

“Non entro nel merito – ha aggiunto – non sono uno scienziato e al primo posto viene e verrà sempre la tutela della salute, ma quel che è accaduto non è più tollerabile”.

Ossia il rinvio dell’apertura “Dopo che – ha aggiunto – la settimana scorsa il Cts ha dato il via libera alla riaperura degli impianti per le regioni in zona gialla, dopo che abbiamo lavorato come Regioni, insieme ai gestori degli impianti ai locali, per riaprire le piste da sci con delle regole ancora più stringenti rispetto a prima e abbiamo fatto validare le nuove linee guida”.

Inoltre, ha detto ancora Bonaccini, “solo pochi giorni fa abbiamo detto noi presidenti che non volevamo la riapertura degli spostamenti tra regioni nemmeno in zona gialla per essere il più restrittivi possibile”.

Il problema è che ci sono “gestori e imprenditori che hanno lavorato per rimettere a posto le piste, per assumere un po’ di personale, prenotazioni e forse già acquisti di skipass, abbonamenti, ticket, prenotazioni alberghiere”.

“Ora – ha concluso – va bene tutto, ma apprenderlo poche ore prima che riaprano le piste… Insomma, oltre al danno c’è la beffa”.

“Nel merito – ha concluso – non ci permettiamo di giudicare, perché è giusto tutelare la salute delle persone. Ma non si può arrivare a poche ore prima della riapertura”.

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