Etna, si allarga la Dop dell’olio extravergine d’oliva - QdS

Etna, si allarga la Dop dell’olio extravergine d’oliva

Biagio Tinghino

Etna, si allarga la Dop dell’olio extravergine d’oliva

Biagio Tinghino  |
mercoledì 04 Maggio 2022 - 09:16

Il disciplinare di produzione è stato esteso a un vasto comprensorio. Il presidente del Consorzio di tutela, Catania: “Un risultato fondamentale per l’intera filiera olivicola”

RAGALNA (CT) – Sull’Etna la “cultura dell’olio”, è parte integrante e preponderante della cultura delle sue genti. Oggi il terreno vulcanico e la prevalenza di clima soleggiato, fresco e ventilato, costituiscono un caso unico capace di conferire tipicità all’olio etneo, riconoscibile come vero e proprio frutto di questo territorio vitale e generoso. Le tradizionali sistemazioni a terrazze e i muretti a secco in pietra lavica, poi, ne segnano in modo inconfondibile il paesaggio. Si è svolto, presso l’enoteca di Ragalna, un momento di confronto e di prospettive future sul valore dell’olivicoltura etnea tra sostenibilità, produzione e mercato. La Dop “Monte Etna” ricadrà in un vasto comprensorio che circonda ad anello il Vulcano Etna comprendendo pure quattro comuni del messinese e uno dell’ennese.

“Con il nuovo disciplinare si propone l’allargamento del territorio ad altri 25 Comuni alle pendici dell’Etna – ha dichiarato il presidente del Consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva Dop Monte Etna, Giosuè Catania -, si delimita l’intero territorio amministrativo dei comuni inclusi e si modificano alcuni parametri acidici che rendevano difficile la certificazione dell’olio a Dop in gran parte del territorio”.

Il Consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva Dop Monte Etna è nato nel 2007

Il Consorzio di tutela dell’olio extravergine di oliva Dop Monte Etna è nato nel 2007. Oggi conta circa 45 soci tra olivicoltori, confezionatori e trasformatori. “Un risultato fondamentale per l’intera filiera olivicola olearia del territorio delimitato – ha aggiunto il presidente -. All’omologazione dei prodotti globali dai gusti e dai sapori neutrali, contrapponiamo la qualità delle produzioni di origine e provenienza certa, la differenziazione e l’esaltazione dei gusti, la salvaguardia delle tradizioni e delle specificità territoriali. I produttori olivicoli etnei finalmente potranno puntare a certificare la loro produzione per affermare la qualità del prodotto in un mercato importante che riconosce la ricchezza del Vulcano Etna e del suo olio”.

La zona di produzione comprende il territorio amministrativo dei seguenti Comuni: Provincia di Catania: Aci Bonaccorsi, Acireale, Aci S. Antonio, Aci Catena, Acicastello, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Camporotondo Etneo, Castiglione di Sicilia, Catania, Fiumefreddo, Giarre, Gravina di Catania, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Mascali, Mascalucia, Milo, Motta S. Anastasia, Nicolosi, Paternò, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Santa Maria di Licodia, Sant’Agata li Battiati, Sant’Alfio, San Giovanni La Punta, San Gregorio, San Pietro Clarenza, Misterbianco, Santa Venerina, Trecastagni, Tremestieri, Valverde, Viagrande, Zafferana Etnea, Riposto. Provincia di Enna: Centuripe. Provincia di Messina: Malvagna, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone, Santa Domenica Vittoria.

“Un riconoscimento arrivato dopo un lungo lavoro di tessitura in continuo contatto con il Ministero, la Commissione Europea che ha portato, dopo anni, alla definizione dell’iter – ha concluso Catania -. Adesso si lavori ad una strategia promozionale che sappia esaltare e saldare in un inscindibile connubio qualità del prodotto di eccellenza e l’identità del territorio di appartenenza, con sua ricchezza artistica, culturale e paesaggistica sovrastato dal grande vulcano Etna. Una strategia promozionale che sappia rivolgersi ad un consumatore sempre più attento ai contenuti nutrizionali ed esigente sul profilo organolettico”.

L’olio dell’Etna definito a ragione “il principe della tavola”

L’olio dell’Etna, definito a ragione “il principe della tavola”, è apprezzato dagli esperti per il suo profilo organolettico caratterizzato dalla vivacità del fruttato di oliva e delle note erbacee, accompagnate da sentori di carciofo, pomodoro verde, talvolta di mandorla fresca e per la gradevole sensazione di amaro e piccante.

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