Il Museo Guzzone di Militello: un Polo culturale custodito all’interno di uno scenario mozzafiato - QdS
28 Febbraio 2025

Il Museo Guzzone di Militello: un Polo culturale custodito all’interno di uno scenario mozzafiato

Il Museo Guzzone di Militello: un Polo culturale custodito all’interno di uno scenario mozzafiato

Enza Bruno  |
mercoledì 22 Gennaio 2025

Il sito fa parte della Rete dei Musei Comunali della Sicilia, promossa dall’Anci Sicilia

Con il Museo Guzzone di Militello in Val di Catania continuiamo le pubblicazioni dedicate alla Rete dei Musei Comunali della Sicilia, promossa dall’Anci Sicilia. Il progetto, al quale aderiscono circa cento Comuni e duecento siti museali, si pone l’obiettivo di far conoscere beni culturali, spesso sconosciuti e poco fruiti, ricchi di opere di pregio e di peculiarità che identificano il territorio, le tradizioni e il substrato storico-culturale dei suoi abitanti.

Il Museo Sebastiano Guzzone

Il Museo-Pinacoteca Sebastiano Guzzone di Militello in Val di Catania sorge all’interno dell’antico convento di San Domenico. L’intero edificio è rimasto in disuso fino al 2006, quando il 1° agosto è stato ufficialmente inaugurato il Museo-Pinacoteca nel piano superiore, mentre il pian terreno è destinato alla Biblioteca popolare Angelo Majorana. Nell’atrio d’ingresso è subito possibile ammirare un affresco settecentesco raffigurante una Deposizione di Cristo del XVIII secolo di autore ignoto, proveniente dalla chiesa di San Benedetto Abate, un cartone per affreschi del pittore militellese Giuseppe Barone raffigurante l’Incoronazione e una Mappa di Militello di fine XIX secolo.

Al piano superiore si trova la galleria intitolata all’artista militellese Giuseppe Barone. Qui si mostrano da sinistra in tutto il loro splendore le seguenti opere ritrattistiche novecentesche, raffiguranti, per la maggior parte, uomini illustri di Militello: Autoritratto, Nella (Ragazza con fiore), Portale di Santa Maria La Vetere, i ritratti di Pietro Carrera, Francesco Laganà Campisi, Vincenzo Natale, Salvatore Majorana Calatabiano, Giuseppe Majorana Calatabiano e Giuseppe Musumeci Ristagno. Vediamo poi: Ragazza al Balcone, Testa di vecchio, Paesaggio, un cartone per affresco raffigurante La fede ed un mezzo busto bronzeo raffigurante lo stesso Barone, fatto realizzare dal Comune di Militello. Da destra invece, si possono ammirare i seguenti cartoni per affreschi: Madonna, Santa Lucia, Deposizione, Profeta, Altro Profeta, Angeli, Scena Sacra ed Altri Angeli. Si accede poi alla Sala Branciforti o del Seicento, nella prima stanza dell’ala di sinistra, dove campeggiano due ritratti di autore ignoto raffiguranti il marchese di Militello Don Francesco Branciforti e la sua consorte Donna Giovanna D’Austria, una teca in legno e vetro che custodisce al suo interno la spada e la daga da duello del principe, due ricostruzioni fisionomiche del principe Branciforti ricavata dai suoi resti mortali e realizzata dal professor Francesco Mallegni dell’Università di Pisa, l’attestato ufficiale con il quale il Comune di Militello in Val di Catania viene inserito nel 2002 nella prestigiosa Heritage List (Lista del patrimonio dell’Unesco), il bassorilievo originale raffigurante la Ninfa Zizza, proveniente dall’omonima fontana secentesca sita nell’atrio del castello ed una Bolla Papale del XV secolo. Successivamente hanno preso posto un bassorilievo raffigurante Pietro Carrera e un quadro settecentesco di Francois Boucher dal titolo “I due bambini”.

Museo Guzzone di Militello Val di Catania

Altra sala di enorme interesse storico-artistico è certamente quella intitolata all’artista ottocentesco Sebastiano Guzzone (1856-1890). Qui si possono ammirare le seguenti opere: Ritratto di donna del 1889 raffigurante probabilmente la moglie, donna Gaetanina Baldanza, dove il fermo disegno di impianto neoclassico, ingentilito dalla straordinaria morbidezza delle pennellate, si scioglie in libere macchie nella figurazione degli abiti, con esiti echeggianti le ricerche coeve in Toscana ed a Napoli; Madonna della Stella e sette disegni giovanili (bozzetti) raffiguranti tre Teste, l’abbozzo di un Dito, l’abbozzo di una Faccia, un Nudo e uno Studio per Madonna; Martirio di Santa Caterina, bozzetto su cartone per una pala d’altare, non firmato ma attribuibile al Guzzone per i passaggi tonali morbidi che costruiscono i lineamenti del volto; Apollo, matita su cartone; una foto che ritrae il Guzzone davanti al carro allegorico che egli aveva realizzato insieme ad Ernesto Basile di Palermo ed a Franciamore di Mussameli, per il carnevale romano del 1885, in rappresentanza della Sicilia. Il carro era trainato da tre pariglie di bianchi buoi con le corna dorate e guarniti di ricche gualdrappe infiorate. In esso era rappresentata una conca che reggeva una figura slanciata di donna biancovestita, che alcuni dicevano che raffigurasse la Sicilia libera dal giogo borbone, poiché tutti i costumi dei partecipanti era del tempo dei Vespri siciliani. Nel suo insieme esso rappresentava insieme all’aquila, la regale Palermo. Nella foto inoltre si possono distinguere il Guzzone stesso, il presidente del comitato comm. Laganà, Basile, Franciamore e sopra il carro il presidente della camera di commercio di Messina.

Oltre alle opere del Guzzone, nella sala a lui intitolata possiamo ammirare: un Mezzo busto bronzeo raffigurante il senatore Salvatore Majorana Calatabiano, realizzato a Roma nel 1951 dallo scultore S. Assenza e commissionato dal Comune di Militello; una Natura Morta di Emanuele Di Giovanni (sec. XX); una tela di Giuseppe Sciuti raffigurante Il console Cornelio (sec. XIX); due Angeli oranti in bassorilievo del 1889 su rispettive cassapanche; un’acquasantiera; un Diploma della “Reale Associazione dei benemeriti antichi”, conferito al Guzzone per meriti artistici, il 14/07/1876; un Diploma di ammissione alla “Scuola libera del nudo del Regio” istituto delle Belle Arti di Roma, conferito al Guzzone in data 10/12/1874; una vasta sezione di Reperti etno–antropologici; una ricca Sezione fotografica, all’interno della quale spiccano per importanza due foto che ritraggono la moglie del Guzzone, donna Gaetanina Baldanza, realizzate dal grande fotografo francese Nadar, in occasione di un romantico viaggio a Parigi dei due coniugi; un’ampia sezione di immagini sacre realizzate da Fagone e dal Culosi Nella Sala degli antichi ingegneri. Qui è ospitata una originalissima collezione di documenti e di disegni, che ci permette di seguire la storia dei lavori pubblici e degli interventi privati a Militello tra la fine dell’Ottocento ed i primi decenni del Novecento.

Nella Sala dei Moderni, vediamo alcune pregevoli opere dell’artista locale Antonio Cannata e alcuni studi del noto designer di origine militellese Emanuele Nicosia. Sempre nella medesima sala è possibile ammirare due stupende opere dello scultore catanese Dino Cunsolo, raffiguranti un Apollo Musagete (XXI sec.) e un Apollo e Le Muse (XXI sec.).

Nella Sala Salvo Basso, intitolata al poeta scordiense spentosi prematuramente nel 2002 e che tanto amava la città di Militello, sono presenti piccoli gioielli di poesia visiva, realizzati col mezzo fotografico e con la tecnica del collage.

Nella Sala Santo Marino è ospitata una ricca collezione di uno dei più interessanti maestri dell’espressionismo mediterraneo, operanti nella Sicilia della seconda metà del Novecento. Qui sono esposti quadri, manifesti, il Ritratto di Pietro Nenni e alcune opere degli anni Ottanta di grande interesse.

Chi era Sebastiano Guzzone

Sebastiano Guzzone nacque a Militello in Val di Catania il 13 sett. 1856, da Giuseppe, proprietario terriero, e da Maria Sangiorgi. Sin da bambino mostrò una precoce attitudine per la pittura e il disegno, incoraggiata dai familiari e in particolare dallo zio prete, don Rosario Guzzone, che lo affidò a un incisore locale, tal Salvatore Grande, per un primo apprendistato. Nel 1869 il G. si trasferì a Roma dove fu dapprima a scuola di disegno da Filippo Casabene, mediocre pittore di origine siciliana e restauratore presso la Galleria Borghese, esercitandosi nel copiare i maestri del Cinque e Seicento, in particolare Guido Reni, il Domenichino (Domenico Zampieri) e il Guercino (Giovanni Francesco Barbieri). A partire dal 1871 per circa tre anni si iscrisse con profitto ai corsi dell’Accademia di S. Luca e successivamente alla scuola libera del nudo del Regio Istituto di belle arti.

Intorno al 1878 aprì uno studio in via Margutta e iniziò a frequentare il Circolo artistico, dove strinse amicizia con Maccari, De Sanctis e Joris, riscuotendo i primi apprezzamenti per le sue opere anche negli ambienti aristocratici e mondani della capitale. Già nel 1881 espose alla VI Mostra dell’Associazione degli acquerellisti di Roma (Il premio della giostra consegnato dalle dame, Studio di una giovane, Studio di un ciociaro, oggi dispersi), della quale fu socio effettivo fino alla morte. Per il Carnevale romano del 1885 il Guzzone progettò, insieme con Basile e Frangiamore, un grande carro allegorico che raffigurava la Sicilia e le sue province, intitolato Conca d’oro, assai lodato nelle cronache giornalistiche del tempo.

Sono ricordati dai biografi i suoi frequenti soggiorni in Umbria (soprattutto ad Assisi) e in Toscana, documentati da moltissimi studi dal vero, le sporadiche visite ai familiari in Sicilia e una serie di viaggi di studio in Italia, in Francia e in Inghilterra, nell’estate del 1878 e nell’autunno del 1883. Alla fine degli anni Settanta si affermò come abile ritrattista e pittore di genere, con una spiccata predilezione per i soggetti storici e letterari, ma soprattutto come acquerellista di notevole talento e di grande perizia coloristica, spinta ai limiti del virtuosismo. Nel 1887 partecipò all’Esposizione nazionale di Venezia con Studi dal vero, Meditazione, Procedamus in pace, Morte del Petrarca. Quest’ultimo dipinto, premiato con una medaglia d’oro, ora in possesso degli eredi, è concordemente riconosciuto come la sua prova più impegnativa e matura, caratterizzata dall’attenta resa veristica e da uno stile fluido e sciolto.

Le dichiarazioni del sindaco Burtone

“Il Museo Guzzone – ha affermato il primo cittadino di Militello in Val di Catania, Giovanni Burtone – è una fra le più belle espressioni culturali della nostra cittadina. Contiene opere contemporanee di grande valore, realizzate prevalentemente da autori autoctoni. L’impegno della mia Amministrazione è orientato a mettere insieme varie anime artistiche implementando il numero delle opere già in esposizione. L’obiettivo primario di questi progetti è valorizzare il nostro tessuto urbano attraverso opere di risanamento che coinvolgeranno anche il Museo di arte sacra San Nicolò “ e il tesoro di Santa Maria della Stella, localizzato nelle relative chiese, preziosi esempi d’arte tardo-barocca del Val di Noto, già monumenti nazionali, che sono stati dichiarati, nel 2002, dall’Unesco patrimonio dell’umanità”.

“Ci auguriamo – ha concluso – di avere un buon piazzamento nella XII edizione del Borgo dei Borghi 2024/2025, dove Militello rappresenterà la Sicilia, con il fine di aumentare il numero dei nostri visitatori e ampliare l’offerta turistica trasformandola in un vero e proprio volano per l’economia cittadina. Militello è un centro ricchissimo di beni architettonici e ambientali. Considero infatti una perla naturalistica le cascate dell’Oxena, magnifiche cadute d’acqua naturali, situate nel territorio di Militello e incastonate in un canyon di origine lavica. Un luogo magico, ideale per gli escursionisti, situato attorno al fiume (un affluente del fiume Trigona) che si circonda di ulivi, querce, oleandri e ficodindia creando un vero e proprio spettacolo naturale”.

Enza Bruno
addetto stampa Anci Sicilia

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