Una nuova speranza spagnola per il campo da golf taorminese - QdS

Una nuova speranza spagnola per il campo da golf taorminese

Massimo Mobilia

Una nuova speranza spagnola per il campo da golf taorminese

mercoledì 15 Settembre 2021 - 00:45

Dopo anni di controversie giudiziarie la catena di alberghi Melia Hotels sembrerebbe interessata a rilevare la proprietà dei terreni e realizzare così una delle grandi incompiute

TAORMINA (ME) – Un nuovo interessante capitolo si aggiunge alla storia di una delle maggiori incompiute tra le infrastrutture di Taormina: il campo da golf di contrada Vareggio. Un nuovo contendente sarebbe pronto a rilevare la proprietà dei terreni. Si tratta della società spagnola Melia Hotels, catena di alberghi tra le più grandi al mondo, operanti nel settore dei resort di lusso.

Torna così d’attualità la realizzazione di questa importante infrastruttura sportiva, inseguita da quindici anni, sin dal 2006, quando iniziarono i lavori che si sarebbero dovuti concludere dopo tre anni, su un terreno di 76 ettari in contrada Vareggio, vicino alle sponde del fiume Alcantara, nel territorio della frazione di Trappitello. Gli interventi portarono alla realizzazione di un complesso residenziale che avrebbe dovuto ospitare almeno 150 camere d’albergo, come cornice ai campi da gioco. I cantieri però vennero bruscamente interrotti nel 2011, dopo una pesante alluvione che causò grossi disagi in zona, forse anche a causa di manovre improprie effettuate su quei terreni durante gli scavi. Ne nacque una contesa legale tra la Off Side (società proprietaria dei campi) e il ministero per lo Sviluppo economico, che aveva stoppato i finanziamenti per probabile dissesto idrogeologico. Contesa in cui poi, in primo grado, il Mise venne condannato a confermare il finanziamento di circa 19 milioni di euro quale incentivo per area classificata “depressa”.

La questione è rimasta comunque insoluta, fino a quando lo scorso anno la Guardia di Finanza ha sottoposto a sequestro giudiziario proprio l’area in cui sarebbe dovuto sorgere il campo da golf, nell’ambito delle indagini relative al crac della Tecnis. Pare che alcuni dirigenti della ditta catanese di costruzioni, componenti anche del Cda della Off Side, avrebbero procurato in maniera illecita dei trasferimenti di fondi proprio a favore di società collegate alla realizzazione del golf taorminese e di un altro campo previsto nella zona di Carlentini. Opere peraltro, come detto, finanziate con risorse stanziate dal ministero per lo Sviluppo economico. Insomma, la bancarotta fraudolenta della Tecnis è stata l’ultimo ostacolo sulla strada per la realizzazione di questa infrastruttura attesa a Taormina da oltre un decennio.

Adesso, essendo anche scadute le concessioni edilizie che il Comune aveva ceduto, così come l’ultima convenzione risalente al 2014, si affacciano all’orizzonte i nuovi pretendenti di Melia Hotels. Palazzo dei Giurati non potrà avere voce in capitolo nella trattativa privata, ma dovrà entrare in gioco nel momento in cui dovranno essere riformulate le concessioni, preliminari alla riapertura dei cantieri. A quel punto sarà importante riconfermare la destinazione d’uso dell’opera ed evitare la speculazione edilizia, confermando le attuali volumetrie.

Altro aspetto importante sarà quello di mantenere l’accordo che a suo tempo era stato preso con i vecchi costruttori per le opere compensative, tra le quali la realizzazione della nuova scuola nella vicina contrada di Santa Filomena. Diciotto classi su tre piani che sarebbero una manna dal cielo per l’Istituto comprensivo di Trappitello, attualmente in gran parte inagibile e per il quale il Comune non riesce a trovare finanziamenti.

Taormina guarda quindi con speranza all’esito positivo delle trattative, anche sul fronte turistico per il quale il futuro campo da golf (secondo studi di settore pre-Covid) andrebbe a generare un incremento di almeno 350 mila presenze soltanto nei mesi invernali, costituendo una concreta prospettiva di destagionalizzazione, e un incremento annuale delle presenze tra il 15 e il 20%.

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