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Recovery: “Progetto di lustro”, 5 azioni per una rinascita green

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Recovery: “Progetto di lustro”, 5 azioni per una rinascita green

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martedì 23 Marzo 2021 - 18:04
Recovery: “Progetto di lustro”, 5 azioni per una rinascita green

Dossier di 15 associazioni. Rossella Muroni, deputata e capogruppo di FacciamoEco alla Camera: "Bisogna investire con lungimiranza".

Si chiama “Progetto di lustro” ed è un dossier che contiene cinque priorità di azione, progetti immediatamente cantierabili, “per un vero Rinascimento Green” del Paese, per decarbonizzare alcuni dei settori che più contribuiscono alle emissioni di gas serra – il patrimonio edilizio, la mobilità e la produzione – e per “favorire l’inclusione e giustizia sociale, per costruire un Paese resiliente dove vivere in sicurezza, senza che il territorio sia una minaccia alla salute o alla vita, risanando territori inquinati e affrontando il rischio idrogeologico”.

E’ stato elaborato da una quidicina di associazioni e organizzazioni ambientaliste, sociali e di lotta per i diritti, ed è rivolto al governo affinchè i progetti che sottoporrà a Bruxelles per il Recovery Plan diano la priorità a questi “progetti faro”:  “Solo investendo bene i fondi del Recovery l’Italia potrà compiere quella svolta di cui abbiamo urgente bisogno” è stato spiegato.

Il dossier – illustrato da Rossella Muroni, deputata e capogruppo di FacciamoEco alla Camera, Annalisa Corrado, co-portavoce di Green Italia e portavoce di Rinascimento Green, e Mattia Santori, portavoce 6000 Sardine – contiene quindi “cinque progetti faro, cinque principi per l’applicazione del fondo “Next Generation Eu” e cinque linee guida per indirizzare il lavoro del governo, in modo che, tra cinque anni – è stato spiegato durante un incontro con i giornalisti alla Camera e on line – “potremo concretamente misurare il nostro grado di soddisfazione rispetto all’impegno e ai risultati ottenuti per l’interesse comune e la collettività”.

“Bisogna impiegare i fondi europei con lungimiranza – ha spiegato Muroni – pensando alle future generazioni. Sono progetti con prospettive ventennali ma immediatamente cantierabili”. Mattia Santori ha rilevato che con questo progetto “si chiude un cerchio, perchè nasce da un’indagine su migliaia di persone, con la raccolta di esperienze e ora puntiamo alle prime assemblee su scala regionale sui temi del clima e dell’inclusione, con un confronto con rappresentanti delle istituzioni”, perchè “non esiste transizione nè democrazia senza partecipazione e decisione”.

In particolare, i progetti puntano a “ridurre sensibilmente le nostre emissioni e spendere meno in energia” (con efficientamento energetico delle abitazioni e del sistema produttivo, reddito energetico, comunità energetiche), “cambiare il nostro modello produttivo e di consumo” (industria, imprese, agricoltura: conversione nella logica della filiera e dell’economia circolare, abbassamento delle emissioni), “muoverci più facilmente, di meno, senza inquinare e senza magari possedere una macchina” (elettrificazione della mobilità e incremento della rete ferroviaria), “scuole e università sicure e moderne, che non inquinino, e che preparino i giovani alle sfide del futuro (investimenti in ricerca, intervento di riqualificazione delle strutture), “vivere in sicurezza, senza che il territorio sia una minaccia alla nostra salute o alla nostra vita, costruiamo resilienza” (ristoro dei territori inquinati, a rischio idrogeologico).

Lorenzo Fioramonti, della componente FacciamoECO – Federazione dei Verdi, ha rilevato l’importanza di “ricette monitorabili in 5 anni” considerando che “il mondo e il nostro Paese sono 50 anni indietro” rispetto al problema del cambiamento climatico e all’obiettivo di “emissioni zero fra 6 anni 280 giorni. Non possiamo aspettare la transizione fra 30 anni, dobbiamo agire immediatamente con ricette verificabili” e infine ha osservato che “eco” sta per “ecologia ma anche economia, e che la transizione è utile per l’ambiente e per l’economia, per il futuro del lavoro e deve trasformarsi in una transazione. La transizione deve essere giusta”.

Le associazioni che hanno elaborato il dossier sono Rinascimento Green, 6000 sardine, Arci, Associazione le réseau, Eumans, Focsiv, Fondazione Grameen Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Green Italia, Legambiente, Kyoto Club, Movimenta, Pop, Slow Food Italia e Youth Network.

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