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Un giorno al Museo con QdS, alla scoperta del Castello Ursino di Catania

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Un giorno al Museo con QdS, alla scoperta del Castello Ursino di Catania

Dario Raffaele  |
sabato 26 Febbraio 2022 - 13:24

Inizia oggi un tour guidato (in diretta sulla pagina Facebook del QdS) alla scoperta dei musei e i siti archeologici della Sicilia. Prima tappa il Castello Ursino di Catania

Iniziamo oggi un percorso all’interno dei musei e dei siti archeologici siciliani che vogliamo fare entrare all’interno delle case (o meglio dire dei telefonini) di siciliani e visitatori virtuali da ogni angolo del mondo.

Dopo due anni segnati dalla pandemia e dopo mesi di chiusura dei beni culturali, riteniamo che la Cultura possa essere una delle leve di sviluppo e di rilancio per l’economia della Sicilia.

“Un giorno al museo”, una diretta Facebook “raccontata” da guide turistiche professioniste vuole dare l’opportunità a tutti di conoscere le nostre bellezze e vuole essere un invito a visitarle di persona. Iniziamo il nostro tour virtuale nel mondo dei beni culturali dal Castello Ursino di Catania.

Il Castello Ursino, orari di apertura

Il Museo civico Castello Ursino, in piazza Federico II di Svevia a Catania, è aperto dal lunedì alla domenica dalle ore 9,00 alle ore 19,00 (vendita ultimo biglietto un’ora prima della chiusura).

La costruzione del Castello

Tra la fine del 1239 e l’inizio del 1240, Federico II di Svevia dà il via alla costruzione del Castello Ursino, affidata al “praepositus aedificiorum” Riccardo da Lentini. Con una lettera datata 24 Novembre 1239, l’imperatore invitava i catanesi a versare una somma di duecento once in oro per la costruzione del castello ed i lavori iniziarono da lì a breve, incalzati da una possibile rivolta cittadina.

La costruzione del Castello Ursino faceva parte di un ampio progetto di fortificazione avviato già negli anni precedenti nella Sicilia orientale da Federico II. Nonostante le difficoltà economiche imponessero in quegli anni l’interruzione dei lavori in gran parte degli altri castelli siciliani, il castrum catanese fu costruito in breve tempo su di un promontorio che si affacciava sul mare ma che dominava altresì il centro urbano. Non più isolata roccaforte, ma vera “struttura” urbana a presidio della città, in relazione con la sua configurazione ed il suo sviluppo.

Difficile, per chi lo visita oggi, immaginarne l’originaria collocazione strategica. L’eruzione del 1669 modificando il rapporto dell’edificio con il terreno e la sua posizione all’interno del tessuto cittadino ne snatura l’originaria vocazione. La colata lavica lo circonderà lasciando pressoché intatta la struttura ma distruggendone la funzionalità militare. Viene alterata anche la visuale del Castello, reso meno imponente dal “livellamento” del terreno.

Cosa è visitabile oggi

Sono visitabili il piano terra del Castello, il cortile e alcune sale del primo piano

Il Museo Civico è sorto grazie alle donazioni di illustri collezionisti privati catanesi, rappresenta quindi una testimonianza della storia culturale della città.

All’interno del museo si possono ammirare opere già dalla prima sala d’ingresso, la sala delle Armi, proseguendo un ascensore o delle ampie scale fanno accedere ai due piani superiori, al primo si trova la grande Pinacoteca, al secondo livello, un Open space, oltre ad ospitare altri percorsi museali, Numismatica, disegni ed incisioni dell’architetto Sebastiano Ittar, macchine tessili di una fabbrica catanese dell’800, e ancora opere pittoriche e scultoree, si apre in fondo alla sala una vista dall’alto con sfondo l’Etna e i tetti della città.

Prezzi e visite guidate

Il prezzo del biglietto è di € 6,00, ridotto € 3,00; scuole € 2,00;

Visite guidate per gruppi e scuole su prenotazione, telefonando al numero 095345830. Le scuole sono invitate a concordare preventivamente giorno e ora della visita per poter usufruire della visita guidata su vari percorsi tematici.

Con la cultura si “mangia”

“La cultura è un volano che ha un ritorno economico incredibile, – ci dice Giusy Belfiore, presidente Associazione Guide Catania, che ci ha accompagnato nella guida al Castello Ursino – oggi si può considerare tra le poche risorse disponibili in un territorio come quello siciliano. La cultura muta in maniera abbastanza veloce in turismo e la Sicilia ha grandi potenzialità da questo punto di vista perché è capace di coniugare arte e risorse naturali.

In Sicilia – continua Giusy Belfiore – abbiamo il più alto numero di siti Unesco in Europa. Ora è giunto il momento di iniziare a investire in maniera seria e programmata perché la trasformazione da bene artistico a bene turistico avvenga in maniera veloce, razionale e ordinata con servizi di qualità e con la messa in rete di tutti i siti. L’effetto moltiplicatore arriva anche e soprattutto dalla qualità dei servizi offerti, più i servizi sono qualificati più la domanda sarà alta. Per questo – conclude la guida – non c’è più tempo da perdere. Occorre investire nella cultura”.

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