Allons enfants… - QdS

Allons enfants…

Pino Grimaldi

Allons enfants…

sabato 03 Dicembre 2022 - 08:35

…de la patrie le jour de gloire est arrive! E tra manate sulle spalle ed abbracci mentre camminavano, che han fatto traballare, e più volte, il povero vecchio Biden, Emmanuel Macron Presidente della Repubblica Francese in visita negli Usa ha suggellato la “nouvelle alliance” tra i due Paesi (NATO inclusa?) con suono in sottofondo della Marsigliese, annunziando una “Conferenza di pace” il prossimo 13 Dicembre da intendere, immagino, quale dono a Bambin Gesù che nasce e cancella gli insulti russi al Papa, al quale hanno ufficialmente detto che ciò che dice non è “cristiano”.

Biden preso di contropiede ha cercato con gli occhi la Harris e non trovatala ha abbozzato alla proposta francese che ha fatto sbellicare dalle risate i Paesi di osservanza Comunista: Cina in testa.
Macron gioca grosso. Sa perfettamente che chiusasi l’era Merkel, che non dava spazio ad alcuno e per la lunga militanza al di là della cortina di ferro e per la indiscussa capacità diplomatica (pur sempre anteponendo il “quia sum leo”), oggi in Europa a torto o ragione può anche fare il galletto.

Ha dalla sua parte il seggio con diritto di veto all’Onu, presiede in modo atipico la Francia (praticamente Capo di stato e quasi primo ministro), è circondato negli altri due importanti Paesi da uno Scholz che ha tutta l’aria di badare alla meglio alla Germani e una Italia con un Presidente rieletto sì, ma che non ama esporsi più di tanto per la timidezza che ha sempre avuto, tale che eletto la prima volta fece sapere che non amava che la legge elettorale da lui fatta (buona!) fosse più denominata “mattarellum”, ed un primo ministro donna con la quale Macron non é di certo in amore .

E dunque è ovvio che gioca da “maker” in una situazione grave che ha già esposto l’Europa più del giusto. In Francia settori ampi gli dicono che non si può essere “terzi” quando da una vita si mandano armi ad una delle nazioni in guerra – in italiano cobelligeranza – ed ora si trova con la centrale nucleare di Zaporizhzhia sotto tiro e pronta ad innescare, se fatta saltare (non importa da chi) una guerra nucleare alla quale il suo paese dovrebbe rispondere, avendone pronte delle altre. Ed immagina che nessuno ufficialmente dirà di no perché in fondo – giusto – tutti sperano che l’affaire finisca: al punto che la Russia ha fatto sapere che se vi saranno proposte accettabili anch’essa sarà nel giro.

Gli unici che non parlano -come di abitudine – sono le industrie belliche. Che nei nove mesi di guerra hanno visto schizzare alle stelle i loro profitti e dunque pregano da mani a sera perché la pace non interrompa la salita dei loro Pil che fa mangiare – ed è vero – diecine di migliaia di lavoratori!
Bene: “les enfants” sulla carta potrebbero anche vincere. Ma sul terreno, con Zelenskyj e Putin capi popolo, è come una lotteria di Capodanno!
Chi vivrà (è possibile in fondo) vedrà.

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