Disturbi mentali, partito tavolo tecnico presso ministero Salute per migliorare la qualità dei percorsi di riabilitazione - QdS

Disturbi mentali, partito tavolo tecnico presso ministero Salute per migliorare la qualità dei percorsi di riabilitazione

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Disturbi mentali, partito tavolo tecnico presso ministero Salute per migliorare la qualità dei percorsi di riabilitazione

giovedì 27 Giugno 2019 - 00:00
Disturbi mentali, partito tavolo tecnico presso ministero Salute per migliorare la qualità dei percorsi di riabilitazione

Rapporto Salute 2017: in italia quasi 600.000 accessi al pronto soccorso in un anno sono avvenuti proprio per patologie psichiatriche. 7.608 i trattamenti sanitari obbligatori effettuati, di questi 1.199 soltanto in Sicilia (293 in Toscana, 376 in Veneto)

ROMA – Verificare la qualità dei percorsi per il trattamento e la riabilitazione di persone con disturbi mentali, approfondire le eventuali criticità nei servizi territoriali ed elaborare proposte per il loro superamento. Questi i principali obiettivi del tavolo tecnico per la Salute mentale che si è insediato ieri presso il ministero della Salute.

“Speriamo di vederci già a settembre con qualche proposta concreta, da poter poi realizzare nel più breve tempo possibile”, ha commentato il ministro Giulia Grillo, intervenendo alla presentazione del Rapporto Salute Mentale 2017.

Al tavolo prenderanno parte, oltre a rappresentanti del ministero della Salute, rappresentanti delle Regioni, così come dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dell’agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), esponenti delle principali società scientifiche in materia e associazioni di pazienti e familiari. “Con l’istituzione del tavolo il ministro mette la salute mentale al centro dell’azione politica”, ha sottolineato in conferenza stampa Claudio D’Amario, direttore del Dipartimento di programmazione sanitaria del ministero. Tante le questioni da affrontare, a distanza di 40 dalla Legge Basaglia, che ha aperto i manicomi. “C’è bisogno – ha precisato D’Amario – di riaggiornarne l’impianto alla luce della mutata epidemiologia e di affrontare il nodo del finanziamento per salute mentale, che ha ancora troppe disparità tra una regione e l’altra. C’è bisogno di programmazione per strutturare un percorso di reinserimento sociale delle persone e ridurre lo spezzettamento dell’assistenza”. E, ancora, “di migliorare la formazione di operatori, famiglie e medici di medicina generale”. Senza dimenticare l’importanza di sensibilizzare a una diagnosi precoce, che, ha concluso D’Amario, “in salute mentale è più potente di qualsiasi farmaco, per evitare che i disturbi diventino cronici”.

Secondo il Rapporto presentato ieri, quasi 600.000 accessi al pronto soccorso in un anno sono avvenuti per patologie psichiatriche e oltre 7.600 sono stati i trattamenti sanitari obbligatori, ovvero i ricoveri forzati, nei reparti psichiatrici pubblici.

Quasi il 3% dei 21 milioni di accessi che si sono registrati al Pronto Soccorso nel 2017, si legge nel rapporto, è per patologie psichiatriche, ovvero ben 592.000. Mentre nel 2017 sono stati registrati 7.608 trattamenti sanitari obbligatori, che rappresentano il 7,8% dei ricoveri avvenuti nei reparti psichiatrici pubblici. Un dato in lieve calo rispetto ai 7.963 del 2016. Ma a fare la parte del leone è sempre la Sicilia, regione in cui ve ne sono stati ben 1199, a fronte dei 376 del Veneto e dei 293 della Toscana. Tanto i Tso che gli accessi al pronto soccorso, sono elementi che parlano di un disturbo che arriva a situazioni emergenziali, spesso perché non affrontato per tempo con riabilitazione e psicoterapia.

Le persone con disturbi psichiatrici assistite dai servizi specialistici nel 2017 sono state poco più di 851.000, in lieve aumento rispetto agli 805.000 del 2016 (quando però mancavano all’appello i pazienti della Val d’Aosta): si tratta nel 53% dei casi di donne e la loro età riflette l’invecchiamento della popolazione generale, con un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni (67%).

Rispetto alla popolazione generale si tratta di 169 persone in cura per 10.000 abitanti in Italia, ma con grandi differenze regionali: si va infatti dal 80 per 10.000 abitanti adulti in Sardegna fino a 230 nella regione Puglia. Nel 2017 i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta durante l’anno con i Dipartimenti di Salute Mentale sono stati 335.794.

Quanto alle patologie, i disturbi schizofrenici, di personalità, da abuso di sostanze e il ritardo mentale sono maggiori nel sesso maschile rispetto a quello femminile, mentre l’opposto avviene per i disturbi affettivi, nevrotici e depressivi. In particolare per la depressione il tasso degli utenti di sesso femminile è quasi doppio rispetto a quello del sesso maschile (29 per 10.000 abitanti nei maschi e 48 per 10.000 abitanti nelle femmine).

Le prestazioni erogate nel 2017 dai servizi territoriali, secondo il Rapporto del ministero, sono state quasi 11,5 milioni con una media di 15 prestazioni per utente. Ma complessivamente il 78% degli interventi è effettuato in sede, mentre solo il 7,9% a domicilio.

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