La coppia Lombardo-Armao ha affossato la Sicilia - QdS

La coppia Lombardo-Armao ha affossato la Sicilia

Raffaella Pessina

La coppia Lombardo-Armao ha affossato la Sicilia

venerdì 04 Maggio 2012 - 02:00

Ieri giudizio negativo della Corte dei Conti e nuova bocciatura del Commissario. Così il capogruppo Pdl, Leontini, dopo l’impugnativa

PALERMO – “Fa paura, Sansone, quando si arrabbia; poichè conduce nella sua rovina quanti gli stanno attorno. Però, i siciliani non sono quei filistei di biblica memoria”. Innocenzo Leontini, capogruppo Pdl, dopo la seconda bocciatura del Commissario dello Stato (vedi nostro servizio a pagina tre), ha attaccato aspramente il Governo. “La coppia Lombardo-Armao – aggiunge – sta cercando di affondare la Sicilia. E, ancora una volta il Commissario impugna norme che l’assessore all’Economia spacciava per concordate con il dottor Aronica. è una nuova conferma che, sia il tecnico come politico, hanno abbondantemente fallito. Le gravissime condizioni nelle quali ora piomberanno le categorie sociali, economiche, produttive e del lavoro a seguito di tali disastrose azioni debbono spingere ad accelerare la fine di questo governo e il ritorno alle urne”.
Sono giornate di fuoco, basti pensare che, mentre palazzo dei Normanni rimarrà chiuso fino a mercoledì prossimo a causa delle elezioni, almeno per quanto riguarda le sedute d’Aula, ieri è pure arrivata dalla Corte dei Conti Sicilia una censura sulla programmazione 2000-2006 della Regione siciliana in materia di fondi strutturali europei e in particolare del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).
Questo dei fondi europei è un tasto dolente della Sicilia perchè spesso, per mancanza di progettazione, l’unione europea ha minacciato di disimpegnare i soldi disponibili. Inoltre questo è l’ultimo periodo in cui la Sicilia ricadrà sotto il cosiddetto “Obiettivo 1”, quella condizione per la quale alcune regioni considerate più bisognose nel territorio Europeo, ricevono una attenzione particolare nella percentuale di erogazione dei finanziamenti.
Nel 2013 questo privilegio non sarà più per la Sicilia, ma andrà a vantaggio delle regioni dei paesi dell’Est, che per ultimi hanno fatto ingresso nella Comunità Europea. Tornando alla censura della Corte dei Conti di certo si sa che la magistratura contabile ha rilevato “una non completa realizzazione finanziaria del programma, pur in presenza di un considerevole utilizzo di progetti provenienti dalla programmazione nazionale, la previsione di un numero eccessivo di obiettivi e di misure con una notevole parcellizzazione dei centri di responsabilità”. Le conclusioni dell’indagine sono state approvate della Sezione di controllo per la Regione siciliana, presieduta da Rita Arrigoni.
Una bachettata che tutto sommato la Sicilia si doveva aspettare poiché una buona programmazione e messa in atto dei progetti avrebbe permesso di portare l’Isola economicamente e strutturalmente a livello delle altre regioni, soprattutto del Nord, per poter affrontare con più serenità anche il discorso del federalismo fiscale.
Cambiando argomento è notizia di questi giorni che è imminente il passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre per le trasmissioni televisive della Sicilia. Dal primo luglio il bando di assegnazione delle frequenze taglierà fuori, le emittenti che non avranno un capitale sociale interamente versato, garanzie e contributi regolarmente versati ai dipendenti. Ma la legge 18 approvata all’Ars lo scorso 23 marzo stabilisce comunque che per agevolare questo passaggio i titolari degli impianti esistenti che necessitano di adeguamento, e senza aumentare i livelli di campo elettromagnetico, potranno inviare al comune e all’Arpa (agenzia regionale protezione ambientale) entro 180 giorni successivi alla scadenza della data prevista una comunicazione per ottenere un po’ più di tempo. Le televisioni private in Sicilia sono più di 100 e si pensa che molte resteranno fuori dal circuito del digitale terrestre poiché il numero delle frequenze da assegnare è piuttosto esiguo.

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