Covid-19? Distrazione di massa - QdS

Covid-19? Distrazione di massa

Carlo Alberto Tregua

Covid-19? Distrazione di massa

sabato 04 Dicembre 2021 - 03:00

Troppi problemi insoluti

Ha ragione il senatore Mario Monti – venuto al nostro forum, pubblicato l’8 gennaio 2013 – quando afferma che l’informazione relativa all’estesa epidemia, detta pandemia Covid diciannove, ha offuscato la mente dei cittadini.

L’ex Presidente del Consiglio – criticato da molti perché salvò l’Italia caduta nel 2011 con uno spread di oltre cinquecento – ha avuto perfettamente ragione quando ha lanciato l’allarme sul fatto che tale pandemia viene usata, a torto o a ragione, come una sorta di distrazione di massa.

Conveniamo su questa posizione e sottolineiamo che l’informazione di ogni genere (radio-televisiva, su giornali, quotidiani e periodici, social media ed altri) si occupa, se non esclusivamente, in quantità abnorme di questo problema.

Sia ben chiaro che esso esiste, è stato di una gravità eccezionale e continua ad incidere pesantemente sulla vita dei cittadini italiani, europei e di tutto il mondo. Ma non può assorbire per intero l’attenzione del Popolo.

Non sappiamo se i cittadini abbiano voglia di occuparsi solo di questo, dimenticando contestualmente, volenti o nolenti, tutte le altre questioni gravissime che incombono sulle loro teste. A cominciare dal futuro dei giovani, di coloro che si troveranno sulla schiena quel peso enorme del debito pubblico, ammontante a 2.706 miliardi, a settembre 2021.
Si dirà, erroneamente, che tale debito sia stato conseguenza della pandemia del 2020. è vero solo in piccola parte perché già alla fine del 2019, il debito superava i 2.409 miliardi. Il che significa che la mala gestio già esisteva e proviene da lontano, da almeno venti anni.

Le cause dell’enormità del debito sono due: la prima è l’estensione a dismisura di un’economia assistenziale che ha allargato in modo squilibrato le uscite dello Stato, delle Regioni e dei Comuni; la seconda è l’incapacità di fare funzionare la ruota economica per avere una crescita sensibile del Pil, che avrebbe attenuato il peso del debito pubblico.

Ciò perché l’Italia è disamministrata dal 1994, quando Mani Pulite abbatté il sistema dei vecchi partiti. La disamministrazione continua fino ad oggi.

Ma non è solo il futuro dei giovani che affligge le persone che ragionano e vedono più lontano del loro naso.
E’ il Sud, che costituisce un gravissimo problema coi suoi Pil pro capite e reddito pro capite quasi dimezzati rispetto a quelli del Nord. Un Sud che non è stato mai adeguatamente infrastrutturato, soprattutto nelle linee di trasporto (ferroviarie, autostradali e stradali); un Sud verso il quale sono andate poche risorse finanziarie e queste, per colpa dei meridionali, utilizzate malissimo, anche perché inquinate dalle diverse organizzazioni criminali territoriali.

Non esiste una Questione meridionale. Esiste l’incapacità di uno Stato (governi e maggioranze), che ha voluto coscientemente tenere in condizioni di povertà un terzo della popolazione italiana, per essere poi adoperata come serbatoio di voti verso chi aveva effettuato promesse, regolarmente non mantenute.
Invece, questo Governo ha posto attenzione al Sud, che gli è servito per ottenere più fondi dall’Unione Europea, in relazione al Pnrr.

Un altro problema di ordine generale riguarda l’ignoranza media degli italiani, ancora maggiore nel Sud, nonostante i voti eccellenti dei giovani e delle giovani che si maturano in questo territorio.
Da che cosa si deduce tale ignoranza? Dai discorsi, dalle frasi, dai ragionamenti che tanti fanno in radio e televisioni e soprattutto da quello che scrivono nei social media. Se si cercasse di capire la provenienza di tanti ragionamenti e di tante parole scritte sulla sabbia, si capirebbe come dietro vi sia il vuoto assoluto.

Ma perché vi è questa ignoranza generale? La causa è evidente e si chiama Scuola ed Università.
Intanto dobbiamo sottolineare come in rapporto alla popolazione, il numero di laureati – rispetto a quello medio europeo – è molto basso. In secondo luogo si deve rilevare che dalla Scuola escono giovani scarsamente preparati, non per colpa loro, ma per l’insufficienza dei docenti che oggi, per oltre due terzi, non hanno superato il concorso a cattedra e molti di loro sono precari.

Gli ignoranti servono alla classe politica perché vengono diretti secondo gli interessi di quest’ultima. Peccato!

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