Editoria, quando la pubblicità incrementale non basta - QdS

Editoria, quando la pubblicità incrementale non basta

Gabriele DAmico

Editoria, quando la pubblicità incrementale non basta

mercoledì 21 Agosto 2019 - 04:00
Editoria, quando la pubblicità incrementale non basta

Riconfermato per il 2019 il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari sulla stampa: domande dall’1 al 31 ottobre. La crisi di governo Lega-M5s pone però interrogativi sulla legge di riforma organica del settore che era attesa per settembre

ROMA – Quella che sembrava essere una boccata d’ossigeno per il settore dell’informazione e dell’editoria, potrebbe trasformarsi in un nulla di fatto a causa della crisi di governo Lega-M5s in atto. Stiamo parlando della pubblicità incrementale, ovvero il credito di imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica.

Intanto, però, almeno per il 2019, il settore può tirare un sospiro di sollievo: è stata infatti riconfermata la riapertura delle comunicazioni per l’accesso al credito d’imposta nel 2019 previsti dall’articolo 3bis del Decreto legge n. 59 del 2019, inserito durante la conversione in legge del decreto crescita (legge n. 81/2019).

Gli Stati generali dell’Editoria, che si sono svolti nei mesi scorsi, erano stati presentati come un momento di dialogo e di confronto tra i protagonisti dell’informazione ed anche un punto di ripartenza per un settore ormai in ginocchio. In quella occasione, Crimi aveva anche annunciato per il mese di settembre una legge organica di riforma del settore. La crisi di governo pone inevitabili interrogativi sulla sua realizzazione, ciò significa che in uno scenario di instabilità politica come quella che l’Italia sta vivendo in questi giorni, l’editoria e l’informazione si ritrovano senza adeguati mezzi di sostentamento a disposizione.

La riconferma per il 2019 dell’agevolazione fiscale è arrivata dopo le pressioni da parte di tutto il settore ed in particolare del presidente della Fieg (Federazione italiana editori giornali), Andrea Riffeser Monti che ha poi espresso soddisfazione per “l’approvazione della norma che assicura, per il 2019 e gli anni seguenti, la copertura degli oneri necessari per la concessione del credito di imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica”.

“Diventa così strutturale – aveva aggiunto Riffeser Monti – il finanziamento di una misura che incoraggia imprese e lavoratori autonomi ad utilizzare i giornali per pubblicizzare prodotti e servizi”.

Il credito d’imposta, i cui beneficiari sono i lavoratori autonomi, gli enti non commerciali, le imprese e le start-up innovative che presentano le domande tra l’1 ottobre e il 31 ottobre, prevede un ritorno del 75% degli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sui vari mezzi di comunicazione, che devono essere maggiori almeno dell’1% degli investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel corso dell’anno precedente.

Per l’accesso all’agevolazione sono valide le indicazioni contenute nell’articolo 5 del Dpcm n. 90/2018, contenente la disciplina dei criteri e delle modalità per il riconoscimento degli incentivi fiscali in argomento, ma, solo per il 2019 e come già sottolineato in precedenza, le comunicazioni per accedere al bonus andranno presentate dal 1° al 31 ottobre prossimi.

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