Reitano, il “luogo di riposo” terra di contadini e pastori - QdS

Reitano, il “luogo di riposo” terra di contadini e pastori

Annalisa Di Stefano

Reitano, il “luogo di riposo” terra di contadini e pastori

martedì 25 Giugno 2019 - 00:00
Reitano, il “luogo di riposo” terra di contadini e pastori


Nel messinese un antico borgo caratterizzato da viuzze e archi in pietra

REITANO (ME) – Il borgo di Reitano sorge nel messinese, nei pressi di Mistretta, adagiato tra colline verdeggianti di agrumeti e di ulivi e al cospetto del mare. La popolazione è costituita da contadini, pastori, braccianti e piccoli artigiani e la produzione olivicola costituisce la principale risorsa di questo paesino della fascia dei Nebrodi che nel passato invece era famoso per la manna, la lavorazione del ferro battuto e per la tessitura. In particolare, l’attività delle tessitrici era collegata con la produzione locale del lino che veniva fatto macerare in apposite vasche collocate a valle del paese.

Gli storici portano le origini di Reitano indietro sino all’anno Mille. L’antico casale andato distrutto a causa di un’alluvione, venne ricostruito ed accolse gli abitanti della vicina comunità di Nomae, in quella contrada che oggi prende il nome Romei e che, in seguito ad una tremenda frana che seppellì completamente le case, fabbricarono le loro abitazioni a Reitano e a Santo Stefano di Camastra.

Il nome di Reitano probabilmente deriva dalla parola rahal che in arabo significa “luogo di riposo”. L’antica Regitanum fu inizialmente casale della vicina città di Mistretta. La tradizione vuole che i suoi fondatori siano stati proprio dei pastori mistrettesi che durante la transumanza scendevano con le greggi in collina e qui fondarono un piccolo insediamento rurale che poi si trasformò in paese. Il territorio appartenne a Mistretta fino al 1638 per poi diventare di proprietà di Francesco Romano Colonna, discendente dall’antica famiglia dei Colonna, i cui possedimenti si estendevano dal Nord dell’Italia fino alla Sicilia. Il nobile l’acquistò attratto dalla bellezza dei luoghi e dal clima mite collinare.

Il nucleo più antico di Reitano, caratterizzato da viuzze strette e tortuose abbellite di portici e archi in pietra locale, è sito nella parte bassa del paese. Di notevole importanza sono le fontane in pietra, come quelle del Serrone e di San Sebastiano, entrambe con due fontanelle posizionate ai lati, utilizzate un tempo per uso domestico e per abbeverare cavalli, muli, asini e le greggi di passaggio per la transumanza. Nel passato questo territorio contava numerose chiese ed edicole votive, di cui oggi ne sopravvivono davvero poche. La chiesa più antica è legata alla presenza di monaci carmelitani. L’edificio attuale è del Seicento ma il suo impianto originario risale al Medioevo. Pregevoli opere di interesse artistico, tra cui una Madonna col Bambino di scuola gaginesca e la cappella del SS. Sacramento con sculture lignee riccamente decorate in oro zecchino, si trovano custodite nella chiesa più importante di Reitano. Questa è dedicata a Sant’Erasmo Vescovo e Martire, patrono del paese che, nel 1558 liberò i campi di grano flagellati da un’invasione di cavallette. Si narra infatti che dopo aver portato in processione la sacra reliquia di Sant’Erasmo verso la frazione Villa Margi, le cavallette miracolosamente annegarono nelle acque del mare.

Una suggestiva processione del simulacro si svolge ancora oggi nel mese di agosto, nei giorni che a suo tempo coincidevano con il riposo dopo le estenuante fatica della mietitura del grano.

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