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Scicli, la Fornace Penna cade a pezzi proprietari presentano ricorso

Stefania Zaccaria

Scicli, la Fornace Penna cade a pezzi proprietari presentano ricorso

mercoledì 11 Agosto 2021 - 00:00

L’area, testimonianza di archeologia industriale, si trova in uno stato sempre più decadente. L’acquisizione da parte della Regione è ostacolata dagli eredi che si oppongono alla cessione

SCICLI (RG) – Quella della Fornace Penna sembra una storia infinita. Da maestosa fabbrica di laterizi a monumento industriale decadente. Purtroppo non si riesce a trovare una soluzione per quella che tutta l’Italia conosce per ‘La Mannara’, resa celebre dalla serie de “Il Commissario Montalbano”.

Nel corso degli anni diverse amministrazioni hanno provato a intervenire, numerose le associazioni che si sono interessate al ripristino dell’ex fabbrica, molteplici i Governi regionali che hanno annunciato provvedimenti ma nulla di concreto è mai stato fatto. L’area, che cade letteralmente a pezzi, è stata solo recintata per evitare spiacevoli episodi a cittadini e turisti. Non è facile mettere d’accordo i numerosi proprietari della Fornace Penna.

Se ne contano circa 26 e, secondo le ultime iniziative intraprese, alcuni di loro non ci starebbero all’esproprio del rudere del manufatto di archeologia industriale, con 550.000 euro messi sul piatto dalla Regione siciliana per procedere in questo senso. Si tratta di un passaggio indispensabile alla messa in sicurezza del rudere che rischia da anni di crollare, come si è più volte sottolineato.

I ricorsi sono ora all’attenzione del dipartimento regionale dei beni culturali, che dovrà decidere in merito e, ovviamente, si spera nel minore tempo possibile. Prima di questo passaggio, comunque, non si potrà procedere in altra maniera. L’acquisizione si era già decisa l’anno scorso, con un incontro a Palermo convocato dal presidente della regione siciliana, Nello Musumeci. E si era considerata necessaria per la messa in sicurezza della struttura. È chiaro a tutti, ormai, che la struttura è un bene inestimabile ma gli eredi, troppi, non hanno mai preso sul serio le richieste delle Amministrazioni comunali per la relativa salvaguardia.

Va ricordato, inoltre, che già cinque anni fa i carabinieri della Sezione Tutela patrimonio culturale (Tpc) di Siracusa insieme a personale della Compagnia Carabinieri di Modica avevano eseguito il sequestro preventivo della fornace per lo stato di totale abbandono e degrado.

Erano stati rilevati, infatti, consistenti danni alla struttura, interessata anche da crolli parziali, le cui condizioni sono ormai tali da rappresentare un concreto pericolo per la pubblica incolumità, considerato il numero di persone che visita lo stabilimento, sia per l’importanza storica che per il fascino di tale sito. I proprietari erano stati indagati visto che, pur essendo tenuti a garantire la conservazione dell’immobile, non hanno provveduto ai necessari lavori di manutenzione e restauro, peraltro più volte sollecitati dalla Soprintendenza. La struttura è stata intanto transennata a rafforzamento della recinzione già installata tempo fa per la tutela dei migliaia di visitatori che ogni anno passano nei pressi della zona sciclitana.

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