A Messina nessun rispetto per le regole se i vigili stanno fermi dietro le scrivanie - QdS

A Messina nessun rispetto per le regole se i vigili stanno fermi dietro le scrivanie

Francesco Torre

A Messina nessun rispetto per le regole se i vigili stanno fermi dietro le scrivanie

venerdì 19 Giugno 2009 - 00:00

Sicurezza. In strada pochi agenti di Polizia municipale.
Caos nella viabilità. Sosta in doppia e persino tripla fila, stalli per disabili non rispettati, divieti di transito violati e semafori che non osserva nessuno: è la consuetudine nelle vie cittadine.
Commercio in nero. In viale Europa e viale Giostra non mancano camion di frutta, verdura e merci varie: un commercio illegale proprio nelle strade maggiormente trafficate.

Messina – “Mi dimetto… No scusate, stavo scherzando”. Che le faccende della politica e della vita pubblica della città dello Stretto abbiano spesso un aspetto ridicolo – perché ridicoli ne sono i protagonisti – è innegabile, così come è innegabile che tante volte è proprio il lato umoristico degli eventi, per dirla alla Pirandello, che conduce alle più sagge e profonde riflessioni e conclusioni sugli eventi della vita, della nostra società e dei personaggi che sono tenuti, in qualche modo, a sostenerla.

Prendiamo la querelle di qualche settimana fa nata attorno alla figura del Comandante della Polizia Municipale Calogero Ferlisi. 308 vigili su 401 firmano una petizione sindacale per pretendere una riorganizzazione del Corpo e denunciare carenza di personale e mancato pagamento di straordinari e festivi. Una protesta unitaria, che avrebbe potuto generare finalmente un cambiamento di rotta in termini di servizi e tutele per il Corpo, il cui destinatario era naturalmente il sindaco Buzzanca. Che succede a questo punto? Che Ferlisi interpreta la lettera come un atto d’accusa nei suoi confronti e minaccia le proprie dimissioni, in nome peraltro di precedenti attriti con la Cisl, sindacato promotore della petizione. Buzzanca non avrebbe potuto avere assist migliore per dribblare le richieste dei vigili e incentrare l’attenzione mediatica per due o tre giorni sulla decisione di Ferlisi. E così è stato. Con quali risultati? Che le dimissioni sono rientrate, che il sindacato è stato per giunta accusato di remare contro per difendere interessi personali, e soprattutto che il sindaco non è stato tenuto a dare alcuna risposta.
Già nel novembre del 2007 verificammo come molti dei servizi garantiti venissero in realtà disattesi dal punto di vista pratico.

Dopo più di un anno e mezzo di distanza da quell’inchiesta, abbiamo deciso di rituffarci nel traffico cittadino, e ciò che abbiamo scoperto e fotografato è che rispetto a quella data nulla sembra essere cambiato. Prendiamo ad esempio la Polizia commerciale, che dovrebbe sorvegliare sulla condotta degli esercenti con compiti di prevenzione e repressione degli abusi in danno al consumatore. Già nel 2007 avevamo segnalato la presenza di numerosi camion pieni di frutta, verdura ma anche articoli di ricambio per autovetture liberi di esercitare abusivamente la professione commerciale sul viale Europa e sul viale Giostra. Abusivi che continuano a proliferare liberamente anche adesso, sotto gli occhi delle numerose pattuglie che percorrono più volte durante la giornata quelle che sono senza dubbio due delle strade più trafficate della città.

E che dire della Polizia edilizia, che si dovrebbe occupare di accertare che tutte le costruzioni nel territorio comunale siano conformi alle leggi? L’abusivismo edilizio, a Messina, è una prassi secolare mai disturbata, come dimostra per esempio la villetta a due passi dal Pilone di Torre Faro o le case sotto i ponti della Panoramica. E i vigili stanno a guardare come se non avessero strumenti per combattere tali reati.
Il pezzo forte del reportage, comunque, rimane sempre e comunque la Polizia stradale. Il codice della strada, a Messina, non è nient’altro che un’opinione, anche abbastanza discutibile. Su via Cavour, per esempio, la doppia fila, quando non la terza, è ormai un diritto inalienabile che nessun vigile, anche quelli fermi all’incrocio col Boccetta che sembrano non avere occhi per guardare qualche metro più in là, vorrebbe negare. Anzi, c’è pure tra gli uomini in divisa chi si approfitta del caos, magari parcheggiando con l’auto di servizio sul marciapiede per ritirare i vestiti dalla lavanderia.

Insomma, continua a vigere in città una sostanziale e pericolosa impunità. Lo dimostrano gli stalli per disabili non rispettati, i divieti di transito e sosta nemmeno presi in considerazione, i semafori interpretati come elementi di decoro urbano. Di questo si potrebbe dar la colpa anche all’inciviltà della gente, certo, ma chi non si sentirebbe autorizzato a fare i propri comodi in una città in cui sono in maggioranza quelli che la fanno franca rispetto a quelli che vengono puniti?

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