All’Ars tutti d’accordo, ma solo sulle ferie, troppe le emergenze rimaste senza soluzioni - QdS

All’Ars tutti d’accordo, ma solo sulle ferie, troppe le emergenze rimaste senza soluzioni

Raffaella Pessina

All’Ars tutti d’accordo, ma solo sulle ferie, troppe le emergenze rimaste senza soluzioni

venerdì 09 Agosto 2019 - 07:00
All’Ars tutti d’accordo, ma solo sulle ferie, troppe le emergenze rimaste senza soluzioni

Sammartino (Pd): "Ars in vacanza perché la maggioranza non riesce a tenere i suoi in Aula" Cancelleri (M5s): "Musumeci rimetta chiavi in mano ai siciliani" Il presidente: "Governo al lavoro"

Ferie al veleno per Sala d’Ercole: la chiusura anticipata dei lavori all’Assemblea regionale siciliana ha suscitato il “solito” putiferio.
Alcuni deputati, imbarazzati, ammettono: “Palazzo immobile, così non si va da nessuna parte”. Altri, invece, come Calderone (capogruppo Fi) ci tengono a precisare: “Non tutti i politici sono parassiti”.

A Palazzo dei Normanni è sempre la solita storia. Dopo il disastro Crocetta, l’auspicio prevedibile era la svolta.

Cambia la legislatura ma non cambia la suonata: stallo legislativo, sedute sporadiche e spesso ai limiti dell’inconcludente, cittadini siciliani che aspettano risposte ai loro problemi, alle tante emergenze che attanagliano la Sicilia, ma che però non arrivano.

Di certo, il Parlamento avrebbe bisogno di lavorare molto, perché dall’inizio della legislatura si è verificato uno stallo sulla produzione legislativa. Il motivo è dovuto ad una maggioranza debole, che fin dall’inizio si è trovata in difficoltà, ed è stata ostaggio dell’opposizione o dei franchi tiratori che al momento del voto dei disegni di legge a Sala D’Ercole, hanno bloccato di fatto il Governo. A partire dal 2019, poi, è cominciata una maratona legata alla approvazione di bilancio e finanziaria nei tempi previsti. Due mesi di esercizio provvisorio con il governo che si è impuntato a non prorogarlo oltre. Inoltre, per approvare una finanziaria regionale “snella” sono stati operati molti stralci, diventati a loro volta altri disegni di legge che si sono trascinati fino ad oggi. Per approvare la finanziaria c’è voluto comunque un mese intero. Quattro i collegati minori, alcuni approvati alla fine del mese di luglio altri no e che dovranno essere ripresi nel mese di settembre, nella speranza di nuovi accordi più favorevoli tra i partiti.

Le premesse fino ad oggi non sono state buone: una maggioranza debole, un numero di sedute d’Aula piuttosto esiguo (dalle 4 alle 6 sedute al mese fino a maggio 2019 compreso e poi 9 sedute al mese a giugno e a luglio) praticamente una o due sedute al mese.

Se da un lato è vero che alla Regione siciliana si lavora sulla trattativa Stato-Regione allo scopo di vedere l’agognata applicazione delle prerogative dello statuto siciliano e di avere la possibilità di spalmare su più anni il debito regionale accumulatosi nelle passate legislature, è altrettanto vero che i partiti dovrebbero lavorare uniti per approvare riforme e disegni di legge che servirebbero a risollevare le sorti della Sicilia.

Senza contare che, parallelamente al problema dei tanti disegni di legge che giacciono sotto la polvere nei cassetti delle commissioni legislative, c’è un altro problema, quello dei disegni di legge approvati sui quali però è caduta poi la scure dell’impugnativa da parte del Consiglio di ministri, come è successo di recente alla legge sul turismo nautico. Una legge che era stata salutata, appena approvata, come una vittoria, un passo in avanti importante per lo sviluppo del settore del turismo dell’Isola e che ora è stata falciata da Roma.

Tra le tante questioni rimaste al palo vi è anche il mancato recepimento della direttiva nazionale sulla riduzione dei vitalizi degli ex deputati, che in Sicilia incidono, nel bilancio interno Ars, per 18 milioni di euro, una cifra particolarmente elevata, visto che per i 70 deputati in carica ogni anno se ne spendono di meno (15 milioni di euro). Per dirimere questa delicata questione, cioè ridurre agli ex deputati l’assegno vitalizio, il presidente dell’Ars Miccichè aveva fatto istituire addirittura una apposita commissione. Per la legge romana il provvedimento si sarebbe dovuto approvare entro fine maggio, termine ultimo per non incorrere nel rischio di una riduzione del 20 per cento dei trasferimenti da Roma, così come previsto dalla norma nazionale, ma ancora non si è giunti ad una soluzione concreta. Giancarlo Cancelleri del Movimento Cinquestelle e vice presidente dell’Ars ha detto che “la sensazione è che qualcuno tra gli inquilini del Palazzo pensi che lo Stato non opererà mai questo taglio. Io – continua – non ne sarei così convinto, anzi più perdiamo tempo, più la situazione mi preoccupa”.

Ad oggi ancora non si è giunti ad una sintesi, dopo due mesi dalla scadenza fissata dalla legge nazionale.

Nello Musumeci
“Beato chi va in vacanza”

“Beato chi va in vacanza”: una dichiarazione, quella del Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che arriva proprio all’indomani della chiusura anticipata dei lavori a Sala d’Ercole e a cui si accompagna la precisazione che “il governo della Regione, invece, continua nel suo lavoro”. Una frecciatina” a tutti gli effetti, dunque, quella di Musumeci, seppure con i consueti toni garbati che contraddistinguono ogni sua esternazione, ma che non lasciano dubbi sul fatto che, sull’attività svolta dal Parlamento, le intenzioni del Presidente fossero ben altre. (pp)

Tommaso Calderone (Fi)
“Parassita è chi vuole esserlo”

Tommaso Calderone, capogruppo di Forza Italia all’Ars non ci sta a passare per parassita e, alle polemiche sulla chiusura anticipata dei lavori a Sala d’Ercole risponde direttamente su Facebook:
“Per amore di verità. Sono a Palermo nella mia stanza a lavorare. I lavori d’Aula riprenderanno a settembre ma questo non significa che i lavori dei parlamentari riprenderanno a settembre. La storiella che i Politici sono tutti ‘parassiti’ mi ha stancato. Parassita è chi vuole esserlo”.

Luca Sammartino (Pd) al QdS
“Collegato avrebbe dato certezza ad alcuni comparti di lavoratori”

Onorevole Sammartino, l’Ars va in ferie e i siciliani aspettano..
“L’Ars va in ferie e la maggioranza decide di non trattare il collegato alla Finanziaria che avrebbe dato certezza ad alcuni comparti di lavoratori vedi Asu, Ispettorati del Lavoro e alcuni Teatri siciliani e litiga su come spendere i soldi derivanti dalla destagionalizzazione. L’Ars va in ferie perché non riesce a tenere i suoi in Aula”.

Ma è mai possibile che la colpa è sempre del governo e della sua maggioranza oppure possiamo dire che questa XVII legislatura non passerà alla storia per la sua produttività per la responsabilità di tutti e 70 i deputati?
“Le commissioni parlamentari stanno lavorando, molti disegni di legge nei primi dodici mesi di legislatura sono stati approvati. è chiaro che il governo ha la responsabilità della sua maggioranza..”

Una maggioranza che però non c’è.
“È stata consegnata alle urne il giorno delle elezioni che hanno proclamato Nello Musumeci presidente della Regione. Poi che questa maggioranza non ci sia, è un problema che deve porre agli esponenti della maggioranza. Noi siamo forza di minoranza e alla Commissione parlamentare dove sono stato eletto presidente (V commissione Cultura, Formazione e Lavoro, ndr), credo non debba essere sottolineato come stia producendo disegni di legge che poi vengono approvati dall’Aula. L’attività c’è, c’è anche nelle altre commissioni. Se poi l’Aula non ha il numero per affrontare il collegato o, come in questo caso, decide di non trattare il collegato, allora il problema è molto più profondo.

Cosa succederà a settembre?
“Come siamo stati in Aula fino all’ultimo giorno di lavori a Sala d’Ercole, alla stessa maniera saremo presenti a settembre alla ripresa dei lavori. Mi auguro cambi un po’ la dinamica all’interno della maggioranza. Sarebbe spiacevole dover continuare a vedere questo teatrino”.

Disegno di legge a sostegno all’editoria, quale futuro?
“L’ho presentato qualche settimana fa ed è stato sottoscritto da la grande maggioranza dei gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione. Da settembre inizieremo a trattarlo nelle commissioni di merito”. (pp)

Giancarlo Cancelleri (M5s): “Legislatura peggiore della precedente”
“Musumeci rimetta chiavi in mano ai siciliani”

On. Cancelleri, condivide la scelta di una chiusura anticipata dei lavori all’Ars?
“Il problema non è legato al Collegato o alle proposte contenute nel testo, è in atto una grande farsa legislativa, solo fumo negli occhi per far parlare i giornali di problemi che non sono quelli veri. Qui siamo di fronte ad un governo incapace di intervenire e di trovare soluzioni alle problematiche più urgenti della Sicilia. Nonostante il governo nazionale tenda la mano, Musumeci trova invece il tempo per litigare con il ministro Toninelli piuttosto che mettersi ad un tavolo per lavorare per il bene dei siciliani”.

Cosa si aspetta a settembre, al rientro dalle vacanze?
“A settembre mi aspetto che il governo Musumeci chieda scusa e rimetta le chiavi in mano ai cittadini: dobbiamo tornare a votare e non possiamo prescindere da una maggioranza stabile e solida. Questo può avvenire solo se ci sarà una presa di coscienza da parte di Musumeci che ormai ha svenduto persino la giacca pur di stare sulla poltrona di Presidente della Regione.

Possiamo dire che la XVII Legislatura è peggio della precedente?
“Parlamento peggiore del precedente: è una certezza. Anche questo Presidente è peggio del precedente e il fatto che ci sia un Presidente peggiore di Crocetta, mi fa venire i brividi”.

Meglio staccare la spina?
“Io avrei staccato la spina un minuto dopo l’elezione a Presidente dell’Ars di Gianfranco Micciché, ma la storia che se tutto va male al Parlamento è colpa dei deputati è abbastanza stucchevole ma soprattutto è un escamotage che non gli possiamo permettere. Chi guida la Regione è stato eletto con i voti di chi siede anche dentro il Parlamento, la proposta politica viene fatta non solo da Nello Musumeci ma anche da una compagine che si presenta per cambiare la Regione. Hanno vinto le elezioni, hanno la responsabilità. La responsabilità non può essere solo del Parlamento o di una sua parte. Chi sta all’opposizione ha pure la responsabilità ma svolge anche un ruolo di vigilanza e di garanzia per i cittadini e credo che questo ruolo lo svolgiamo in maniera egregia”. (pp)

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