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Bellolampo: chiusura attesa per il 25 luglio, un’estate difficile per i comuni palermitani

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Bellolampo: chiusura attesa per il 25 luglio, un’estate difficile per i comuni palermitani

venerdì 19 Luglio 2019 - 05:00
Bellolampo: chiusura attesa per il 25 luglio, un’estate difficile per i comuni palermitani

I rifiuti indifferenziati saranno trasferiti in altri impianti dell’Isola, con inevitabile aumento dei costi. Qualche giorno di tempo in più per il conferimento, ma poi il sito non sarà più utilizzabile

PALERMO – La discarica di Bellolampo si avvia alla chiusura. Lo ha detto a chiare lettere l’amministratore unico di Rap, l’azienda che gestisce il sito, Giuseppe Norata, che tramite una nota ha fatto il punto della situazione dopo essere stato più volte sollecitato sulla delicatissima questione.

La VI vasca, infatti, interessata dai lavori di ampliamento al fine di prolungarne la vita utile, ha definitivamente esaurito i volumi autorizzati. “A seguito degli ultimi rilievi volumetrici eseguiti – ha spiegato il vertice di Rap – e considerati i quantitativi in ingresso degli ultimi giorni, si è accertato che la definitiva chiusura avverrà in data 25 luglio, contrariamente a quanto precedente stimato (22 luglio). I rilievi aggiornati hanno infatti consentito di riscontrare una disponibilità di circa 2.000 mc residuali di volumetria utile per l’abbancamento”.

“L’azienda – ha concluso Norata – ha provveduto a comunicare l’esaurimento della VI vasca alla Regione e a tutte le istituzioni interessate”.

La Rap, nelle more della realizzazione della VII vasca e come da decreto regionale, è pronta per trasferire il sopravaglio del Tbm presso altri impianti siciliani di smaltimento finale (Oikos, Sicula trasporti e Catanzaro costruzioni) con capacità residuale tali di ricevere i rifiuti di Palermo.

Già nei giorni scorsi il Movimento 5 stelle aveva denunciato l’esaurimento del sito, paventando inevitabili ripercussioni per le tasche dei cittadini. “I rifiuti indifferenziati di Palermo trattati dal Tmb – ha affermato il consigliere comunale Antonino Randazzo – viaggeranno fra Catania e Siculiana con un aggravio di costi per il 2019 fra trasporto e smaltimento di circa 10-12 milioni di euro”.

“Altre ipotesi – ha aggiunto – si ritengono non percorribili oltre che non condivisibili, anche per questioni ambientali. Come l’idea di Norata di stoccare presso il piazzale di Bellolampo circa 20.000 ecoballe nei prossimi tre mesi o l’abbancamento di ecoballe in una cava di Altofonte abbandonandole lì a tempo indeterminato. Oneri aggiuntivi cui il Comune di Palermo ha deciso di non farsi carico e che l’amministratore unico della Rap non ha preteso assumendosi un grande rischio, con la conseguenza che andrà tutto ad aggravare nei conti già precari della Spa, che nel 2018 ha già chiuso con una perdita di 12 milioni di euro e rischia con questi ulteriori costi di andare presto in sofferenza”.

Sempre il Movimento 5 stelle, ma con il deputato regionale Giampiero Trizzino, ha poi puntato il dito anche sul presidente della Regione Nello Musumeci, in particolare per ciò che riguarda i ritardi per la realizzazione della VII vasca della discarica. “L’emergenza rifiuti di Palermo e del resto della Sicilia – ha affermato Trizzino – ha delle precise responsabilità e tra queste non possono non figurare quelle del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. A Palermo, il completamento della nuova vasca di Bellolampo sarebbe dovuto avvenire a marzo del 2019. Se così fosse avvenuto adesso non ci troveremmo con la più grande discarica siciliana chiusa e i comuni della provincia di Palermo (compresa la città di Palermo) impossibilitati a conferire i rifiuti”.

Intanto, nei prossimi giorni, l’amministratore unico di Rap Norata e l’assessore all’Ambiente Giusto Catania saranno sentiti dalla Commissione consiliare Aziende del Comune, così come anticipato da Paolo Caracausi (Idv) e Massimiliano Giaconia (Palermo 2022), rispettivamente presidente e componente dell’organismo. “La chiusura della discarica di Bellolampo a causa della saturazione della VI vasca – hanno evidenziato i due – crea enormi problemi al Comune di Palermo e alla Rap, da quelli igienici a quelli ambientali ed economici. Ci saremmo aspettati dal governatore della Regione, nominato commissario, interventi più decisi per accelerare i lavori sulla VII vasca e ci aspettiamo inoltre che il Governo copra i costi milionari che Palermo dovrà affrontare per conferire altrove l’immondizia”.

Lo scontro, insomma, sembra spostarsi anche sul piano politico, ma con i cittadini a fare da spettatori di fronte ai disagi cui inevitabilmente si andrà incontro.

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