Centuripe, dal sindaco appello a non abbassare la guardia - QdS

Centuripe, dal sindaco appello a non abbassare la guardia

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Centuripe, dal sindaco appello a non abbassare la guardia

martedì 07 Aprile 2020 - 00:00
Centuripe, dal sindaco appello a non abbassare la guardia

Il primo cittadino di Centuripe ha informato sulle iniziative avviate per far fronte all’emergenza. “Non lasciare nessuno indietro, specie se improvvisamente in difficoltà economiche”

CENTURIPE (EN) – Amministratori comunali in prima linea per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, per assicurarsi che tutti i cittadini facciano la propria parte e per sostenere le famiglie che a causa delle restrizioni imposte per contenere la pandemia hanno subito un grave contraccolpo economico.

L’impegno della Giunta a favore della comunità di Centuripe è stato confermato anche dal sindaco Elio Galvagno, che nei giorni scorsi ha fatto un dettagliato punto della situazione. Tra le priorità “fronteggiare l’emergenza e, soprattutto, non lasciare nessuno indietro, specie chi si è improvvisamente trovato anche in difficoltà economiche”.

Ha preso il via in questi giorni il servizio di Pronto intervento sociale, per supportare le persone più fragili, gli anziani, i disabili, attivando forme di assistenza domiciliare e consegnando a domicilio i beni di prima necessità, grazie alla collaborazione dei volontari cittadini. Inoltre, è stata avviata l’erogazione di buoni spesa, sia con risorse comunali che tramite i fondi canalizzati da Stato e Regione.

“È proprio in momenti come questo – ha detto il sindaco Galvagno – che una comunità deve dimostrare il suo livello di maturità e coesione per affrontare le difficoltà. È importante ricordare che l’unica difesa scientificamente attestata per contrastare la diffusione del virus è il distanziamento sociale, cioè non permettere alla malattia di trasmettersi di persona in persona in maniera esponenziale”.

“Dobbiamo continuare – ha concluso – a tenere atteggiamenti responsabili e rispettare le regole che ormai conosciamo tutti. Dobbiamo, lo ripeto ancora una volta, restare a casa”.

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