Crescita economica della Sicilia, i dati del report di Bankitalia - QdS

Crescita in stallo e famiglie “schiacciate” dall’inflazione: la Sicilia del report Bankitalia

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Crescita in stallo e famiglie “schiacciate” dall’inflazione: la Sicilia del report Bankitalia

Antonio Giordano  |
giovedì 29 Giugno 2023

L'inflazione pesa, l'industria rimane ferma anche se ci sono note positive per l'edilizia e i servizi: ecco il quadro dell'Isola fornito dal report di Banca d'Italia.

La Sicilia è cresciuta nel 2022 complessivamente del 3,7% recuperando il terreno perso con la pandemia, ma questa crescita ha avuto delle caratteristiche particolari: è stata abbastanza robusta nel primo semestre, indebolita nella seconda metà dell’anno.

Le recenti previsioni della Banca d’Italia prefigurano una crescita nel 2023 dell’1,3% dell’economia nazionale (mancano proiezioni, però, per la Sicilia). Lo dice il rapporto annuale della Banca d’Italia, presentato nella sede dell’Istituto in via Cavour a Palermo. Ma la crescita del 2022 ha avuto due velocità. I fattori che hanno frenato sono stati il protrarsi delle tensioni internazionali, quindi il forte aumento dell’inflazione (salita dal 4% di inizio anno al picco del 14% di ottobre). Quindi c’è anche il peggioramento delle condizioni di finanziamento che ha influito sull’andamento del secondo semestre. “Una economia che nel complesso è cresciuta e ha continuato la ripresa nel 2021 con una previsione di rallentamento”, notano gli analisti.

Crescita economica in Sicilia: bene i servizi, ferma l’industria

L’andamento dell’attività è stato eterogeneo tra i settori produttivi; alla stagnazione dell’industria si è contrapposta la crescita dell’edilizia e quella del terziario. Nell’industria la ripresa che aveva caratterizzato il periodo post-pandemico ha progressivamente perso vigore a partire dai mesi estivi, nonostante l’incremento delle esportazioni che ha riguardato sia i prodotti petroliferi sia gli altri settori. Le imprese che hanno partecipato alla rilevazione condotta dalla Banca d’Italia hanno segnalato nel complesso dell’anno un rallentamento delle ore lavorate e una sostanziale stabilità del fatturato a prezzi costanti; l’attività di investimento si è mantenuta debole.

La crescita dei costi di produzione, già in atto nel 2021, si è intensificata nel 2022 sospinta dai rincari dei beni energetici; gli effetti sulla redditività sono stati mitigati dall’incremento dei prezzi di vendita. Nell’ultimo trimestre dell’anno si sono attenuate le difficoltà di approvvigionamento degli input produttivi che avevano condizionato l’attività delle imprese nel recente passato.

Brillano le costruzioni e il turismo

Nelle costruzioni l’espansione è stata trainata soprattutto dal comparto dell’edilizia residenziale che ha ancora beneficiato dello stimolo fiscale per la riqualificazione e il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici; in prospettiva il notevole incremento dei bandi per lavori pubblici, connesso anche con l’esecuzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), dovrebbe favorire l’attività del settore.

La dinamica positiva dei servizi si è rafforzata, sostenuta da flussi turistici in accelerazione che, recuperando quasi completamente i livelli pre-pandemia, si sono riflessi sui movimenti di passeggeri nei porti e negli aeroporti dell’Isola.

Cresce reddito famiglie ma pesa inflazione

Il reddito delle famiglie siciliane nel 2022 è cresciuto del 5,6% a valori correnti, ma l’elevato tasso di inflazione ne ha determinato una contrazione in termini reali dell’1,3%, una diminuzione lievemente più marcata di quella media nazionale. I consumi hanno proseguito la ripresa avviata nel 2021, i rincari e il deterioramento del clima di fiducia, tuttavia, hanno impedito il pieno recupero rispetto ai valori pre‑pandemia.

L’aumento dei prezzi ha avuto ripercussioni più consistenti sulle famiglie meno abbienti, il cui paniere di spesa è composto in misura relativamente maggiore dai beni e dai servizi che hanno subito i rincari più elevati. La crescita dei finanziamenti alle famiglie è proseguita sia per la componente del credito al consumo sia per i prestiti per l’acquisto delle abitazioni. A fronte dell’incremento dei tassi di interesse, nella seconda parte dell’anno le nuove erogazioni di mutui si sono però sensibilmente indebolite.

L’esposizione delle famiglie ai rialzi dell’onere del servizio del debito è nel complesso limitata, grazie alla prevalenza dei mutui a tasso fisso sul totale delle consistenze. In Sicilia nel corso del 2022 sono stati erogati mutui per due miliardi: “un valore particolarmente elevato nella storia”, spiegano gli analisti. Le nuove erogazioni a tasso variabile sono tornate a crescere anche se il 60% è ancora stipulato con tasso fisso. I mutui sono cresciuti per la clientela più giovane, si sono ridotti per le altri classi di età. Prevedendo per il 2023 un incremento di circa 3 punti percentuali dei tassi di interesse rispetto al dato del 2022 l’impatto sulle famiglie con mutui a tasso variabile è stimato in una crescita di circa un quinto della rata attuale: circa 120 euro al mese.

Crescita e ripresa in Sicilia: i dati sull’occupazione

Nel 2022 è proseguita la ripresa dell’occupazione in Sicilia dopo la contrazione dovuta agli effetti della pandemia. Il numero degli occupati sull’Isola è aumentato del 2% rispetto al 2021 (2,5% nel Mezzogiorno e 2,4% Italia). Il tasso di occupazione è del 42,6%. La crescita si è concentrata nella prima parte dell’anno ma il livello occupazione è risultato inferiore rispetto al 2019 di circa 4.500 unità dovuto al mancato recupero della componente femminile. La crescita degli occupati è legata soprattutto dal commercio e dai servizi a fronte di una riduzione in agricoltura e una tenuta nell’industria.

Il numero degli occupati rispetto al periodo pre-pandemico rimane più contenuto in tutti i settori tranne nelle costruzioni, la cui quota di addetti sul totale è passata dal 5% al 7,5%.

Immagine di repertorio

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