Ddl del governo regionale, da undici a un solo consorzio di bonifica, con quattro comprensori - QdS

Ddl del governo regionale, da undici a un solo consorzio di bonifica, con quattro comprensori

redazione

Ddl del governo regionale, da undici a un solo consorzio di bonifica, con quattro comprensori

giovedì 20 Giugno 2019 - 15:02

Si passerà dagli undici consorzi del 1995 a uno: è questa la novità del testo che riforma i consorzi di bonifica e irrigazione in Sicilia, illustrato in mattinata, a Palazzo d’Orleans, dal presidente della Regione Nello Musumeci.

Il consorzio sarà articolato in quattro comprensori territoriali di bonifica, definiti sulla base di unità idrografiche ed idrauliche omogenee: Palermo-Trapani; Agrigento-Caltanissetta-Gela; Caltagirone-Catania-Enna-Messina; Siracusa-Ragusa.

Inoltre, sarà un ente di diritto pubblico economico a carattere associativo e avrà l’assemblea consortile, l’assemblea comprensoriale, il consiglio di amministrazione, il presidente, il collegio dei revisori.

Risale al 1995 la legge regionale, mai del tutto applicata, che istituisce undici consorzi di bonifica, nel 2014 viene approvata la legge che li porta a due, Sicilia occidentale e orientale, mentre con questa proposta se ne istituisce uno unico con un direttore generale e un presidente eletto dagli agricoltori.

Gli obiettivi della riforma si sintetizzano nella realizzazione di opere irrigue (le risorse a oggi non vengono utilizzate o pignorate se attribuite agli attuali Consorzi); l’aumento della superficie irrigua, ad oggi 61.000 ettari irrigati a fronte di 176.000 irrigabili solo attraverso investimenti nelle aree attrezzate; un incremento stimato di reddito in agricoltura di 1 miliardo euro; infine si passerà da reti fatiscenti a reti efficienti. Ed ancora, sarà modernizzata l’irrigazione (volumi, turni,qualità) per fronteggiare il cambiamento climatico, gli allungamenti della stagione irrigua, l’introduzione di nuove colture.

A regime il nuovo consorzio, dopo otto anni, dovrà garantire, la gestione ordinaria dell’ente con entrate proprie.

La Regione garantirà la spesa per gli investimenti.

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