Diminuiscono le imprese, aumentano i dipendenti: la doppia faccia della Sicilia, ecco i dati - QdS
3 Aprile 2025

Diminuiscono le imprese, aumentano i dipendenti: la doppia faccia della Sicilia, ecco i dati

Diminuiscono le imprese, aumentano i dipendenti: la doppia faccia della Sicilia, ecco i dati

Michele Giuliano  |
sabato 29 Marzo 2025

Sicilia double face nel mondo delle aziende non agricole: calano di numero ma hanno più impiegati

Oltre 121 mila imprese nel settore privato non agricolo. Questi i numeri dell’economia siciliana, secondo gli ultimi dati raccolti dall’Inps, che vede il totale delle aziende scendere leggermente tra 2022 e 2023. Cresce invece il numero dei dipendenti di oltre 16 mila unità, arrivati lo scorso anno a 618 mila contro i 602 dell’anno precedente.

Le conseguenze

Di conseguenza aumentano anche i versamenti dei contributi che nell’ultimo anno ammontano a 4,6 miliardi di euro contro i 4,3 del 2022, il che si traduce in 315 milioni di euro di contributi versati in più in un solo anno. In media, ogni impresa conta 5,11 dipendenti, in crescita rispetto al 2022, quando ci si fermava a 4,97. Con questi numeri, la Sicilia si trova al settimo posto tra le regioni italiane per numero di aziende, mentre scende al nono posto per numero di dipendenti. In testa alla classifica la Lombardia, con oltre 284 mila aziende e 3,9 milioni di dipendenti.

I numeri per macroterritori

Per macroterritori, è il Nord Ovest a segnalare i risultati migliori, con quasi 443 mila aziende e 5,2 milioni di dipendenti; quindi, il Sud si pone al secondo posto per numero di imprese, mentre il secondo maggior numero di dipendenti si trova nel Nord Est.

Le Isole sono il fanalino di coda per entrambe le categorie. Ciò che viene fuori dai dati Inps conferma quanto già rilevato dalla Banca d’Italia nel rapporto annuale 2024 “L’economia della Sicilia”: nonostante il rallentamento ciclico e l’aumento del costo del credito, una quota elevata di imprese ha conseguito risultati reddituali positivi; ciò ha sostenuto l’accumulazione delle disponibilità liquide, che hanno raggiunto un picco storico alla fine del 2023. L’espansione dell’occupazione è proseguita anche nello scorso anno, in misura più intensa rispetto all’anno precedente.

I dipendenti in crescita

La crescita ha interessato soprattutto i lavoratori dipendenti; nel settore privato la creazione di nuove posizioni lavorative è stata supportata in prevalenza dalla componente a tempo indeterminato. In termini percentuali, in riferimento ai contributi previdenziali versati, i dati Inps mostrano che la Lombardia è la regione con la maggior presenza di imprese, con il 17,04% delle imprese nel proprio territorio; mentre quella con minore presenza è la Valle d’Aosta con lo 0,26%.

Anche le posizioni lavorative sono maggiormente concentrate in Lombardia e nel Lazio con percentuali pari, rispettivamente, al 25,27% e al 13,05%. Il minor numero di posizioni lavorative si trova in Valle d’Aosta, con lo 0,18%.

I contributi annui sono stati maggiormente versati nelle regioni del Nord-Ovest con 64,7 miliardi di euro complessivamente versati nel 2023; a seguire le regioni del Nord-Est con 36,5 miliardi, quelle del Centro con 38,9 miliardi, quelle del Sud con 16,9 miliardi ed infine quelle delle Isole con 6,6 miliardi di euro.

Rapporto imprese-popolazione

Altro dato interessante, il rapporto tra il numero di imprese e la popolazione residente: la Valle d’Aosta sale al primo posto tra le regioni, con un rapporto dell’0,0350, mentre la Sicilia si trova al terzultimo posto, al di sotto dello 0,0250.

Peggio soltanto il Friuli Venezia Giulia e la Calabria. Analizzando il numero di imprese attive nel 2023 per settore di attività economica, si nota che il maggior numero di imprese si concentra nel settore “commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli”, che ingloba il 21,59% delle imprese totali, seguito dal settore “attività manifatturiere”, di cui fanno parte il 14,39% delle imprese, seguito, ancora, dal settore “attività dei servizi di alloggio e di ristorazione” con il 14,30% delle imprese.

Analizzando, invece, la percentuale di posizioni lavorative sul totale, i settori che forniscono più posti di lavoro sono quelli delle “attività manifatturiere”, con il 24,48%, seguito dal settore “commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli” con il 14,89% e dal settore “noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” con il 10,64%.

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