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Dissesto: Salina (Me), progetto per il costone di Malfa

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Dissesto: Salina (Me), progetto per il costone di Malfa

domenica 21 Marzo 2021 - 05:00

Aggiudicata progettazione di un intervento di consolidamento atteso da dieci anni. Nel tratto di litorale interessato vige divieto di balneazione per rischio caduta massi

PALERMO – Un progetto esecutivo in grado di pianificare, a Salina, nelle isole Eolie, un intervento di consolidamento del costone roccioso compreso tra Punta Scario e Pollara lo si attende da oltre dieci anni.
La Struttura contro il dissesto idrogeologico, che fa capo al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ha fatto anche stavolta la sua parte e, dopo averla finanziata, ha aggiudicato in modo tempestivo la progettazione. Il responso di gara, reso noto dagli Uffici diretti da Maurizio Croce, è il seguente: a eseguire le indagini e i rilievi tecnici sarà la Gheller srl di Vicenza per un importo di 540 mila euro e grazie ad un ribasso del 28,8 per cento.

Ora si dovranno bruciare i tempi per restituire la piena e sicura fruibilità di una superficie a rischio, estesa circa 700 metri quadrati, con fronti rocciosi verticali. Una delle zone di arresto e di accumulo dei blocchi lapidei è la strada che collega Malfa con il porto, con tutti i pericoli che è facile immaginare per i fabbricati vicini ma anche per il traffico veicolare.
Ci troviamo nel versante settentrionale, a una quota media di circa quindici metri sul livello del mare ed è proprio qui che si trova via Indipendenza, chiusa da decenni: era l’arteria, alla sommità della parete rocciosa, che congiungeva l’abitato con la zona costiera, ma ha subìto una serie di lesioni al manto stradale e vari smottamenti che l’hanno resa a dir poco impraticabile.

In questo tratto di litorale, inoltre, in corrispondenza del costone, vige ancora il divieto di balneazione a causa del rischio, più che mai concreto, di caduta massi. Il progetto prevede la realizzazione di un muro debitamente mimetizzato in cemento armato su fondazione indiretta, lavori di ingegneria naturalistica per ridurre al minimo l’impatto ambientale, e attività di disgaggio e demolizione ma anche un sistema di imbracature e chiodature.

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