Armao: "Pa, servono efficienza e rapidità per supportare gli imprenditori" - QdS

Armao: “Pa, servono efficienza e rapidità per supportare gli imprenditori”

Raffaella Pessina

Armao: “Pa, servono efficienza e rapidità per supportare gli imprenditori”

giovedì 08 Settembre 2022 - 06:00

Forum con Gaetano Armao, candidato alla Presidenza della Regione Siciliana

Intervistato dal direttore Carlo Alberto Tregua e dal vice presidente Filippo Anastasi, il candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, Gaetano Armao, risponde alle domande del QdS.

La Pubblica amministrazione regionale può essere paragonata a una grande macchina, che però non funziona come dovrebbe…
“Nel funzionamento dell’Amministrazione regionale, l’apparato burocratico è cruciale. Se non funziona diventa una zavorra del sistema produttivo, un peso per i cittadini e una disgrazia per chi deve investire in Sicilia. Ci vuole una rivoluzione copernicana che deve connotare l’Amministrazione. Innanzitutto è necessario un apparato organizzativo per garantire che le leggi siano applicate, altrimenti le norme rimangono solo sulla carta. Ci deve inoltre essere un ricambio generazionale con personale formato e competente. Per esempio, in assessorato all’Economia oggi ci sono circa 230 persone, mentre prima ce n’erano circa seicento, ma gli adempimenti rispetto a dieci anni fa sono diventati il quadruplo. I criteri di fondo di un dirigente sono innanzitutto la responsabilità piena della pratica presa in carico, con la individuazione digitale del responsabile. Più è alta la carica e maggiore è la responsabilità”.

Si può lavorare anche sulle tempistiche?
“Stiamo facendo un riaccertamento dei residui perché vi sono dei pagamenti da parte della Regione che sono in ritardo. Per questo ho chiesto i primi giorni di agosto il procedimento disciplinare nei confronti dei dirigenti del settore Pesca e della Programmazione perché hanno ritardato o in alcuni casi sbagliato le schede da inviare all’assessorato all’Economia per eseguire il riaccertamento dei residui. In particolare la Programmazione aveva trecento o quattrocento schede inevase. Per questo alcune imprese hanno dovuto attendere questi adempimenti, non è pensabile arrivare a fine agosto senza aver fatto i pagamenti. Bisogna accorciare i tempi di decisione. Oggi più che mai, soprattutto con l’inflazione al 9%, l’incremento dei costi energetici e delle materie prime, un’ora, per un imprenditore è denaro che vola. Figuriamoci se possiamo farli attendere mesi e mesi per avere risposte sull’investimento”.

Quali sono gli altri aspetti da migliorare?
“L’altro tema nell’Amministrazione pubblica, a cui tengo molto, che è quello della legalità e del contrasto al racket. Ho raccolto il messaggio della professoressa Maria Falcone, perché noi riteniamo assolutamente rilevante che queste cose siano oggetto di attenzione, dibattito, impegni. Non è un caso che abbiamo candidato l’ex questore di Salerno, Maurizio Ficarra, e metteremo in Giunta la professoressa Angela Ogliastro che si occupa di Frontex (Agenzia di controllo delle frontiere, nda) e che è sorella di Serafino Ogliastro, vittima di lupara bianca. E poi bisogna puntare nella Pubblica amministrazione digitale. Distinguiamo due tipi di digitale: quello inteso come servizio ai cittadini, e in Sicilia siamo un’eccellenza perché siamo riusciti a passare da una spesa di un milione e mezzo di euro a oltre trecento milioni. Oggi la Sicilia ha il doppio dei Comuni digitalizzati rispetto alla Lombardia e al Veneto. Poi c’è la digitalizzazione della Pa: dal primo gennaio 2023 entreremo nel sistema finanziario e contabile che viene utilizzato in tutta Italia, passando da un sistema di cassa a uno di tesoreria, con tutte le procedure di pagamento digitalizzate”.

Capitolo infrastrutture: cosa serve alla Sicilia per rimettersi in pari con il resto d’Italia?
“C’è molto da lavorare: ho proposto al presidente della Regione di intentare una causa milionaria perché l’Anas continua a lasciare le nostre strade in condizioni pietose e le risorse devono essere distribuite in modo proporzionato su base nazionale. L’interruzione dell’autostrada Palermo-Catania è costata ai cittadini oltre quaranta milioni di euro l’anno. Di cui a mio avviso l’Anas deve rispondere. In altri casi Anas è stata molto attenta, come nella gestione della Ragusa-Catania, che dopo mille difficoltà sta camminando. Anche la Siracusa-Catania è un’opera ottima. Si sono fatti anche molti investimenti sulle strade con il Fondo sviluppo e coesione, ma i risultati si vedranno nei prossimi anni. Infatti, dal momento in cui le risorse vengono messe a disposizione al momento in cui il cantiere chiude i lavori, passano anni. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, FS sta utilizzando il Pnrr per sostituire gli investimenti che già erano stati allocati per il raddoppio ferroviario della Palermo-Catania-Messina e per altre tratte. Credo che sarebbe importante che ci dicessero quelle risorse sostituite dove andranno a finire e per che cosa verranno utilizzate in Sicilia”.

E per le strade interne?
“Bisogna restituire una governance alle Province, cui sono attribuite importanti funzioni tra cui quelle nel settore delle infrastrutture. Il ministro dell’Economia Tria ha attribuito alle Province siciliane 570 milioni di euro per nuovi investimenti per strade e scuole, da utilizzare nel periodo che va dal 2018 al 2025. Ho più volte riunito i tecnici delle Province rilevando una sostanziale incapacità di realizzare progetti e quindi sono stati fatti con l’Ufficio centrale di progettazione che è stato istituito in Regione e che ha svolto una funzione di supplenza nella predisposizione di tali documenti”.

Gaetano Armao, candidato alla Presidenza della Regione Siciliana

Condizione di insularità in Costituzione occorre un Governo fatto di competenti

In che modo è possibile rendere le città dell’Isola più moderne?
“A proposito di infrastrutture, ma anche di transizione ecologica, dobbiamo ripensare il servizio di trasporto pubblico locale e, personalmente, credo molto nel sistema dei taxi. I taxi svolgono una funzione importantissima e dobbiamo aiutarli poiché rappresentano il biglietto da visita quando viene qualcuno da fuori. Bisogna aiutarli a comprare una macchina ibrida, che inquina meno, e offrire una formazione per la conoscenza delle lingue. Da non dimenticare che il taxi ha la sua funzione per donne sole o anziani che si devono spostare in città”.

E per superare le distanze fra i territori?
“Si potrebbe creare nell’Isola un sistema di aviazione leggera, come avviene in tante parti del mondo. Molte sono le aviosuperfici che si prestano a questo scopo e tutto questo sarebbe di facile realizzazione grazie anche al riconoscimento degli svantaggi che derivano dalla condizione di insularità, fatto questo inserito in Costituzione”.

Fermiamoci un attimo sull’insularità. Quali altri vantaggi ne deriveranno per i siciliani?
“Sono tre gli assi della insularità: continuità territoriale, con vantaggi sugli spostamenti, fiscalità di sviluppo, ovvero incentivi per lo sviluppo imprenditoriale, e perequazione infrastrutturale, cioè infrastrutture che supportino la condizione di insularità. Qualsiasi atto normativo o amministrativo dovrà tenere sempre conto dell’insularità. Quindi ci vorrà un Governo fatto da persone competenti che impugni ogni provvedimento che non rispetti tale norma. Ciò riguarda ogni settore: dal piano per le scuole a quello dei trasporti a quello degli aeroporti”.

Vera transizione ecologica senza porre dei veti inutili

Vi sono numerose richieste per impianti di energia rinnovabile bloccati. Come mai?
“La Commissione Via-Vas (che si occupa delle Valutazioni di impatto ambientale dei progetti e delle opere, nda) va rivoluzionata e deve dare risposte in sessanta giorni massimo. Non è pensabile che sia il collo di bottiglia della economia energetica siciliana. Dopodiché dobbiamo scegliere che cosa fare da grandi. La nostra Isola è una piattaforma energetica straordinaria: siamo percorsi dai tubi del gas che portano energia dall’Africa verso il continente europeo, possediamo raffinerie che trasformano gran parte del prodotto petrolifero nazionale, abbiamo un cavo elettrico sommerso (Tyrrhenian Link, tra Sicilia e Campania, nda) che migliorerà la capacità di scambio elettrico e quindi si potranno utilizzare al meglio i flussi di energia da fonti rinnovabili favorendone lo sviluppo. Siamo anche una delle parti d’Europa più irradiate e quindi maggiormente vocati al solare. E possiamo pensare anche ai parchi eolici marini”.

Come possono essere sfruttate tutte queste risorse?
“Se vogliamo fare la transizione ecologica sul serio non possiamo porci dei limiti, ma ci sono pezzi del mondo dei verdi che la transizione ecologica non la vogliono fare, perché pongono veti ovunque. E aggiungo che si devono fare i rigassificatori e i termovalorizzatori e si deve valutare anche il nucleare. Ovviamente ci vorranno dieci anni, ma la transizione ecologica è un imperativo categorico per rispettare i nostri figli e lasciar loro un ambiente più pulito”.

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