I fatti e la storia - QdS

I fatti e la storia

Pino Grimaldi

I fatti e la storia

sabato 08 Giugno 2019 - 11:17

Celebrazione del 75° anniversario del “D day”: 16 Capi di Stato e di Governo a commiserare la morte di circa 20,000 soldati delle due parti e l’inizio della rivalsa della Gran Bretagna sul suo nemico storico. Anche la Signora Merkel primo ministro di quella Germania con la quale non fu mai firmato un trattato di pace essendo stata ritenuta (quella di Hitler) cancellata e quella nuova creata ex nihilo dall’invasore.
Nessun rappresentante dell’Italia: Mattarella a Roma, Conte in Vietnam, i suoi vice a far campagna elettorale.
Se alcuno – giovane, ovvio – avesse avuto dubbi su come fu considerato il nostro Paese all’epoca- e tutt’ora – la celebrazione sopradetta fa piazza pulita e spiega perché esso non è “reliable”, affidabile: non abbiamo mai finito una guerra con gli alleati con i quali ne abbiamo cominciata una. Ci siamo sempre prostrati ai piedi del vincitore che o si è voltato dall’altra parte o ci ha utilizzato a proprio fine. Abbiamo fatto carte false, regolarmente scoperte e, logicamente, criticate.
Ciò che accadde tra il 1940 ed il 1945 fu la silloge del comportamento italiano, che anche nella politica odierna trova ampio spazio e ne caratterizza il procedere: mutiamo abito – con grande facilità -, non il modo d’essere.
In guerra (Mussolini) contro Francia ed alleati il 10 Giugno del 1940 quando questa era stata già invasa dalla Germania. Combattemmo 4 dei 15 giorni di guerra e firmammo come “potenza dell’asse” armistizio, dopo che eravamo stati per un anno “non belligeranti” facendo occhiolino alle due parti in contesa. Dicemmo di avere firmato (Badoglio) a Cassibile un armistizio con la potenze alleate – ma fu “resa incondizionata”- che chiedemmo fosse comunicato il 12 settembre non accettato dal contraente che l’annunziò l’8, con Governo impreparato e re a fuggire a notte fonda.
Per dimostrare lealtà al vincitore il 13 Ottobre seguente dichiarammo guerra alla Germania, alleata per tre anni, avendone la “non accettazione della dichiarazione di guerra” – offesa massima – perché Paese senza sovranità e gabellammo “cobelligeranza” – mai accettata – con gli Alleati che solo alla fine denominarono i nostri poveri soldati ” gruppi combattenti” senza mai esplicito accordo internazionale e non considerazione nel trattato di pace(De Gasperi) – 1947- con l’Italia “nazione nemica e vinta”. Dichiarammo guerra al Giappone il 14 Luglio 1945 (Governo Parri) per ingentilire i vincitori ma anch’essa non fu accettata perché, anche a quel momento “senza sovranità”.
Spacciammo grande impegno nel risorgere mai dicendo che senza il piano Marshall avremmo leccato la sarda per parecchio.
Ora siamo per destrutturare l’Europa che così come è fu da noi fondata di fatto e de jure. L’attuale Governo vede i firmatari del “contratto”, l’un contro l’altro armato. La storia è si maestra di vita. Ma i fatti fanno la storia. Che per noi parrebbero essere giorno (quotidiano) di memoria per qualcosa accadutoci e poi festival di San Remo e Campionati del mondo. Non molto.

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