M5s, Di Maio cavalca il maltempo, "al servizio del Paese" - QdS

M5s, Di Maio cavalca il maltempo, “al servizio del Paese”

redazione web

M5s, Di Maio cavalca il maltempo, “al servizio del Paese”

domenica 24 Novembre 2019

"Ce la metteremo tutta" ha detto ad Augusta durante il mini-tour in Sicilia. Interrotto da un rientro a Roma per incontrare Grillo, che detta la linea: il capo politico resta ma la strada è l'accordo con il Pd, spegnendo le sirene leghiste

“L’Italia intera è stata ed è tuttora sotto i colpi del maltempo. Qualcuno sembra averlo dimenticato, non noi. Io e tutto il MoVimento 5 Stelle siamo al servizio del Paese, da nord a sud, per aiutare tutti quei cittadini che in questo momento hanno subito gravi perdite o danni causati da condizioni climatiche ormai fuori controllo”.

Lo ha scritto stamattina su Facebook il leader 5 Stelle e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

“Pari dignità” per la Sicilia

Il post è corredato dal video del suo intervento di ieri sera ad Augusta dove ha chiesto, tra le altre cose, “pari dignità” per la Sicilia negli aiuti per affrontare i danni per il maltempo.

“Io – dice Di Maio – sono d’accordo sul fatto che dobbiamo aiutare tutti i territori italiani. I veneziani hanno tutta la nostra solidarietà ma bisognava aiutare, quando l’ha chiesto all’inizio di novembre, anche la Sicilia, e non è stato fatto in tempo”.

Spiegando che “non ci sono comuni o regioni di serie A o di serie B”, il leader pentastellato assicura che “”ce la metteremo tutta”.

Il tour in Sicilia di Di Maio si concluderà oggi e domani il ministro degli esteri sarà in Calabria in mattinata e nel pomeriggio in Emilia Romagna.

Stamani Di Maio ha incontrato il sindaco Giuseppe Galanti e i consiglieri comunali a Licata (Agrigento), tappa che era stata rinviata proprio per l’incontro avuto a Roma con Beppe Grillo.

Di Maio ha ribadito all’amministrazione i concetti ripetuti in questi giorni durante i sopralluoghi nei comuni colpiti dai nubifragi di fine ottobre e novembre: la vicinanza del governo che ha ha già impegnato 10 milioni di euro e si appresta a stanziarne altri per aiutare i territori.

A Licata anche i migranti in primo piano

Con il naufragio di Lampedusa di ieri, tra i temi trattati da Di Maio non poteva non esserci quello dei migranti.

“Da ministro degli Esteri ci sto lavorando dal primo giorno. Questo è un tema molto sentito dall’opinione pubblica e l’Italia non deve restare sola” ha detto Di Maio al Consiglio comunale a Licata.

“Abbiamo dichiarato nei giorni scorsi, con nuovi decreti, ‘paese sicuro’ alcuni paesi del Mediterraneo – dice – perché in questo modo quando queste persone arrivano qui da noi possiamo dire in quattro mesi e non più in due anni se possono restare, o se nella maggioranza dei casi devono tornare indietro perché non hanno i requisiti”.

“Idem – ha proseguito- dopo il vertice della Valletta abbiamo sancito che chiunque arrivi in Italia debba essere ridistribuito. Adesso abbiamo una nave che sta arrivando e la ridistribuzione permette a queste persone di andare negli altri paesi europei. Sono d’accordo che non possiamo farlo da soli”.

Le ultime tappe del tour siciliano

In mattinata il programma prevede tappe a Grammichele e Acireale, in provincia di Catania, e a Leonforte e Valguarnera Caropepe, nell’Ennese, per incontri con cittadini e attivisti M5s.

Grillo, la strada è l’accordo con il Pd, spegnere le sirene leghiste

E il fondatore ha dettato la linea del Movimento: il capo politico resta Luigi, ma la strada è l’accordo con il Pd.

E le sirene leghiste vanno spente.

E’ in questo concetto, soprattutto, che si cela il “dark side of the moon” dell’incontro tra Luigi Di Maio e Beppe Grillo.

Un incontro che ha un “volto” diffuso sui social e sui media – il video del fondatore e del capo politico, vicini fino a toccarsi, compostamente sorridenti – e una parte i cui effetti forse, si vedranno solo fra qualche settimana.

Ed è in questa parte “nascosta” che si cela quella sorta di diktat sul Pd che Grillo impone a Di Maio assicurandogli, al tempo stesso, che rimarrà lui al timone del Movimento nella fase più delicata.

Certo, Di Maio, non sarà più “solo”. Grillo lo scandisce nel video, assicurandolo a chi, di Di Maio, non si fida più.

Il suo è un ritorno in campo al quale è stato quasi costretto per evitare l’implosione della sua creatura.

Ed è un ritorno che, al momento, vede in posizione defilata Davide Casaleggio, di certo molto più scettico del fondatore rispetto a un percorso condiviso con il Pd.

Sarà Grillo, invece, il Garante della transizione che porterà il Movimento agli Stati generali della prossima primavera. E non solo per l’ala ‘fichiana’ ma anche per chi, nell’inner circle di Di Maio, guarda al governo con il Pd con convinzione maggiore del leader, è una buona notizia.

Di certo il capo politico è chiamato ad accelerare, entro metà dicembre, su quella formazione del team del futuro – “il primo organo politico” del M5S, precisa Di Maio – che vedrà 12 referenti tematici e 6 referenti organizzativi.

Ed è in quest’ultima tranche che potrebbe concentrarsi quella reale divisione di poteri che in tanti, tra i Cinque Stelle, ora pretendono. Tanto che, tra i pentastellati, più che di facilitatori si parla anche di una sorta di “triunvirato” che abbia le funzioni che furono del Direttorio. Grillo già a Italia 5 Stelle aveva incontrato, singolarmente, scontenti e vecchia guardia, manifestando loro il rischio che un leader si circondi di “yes man”.

Questa volta, però, non ci saranno “cartellini gialli” per Di Maio: il fondatore “vigilerà” anche nella sua linea politica.

Sulla Grillo è netto: con la Lega non si torna. Grillo lo dice a Di Maio, nel cruciale incontro dell’hotel Forum, probabilmente consapevole dei sospetti – circolati anche tra alcuni big del Movimento – che il ministro degli Esteri non sia convinto della strada comune del Pd e che, in questo suo scetticismo, si ritrovi perfettamente con Alessandro Di Battista.

Non è detto che l’intervento di Grillo sia risolutivo. Qualcuno, nel Movimento, sperava nello strappo del fondatore rispetto a Di Maio. Certo, nel video torna a ribadire la fine del Movimento conosciuto finora.

“Non siamo più quelli che eravamo dieci anni fa, mettetevelo in testa. E’ l’ entropia la nostra matrice, dal caos vengono le idee meravigliose, e ci saranno”, è la “preghiera” di Grillo a attivisti ed eletti.

Una preghiera che, forse, nel disegno del fondatore si potrebbe tramutare in una svolta filo-Pd in Emilia-Romagna. Dove un voto su Rousseau, da qui a lunedì, potrebbe chiedere agli attivisti se il M5S deve correre da sola o in coalizione con i Dem.

Sarebbe l’ennesimo cambio di marcia. Ma sul blog, a commento del video di Grillo e Di Maio, in tanti “cantano” “bella ciao”.

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