Manca la capacità di competere, ecosistema urbano, la Sicilia è ultima - QdS

Manca la capacità di competere, ecosistema urbano, la Sicilia è ultima

Carlo Alberto Tregua

Manca la capacità di competere, ecosistema urbano, la Sicilia è ultima

venerdì 08 Novembre 2019 - 00:00

Il ventiseiesimo rapporto Ecosistema urbano, che fa la graduatoria delle province italiane in base a diversi parametri, effettuato da Legambiente e Ambiente Italia, misura la qualità del vivere in 104 città capoluogo di provincia. Al primo posto Mantova e Bolzano, all’ultimo Siracusa.
Secondo l’Agenzia europea per l’Ambiente, nel 2016, l’Italia ha avuto il primato di morti premature da biossido di azoto e da ozono. Per cui, vi è da salutare in modo positivo la reazione, soprattutto dei giovani, contro una politica ambientale inconcludente.
La pagella verde dei capoluoghi di provincia tiene conto dell’ambiente urbano controllato dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Onu.
La classifica considera anche i sistemi di trasporto, gli spazi verdi pubblici, la qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti, l’efficienza delle risorse, la sicurezza stradale.

In testa a questa speciale classifica, che ha come punteggio massimo cento, il capoluogo di provincia che si è più avvicinato è stato Trento con 81,20, ma anche in questo caso le città siciliane risultano agli ultimi posti: per esempio, Siracusa (103esima), Catania (102esima), Ragusa (101esima), Palermo (100esima), e Messina (91esima). Anche Roma non sta bene, essendo piazzata all’89° posto.
Il rapporto ha analizzato diversi parametri, come le percentuali di biossido di azoto, la concentrazione di Pm10, la produzione di rifiuti urbani pro capite, la raccolta differenziata, il verde, le isole pedonali, il solare termico e fotovoltaico, la dispersione della rete idrica, la capacità di depurazione, le piste ciclabili, il numero di alberi, l’uso efficiente del suolo, ed altri.
Non vogliamo seccarvi con una serie di numeri e di classifiche. Possiamo solo dire che le nove province siciliane si trovano in quasi tutte le elencate classifiche in posizione finale e questo ci dispiace molto.
La domanda che consegue è: perché una regione come la nostra non deve primeggiare in tutte le materie ambientali, ma anche in quelle economiche e sociali?
Le risposte sono ovvie. Le istituzioni, la burocrazia e la classe dirigente della società civile non fanno il proprio dovere, che è quello di utilizzare al meglio le imposte incassate per mettere in atto progetti ambientali ma anche di crescita, sostenendo investimenti pubblici e privati e, con essi, creando occupazione che è la linfa vitale del Popolo.
Sembra, invece, che i responsabili delle istituzioni, la dirigenza pubblica e la classe dirigente civile, facciano di tutto per cloroformizzare i siciliani, cui danno sussidi per farli star buoni, ma non ritengono di mettere in atto quelle iniziative che funzionando bene, invece, li farebbero stare meglio.
Ed ecco la necessità che la stampa tenti di svegliare le coscienze dei siciliani, agendo in senso contrario alla nefandezza dei responsabili istituzionali. Non altro modo che quello di spingere i cittadini ad esercitare un rigoroso controllo sulle istituzioni e sulla burocrazia, affinché entrambe comincino a funzionare come funzionano in altre regioni europee.

Cosa ha Trento che Catania non ha? Nulla. Anzi, Catania ha tante cose in più di Trento ma manca di quelle essenziali e cioè della capacità amministrativa, della conduzione di chi ha la responsabilità di fare funzionare i versanti dell’intera Comunità.
Il discorso può riferirsi alle altre otto province siciliane che hanno in comune questa incapacità di competere al meglio con le province del Nord, le quali funzionano pur non avendo le potenzialità che hanno quelle isolane.
La questione è trattata da questo giornale continuamente, ma non si può non scriverne, perché è evidente lo stridore ed il contrasto che c’è fra quello che si dovrebbe fare e quello che non si fa.
È fortemente carente la capacità di progettare il futuro e di adottare tutti gli strumenti necessari per andarvi incontro con determinazione, forza e volontà.
Vivere in un ambiente sano e pulito è una necessità. Ci vogliono le persone adatte a perseguire questo obiettivo. Non se ne vedono!

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684