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Messina, acquedotto da completare in una bagarre istituzionale

Lina Bruno

Messina, acquedotto da completare in una bagarre istituzionale

venerdì 09 Aprile 2021 - 00:01
Messina, acquedotto da completare in una bagarre istituzionale

Il Comune vorrebbe iniziare subito i lavori per investire i tre milioni di euro disponibili, ma da Palermo non è arrivato il via libera per far partire il cantiere. Da qui è partito lo scontro De Luca-Armao

MESSINA – Un finanziamento disponibile e un serbatoio dell’acquedotto da completare, in un’area dell’Eas, diventata dopo anni di abbandono sede di stalle abusive e discariche con eternit. Il Comune vorrebbe iniziare i lavori per dare un nuovo volto a quel pezzo di territorio, ma da Palermo non è arrivato il via libera per l’accesso e l’apertura del cantiere, malgrado un’interlocuzione che va avanti da due anni. Questi gli elementi essenziali di una storia come tante in questa città, dove passano decenni prima di vedere avviata un’opera e quando succede non è detto che venga terminata, con grande spreco di risorse e danni per i cittadini.

La vicenda, con tutte le sue contraddizioni, è stata raccontata nel solito scenario social da Cateno De Luca, nel corso di una diretta in cui, oltre a insulti e pernacchie, si sono potuti ascoltare i messaggi vocali tra il sindaco e il vice presidente della Regione e assessore al Bilancio, Gaetano Armao. Tralasciando il folklore, la violazione della privacy e le cadute di stile, resta il paradosso di un’opera bloccata per un conflitto di competenze tra Enti pubblici.

“Nessun intervento può essere realizzato sull’area, se non dopo il pronunciamento del Governo regionale”. È questo il contenuto della nota datata primo aprile, firmata da Benedetto Mineo, dirigente generale del Dipartimento Finanza e Credito della Regione Sicilia, che ha fatto infuriare il sindaco Cateno De Luca. Nel documento si diffida il Comune a dare seguito all’ordinanza emessa dal sindaco il 29 gennaio. L’area sulla collina di Messina due è dell’Eas, ente in liquidazione e quindi del socio unico, la Regione. Il Comune da tempo aspetta l’autorizzazione per potere consegnare i lavori di completamento del serbatoio. La gara è stata espletata alla fine del 2020, il contratto firmato ma l’interlocuzione con gli uffici di Palermo, avviata nel 2018, non ha dato alcun esito.

De Luca ha ribadito che lunedì farà comunque partire i lavori (“Non tengo tre milioni di euro fermi”) invitando anche l’assessore Armao a esserci e intanto ha dato mandato per preparare un esposto denuncia contro gli organi regionali ipotizzando anche un danno erariale.

Il sindaco di Messina – ha replicato Armao – lancia provocazioni per nascondere l’incapacità amministrativa in una vicenda in cui, invece di fornire documenti, progetti e relazioni, emette ordinanze prive di comunicazione preventiva e cerca di buttarla in caciara richiamando circostanze inesistenti. Siccome l’interesse pubblico deve prevalere, si è inviata una nota, in cui si ribadisce la disponibilità per la celere definizione della procedura, laddove l’Amministrazione comunale ne abbia effettivamente l’intenzione”.

Ma De Luca ha controreplicato attaccando ancora: “Dobbiamo ancora ribadire l’intenzione? Abbiamo mandato tutto a Palermo, ma se ne sono fregati. Due anni di lettere, telefonate, messaggi. Perché la nota di disponibilità arriva solo adesso? Potrò essere condannato per i miei modi, ma non è sopportabile tutto il tempo che si è perso per un terreno che per legge doveva essere già passato al Comune, perché parte del patrimonio del servizio idrico integrato, attraverso le società d’ambito”.

La genesi di questa incompiuta risale all’inizio degli anni Novanta, quando vennero finanziati dalla Cassa per il Mezzogiorno due impianti per il servizio dell’acquedotto comunale. Il Montesanto 2 è stato realizzato dall’Eas e ceduto al Comune e quindi all’Amam. Del Montesanto 1 si realizzarono solo le fondamenta e le travi di delimitazione con le tubazioni di adduzione. Nel 2016 alla sottoscrizione del Masterplan e dopo la crisi idrica del 2015 venne proposto dal Comune un progetto per 3,2 milioni di euro per attivare il serbatoio Montesanto 1. Ci fu l’aggiudicazione della gara d’appalto dei servizi di ingegneria ma non si andò oltre, fino al 2018 quando la procedura si rimise in moto anche con la rimodulazione del Masterplan e l’incremento di un milione della dotazione finanziaria iniziale. I lavori da contratto dovrebbero essere completati in 540 giorni.

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