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Migranti: Sea Watch verso Lampedusa, ragioni umanitarie

redazione

Migranti: Sea Watch verso Lampedusa, ragioni umanitarie

sabato 18 Maggio 2019 - 16:04
Migranti: Sea Watch verso Lampedusa, ragioni umanitarie

Alcuni dei naufraghi salvati minacciano il suicidio. Il Viminale sfida ancora il Governo. Ma sul Municipio dell'isoletta don Ciotti fa sistemare uno striscione, "Per un Mediterraneo di Pace". Il Sindaco, "basta commuoversi, bisogna muoversi"

La Sea Watch è stata autorizzata a rimanere alla fonda poco fuori il porto di Lampedusa dopo decisione di chiedere la revoca del divieto d’ingresso alle Autorità italiane per “ragioni umanitarie”.
Lo ha reso noto la portavoce italiana della Ong Giorgia Linardi sottolineando che il comandante è stato “in costante contatto con la Guardia Costiera”.

Le condizioni a bordo della nave, bloccata per 36 ore al largo dell’Isola, stando alle valutazioni di medici ed equipaggio, “supererebbero le motivazioni che hanno portato al diniego”.

Proprio i medici hanno sottolineato come alcuni migranti abbiano minacciato di suicidarsi se non verrà consentito loro di sbarcare in un porto sicuro.

“Siamo molto preoccupati perché alcune delle persone a bordo della nave parlano di suicidio” ha scritto la Ong su Twitter postando il video di Karol, uno dei medici sulla nave.

Lo sbarco di 18 dei 65 migranti salvati ha prodotto nei 47 rimasti a bordo “una condizione psicologica negativa: si sentono privi di valore, come se a nessuno importasse di loro: una situazione che, assieme al mal di mare e all’assenza di speranza e prospettive sta rendendo le persone davvero vulnerabili”.

“Alcuni di loro dicono di voler autoinfliggere delle ferite o addirittura suicidarsi – ha detto il medico – pur di far finire questa situazione. Dal punto di vista medico la situazione non è affatto buona, stiamo mantenendo un equilibrio molto fragile e precario in questo momento”.

“Abbiamo fatto sbarcare malati e bambini – ha riposto Salvini – ma resta il divieto assoluto alla Sea Watch3 di entrare nelle nostre acque territoriali. Non cambiamo idea”.

“Se qualcuno non è d’accordo – hanno affermato fonti del Viminale riferendosi evidentemente allo scontro di ieri all’interno del Governo – si prenda la responsabilità pubblica di dirlo e di autorizzarlo”.

La Sea Watch, dicono le fonti, è considerata “non inoffensiva”.

Intanto, quasi un benvenuto da quella sempre più larga parte d’Italia che non si riconosce nelle politiche di Salvini, è apparso oggi sul Municipio dell’Isola lo striscione “Lampedusa per un Mediterraneo di Pace”.

“Nessuno rimuoverà questo striscione”, ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che stamane insieme al sindaco Totò Martello ha accolto nella piazza di fronte al palazzo del Comune centinaia di giovani lampedusani e linosani dell’Istituto Pirandello in occasione di “Libera la Natura”, l’iniziativa giunta sull’isola alla sua nona edizione.

Don Ciotti ha ribadito, parlando ai tanti giovani presenti in piazza, “la necessità che ognuno faccia la propria parte nella direzione della pace e dell’accoglienza.

“Ma la prima riforma da fare nel nostro Paese – ha detto – è la riforma delle nostre coscienze”.

Martello ha poi ribadito l’importanza di non fermarsi alle parole: “Ciascuno di noi deve agire concretamente per costruire una società più equa e solidale. Non basta commuoversi, bisogna muoversi”.

Nella stessa giornata più di 700 ragazzi e ragazze delle scuole elementari, medie e superiori hanno partecipato a una staffetta non agonistica nel centro di Lampedusa passandosi un testimone di alto valore simbolico, ricavato dal legno di uno dei tanti barconi di migranti.

Erano presenti anche membri dell’equipaggio della Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, e i ragazzi di Amunì progetto di Libera sottoposti a procedimento penale da parte dell’Autorità giudiziaria minorile e impegnati in un percorso di riparazione.

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