Nave senza nocchiero in gran tempesta - QdS

Nave senza nocchiero in gran tempesta

Pino Grimaldi

Nave senza nocchiero in gran tempesta

sabato 11 Luglio 2020 - 00:00

Detto da Dante, son settecento anni!, fa senso: quasi che il poeta avesse avuto in mano una sfera di cristallo.
Il marasma creatosi nella magistratura è sotto occhi ed orecchi di tutti. E come possa cessare è da frate indovino. Che l’organo di autogoverno della magistratura contini a fare flop lo direbbe anche, se ancor stampato anche il Corriere dei piccoli. Che nel corso della stesura della carta costituzionale si giunse ad una mediazione per cui tutti i costituenti ebbero ragione e torto allo stesso omento, è consacrato dagli atti della stessa ai quali si rimanda (Cosentino). Che nella transizione tra amministrazione fascista e liberale nulla accadde fa merito alla magistratura che, assieme all’Arma dei Carabinieri, non venne toccata nel dall’invasore ne dal sistema democratico della costituzione.
Che invece cercò dare maggiore credito al Csm già creato fin dal 1907 come “organo consultivo” e che venne nel Titolo IV visto come “organo di autogoverno” della stessa e, dunque, autonomo, ufficialmente non politico e parte di quella divisione dei poteri – legislativo, esecutivo, giurisdizionale – che il buon Charles de Secondat, Barone di Montesquieu aveva, dopo le esperienze da Polibio a Locke (il potere corrompe!), sacralizzato nei due volumi del suo” De l‘esprit des loix ” del 1748.
Che vige in ogni parte del mondo liberale ma anche nei sistemi monarchici ed anche dispostici. E’ il vecchio super provato unicuique suum che porta i tre poteri,chi fa le leggi (popolo attraverso parlamento) chi le deve eseguire (esecutivo)chi le deve fare osservare (magistratura) ad essere indipendenti l’un dall’altro per assicurare che non vi sia corruttela, né danno per lo Stato – nazione dei quali sono interpreti di volontà e censori opportuni. Punto.
Da noi nel 1947 le cose nacquero abborracciate(con tutto il rispetto per il Costituente) al punto che solo il 18 luglio del 1959 (11 anni dopo l’approvazione della Costituzione fu possibile varare il CSM nel quale ai tre membri di diritto,Presidente Repubblica, Presidente e Procuratore Generale della Cassazione, vennero aggiunti 24 membri: dei quali 2/3 magistrati( da esser scelti in vario modo tra loro ) 1/3 da membri eletti dal parlamento. E qui cascò l’asino! L’autonomia era già andata a farsi friggere, la interazione politica-magistratura assicurata, e – ciliegina – fu messo a presidente di un “organo di rilievo costituzionale del’ordinamento politico del paese acché fosse organo di governo autonomo della magistratura” il Capo dello Stato. Suonò fin da subito stonato. Il Presidente della Repubblica non può presiedere un organo dello stato, ma mandare messaggi,censure, quant’altro ai tre poteri dai quali deve starsene ben lontano. Il resto- e parlo di quanto di brutto è venuto alla luce- è legato alla signorilità del Quirinale che mai (e sempre)è stato vero presidente, talché si elegge un “vice” di fatto “vero” presidente.
Parabola significat “revisione costituzionale”.
Commento: campa cavallo. Ove trovi foraggi senza diserbanti.

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