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Palermo, passi avanti verso il Centro direzionale

Gaspare Ingargiola

Palermo, passi avanti verso il Centro direzionale

venerdì 03 Luglio 2020 - 00:03
Palermo, passi avanti verso il Centro direzionale

La costruzione che dovrà ospitare gli uffici regionali è tra i principali obiettivi di Musumeci. Il timore è che questo mega progetto possa provocare qualche corto circuito urbanistico

PALERMO – Prosegue il viaggio del Quotidiano di Sicilia tra le grandi opere che cambieranno il volto di Palermo nei prossimi anni. Tra gli attori in campo un ruolo di primo piano spetta sicuramente alla Regione Siciliana. Il taglio quasi “imprenditoriale” del Governo Musumeci ha dato impulso a quattro mega progetti: il centro direzionale, il centro congressi alla Fiera del Mediterraneo e i due poli ospedalieri che accorperanno Civico e Policlinico a sud, Cervello e Villa Sofia a nord. Tutto questo mentre il Comune continua a lavorare al nuovo Piano regolatore.

Il rischio paventato da alcuni è che queste strutture faraoniche siano in qualche modo “calate dall’alto” come opere di interesse sovracomunale e che il Consiglio comunale sia costretto a fare di necessità virtù. Per esempio, quando a gennaio 2019 la Giunta Musumeci ha approvato il Collegato alla legge di stabilità dedicando un intero articolo (il n. 2) al Centro direzionale, l’intenzione dell’esecutivo era di far valere il progetto preliminare “come una variante a ogni effetto del Piano regolatore di Palermo” (comma 3). Nella versione definitiva del Collegato, approvata dall’Ars a luglio dell’anno scorso, invece, la posizione della Regione è stata ammorbidita: il progetto definitivo sarà approvato dalla Giunta regionale ma verrà comunque trasmesso al Consiglio comunale, che dovrà pronunciarsi con una delibera entro 120 giorni altrimenti prevarrà il principio del silenzio assenzo.

Nei giorni scorsi è stato firmato il Protocollo di intesa tra Dipartimento regionale Tecnico, Consiglio nazionale degli architetti (Cnappc) e Ordine degli architetti di Palermo per il bando destinato alla progettazione del nuovo Centro direzionale della Regione. La struttura dovrà essere in grado di ospitare 4.400 dipendenti provenienti da assessorati e dipartimenti regionali e dagli uffici periferici che attualmente hanno sede a Palermo, nonché dagli uffici speciali, dai dipartimenti alle dirette dipendenze del governatore e dagli uffici delle società partecipate con sedi in affitto. Un bel risparmio per Palazzo d’Orleans, ma anche una boccata d’ossigeno per il traffico del capoluogo, con gran parte delle attività, oggi distribuite a macchia di leopardo, concentrate in un solo posto.

Nella nota di aggiornamento al Def del novembre 2019 la Giunta Musumeci calcolava che “il costo presunto di questa operazione, a oggi stimabile tra i 400 e i 500 milioni di euro, anche a dipendere dal costo delle opere di urbanizzazione richieste dal Comune di Palermo, possa essere facilmente affrontato utilizzando una quota parte di quanto oggi l’Amministrazione regionale paga di affitto a terzi (circa 40 milioni l’anno). Ove a questo si sommasse il costo delle forniture elettriche (si richiederà la completa autonomia energetica degli immobili da realizzare) che oggi gravano per circa 8 milioni l’anno sul bilancio regionale, delle manutenzioni straordinarie sugli immobili, per circa 6 milioni, nonché i redditi derivanti dalla destinazione commerciale di parte dell’immobile e dai parcheggi, resta evidente che, a cominciare dal primo anno di utilizzazione, si possa ipotizzare un recupero finanziario nel bilancio regionale da 30 a 40 milioni”.

Dopo che negli anni scorsi sono tramontate le ipotesi di Fondo Uditore e Fondo Luparello, l’area individuata sembrerebbe essere quella dell’ex Ente minerario siciliano in via Ugo La Malfa. Una strada che però presenta più di un problema: si allaga sistematicamente quando piove, è priva di parcheggi e perennemente congestionata dal traffico per via della presenza di centri commerciali e grandi supermercati e della nuova sede del comando municipale dei vigili urbani. Anche se è servita da una fermata del passante ferroviario servirebbero comunque parcheggi, interventi per prevenire gli allagamenti e probabilmente anche uno svincolo autostradale.

Non a caso nella nota al Def il Governo regionale si manteneva ancora vago parlando di “studi e ipotesi progettuali” e di “contatti con l’Amministrazione comunale di Palermo per la piena condivisione dell’ubicazione e dell’unificazione degli uffici”.

Il 3 giugno di quest’anno la Commissione Bilancio dell’Ars ha dato parere favorevole al progetto con alcune modifiche. Dal punto di vista procedurale “la Commissione – si legge in una nota del gruppo Lega – ha fatto propria la proposta di Caronia (la deputata e consigliera comunale Marianna Caronia, nda) di prevedere un percorso di confronto con la cittadinanza che potrà così esprimere la preferenza fra almeno due ipotesi progettuali e di dislocazione in città che obbligatoriamente dovranno essere redatte prima della progettazione preliminare”.

Dal punto di vista tecnico invece la Commissione ha ottenuto che “già nella fase di redazione dello studio di fattibilità, del progetto preliminare e di verifica tecnico-economica venga elaborata una valutazione sul variato carico urbanistico e sull’impatto che l’opera avrà sui flussi veicolari e sui trasporti”.

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